SEO internazionale: siti multilingua e multi-paese
Struttura degli URL, una lingua per pagina, hreflang e keyword per paese. Consulenza SEO da 300 € al mese, IVA esclusa.

Facciamo SEO internazionale per siti che vendono o informano in più lingue o in più paesi: scegliamo la struttura degli URL, decidiamo quale lingua e quale paese assegnare a ogni pagina, rifacciamo la ricerca keyword per ogni mercato e impostiamo la misura paese per paese. Chi cerca dalla Spagna deve trovare la pagina spagnola, con i prezzi e le parole della Spagna, non quella italiana tradotta.
La consulenza SEO parte da 300 € al mese, IVA esclusa. Lavoriamo solo online, in italiano, inglese e spagnolo.
Per chi è e per chi no
Il servizio è pensato per:
- aziende italiane che esportano e vogliono richieste anche dall'estero;
- e-commerce che spediscono in altri paesi, con valute, prezzi, spedizioni o cataloghi diversi da un mercato all'altro;
- strutture turistiche, tour operator e servizi per viaggiatori, dove una parte importante dei clienti cerca in un'altra lingua;
- siti già multilingua che non rendono: versioni estere senza traffico o pagine nella lingua sbagliata nei risultati.
Non è il servizio giusto se la versione italiana del sito non funziona ancora: ogni difetto si moltiplica per il numero di lingue. Non lo è nemmeno se le traduzioni resteranno automatiche e nessuno potrà rivederle o rispondere ai clienti in quella lingua.
Il problema in concreto
Un sito diventa internazionale quasi sempre per aggiunta: un plugin di traduzione, una cartella /en/, un dominio estero comprato anni fa. I problemi tipici nascono da lì:
- il sito sceglie la lingua da solo, in base all'indirizzo IP o alla lingua del browser, e chi è in viaggio o vive all'estero non riesce più a vedere la versione che vuole;
- la stessa pagina mostra navigazione in inglese e testo in italiano, o due lingue affiancate;
- la lingua cambia con un cookie e l'URL resta uguale, quindi per Google esiste una sola versione;
- le pagine estere sono la traduzione letterale di quelle italiane, con parole che nel paese di destinazione nessuno cerca.
Sono scelte che la documentazione di Google sconsiglia in modo esplicito. Correggerle a sito avviato costa più che farle bene all'inizio: per questo partiamo dalla struttura.
Cosa facciamo e cosa consegniamo
La struttura degli URL
La prima decisione è dove vivono le versioni del sito. La guida di Google alla gestione dei siti multiregionali e multilingue mette a confronto quattro soluzioni:
| Struttura | Esempio | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Dominio del paese (ccTLD) | example.de | il paese di destinazione è chiaro, la posizione del server non conta | costoso, più infrastruttura, un dominio vale per un solo paese, alcuni ccTLD hanno requisiti rigidi |
| Sottodominio | de.example.com | facile da configurare, server in posti diversi | dall'URL l'utente può non capire se "de" indica la lingua o il paese |
| Sottocartella | example.com/de/ | facile da configurare, meno manutenzione perché l'host è uno solo | targeting meno leggibile dall'URL, una sola posizione del server, separare le versioni è più complesso |
| Parametro | example.com?loc=de | nessuno rilevante | sconsigliato da Google: complica la segmentazione e non si capisce dall'URL |
Per la maggior parte dei siti consigliamo la sottocartella: un solo sito da mantenere e far crescere. Il dominio nazionale ha senso quando in quel paese c'è una società, un listino e una squadra propri. La stessa guida ricorda che Google ignora meta tag di localizzazione come geo.position e che la posizione del server è solo un indizio.
Una lingua o un paese per URL, senza reindirizzamenti automatici
Ogni URL ha una lingua sola, per contenuto e navigazione, e se serve un paese solo. Google chiede URL distinti per ogni versione invece di cookie o impostazioni del browser, chiede di evitare le traduzioni affiancate e dice di evitare di reindirizzare automaticamente gli utenti in base alla lingua che si presume parlino: al posto del reindirizzamento si mettono link visibili alle altre versioni. La guida alle pagine adattabili alle impostazioni internazionali spiega perché: gli indirizzi IP predefiniti di Googlebot sembrano trovarsi negli Stati Uniti e il crawler non invia l'intestazione Accept-Language, quindi un sito che cambia contenuto in base a questi segnali rischia che Google non scansioni né indicizzi tutte le versioni.
Google determina la lingua dal testo visibile, non dall'attributo lang o dall'URL: una pagina con menu in inglese e testo in italiano confonde utenti e motore.
Hreflang e x-default, in breve
Le versioni si dichiarano a Google con l'hreflang. La guida alle versioni localizzate di una pagina fissa le regole essenziali: ogni versione elenca sé stessa e tutte le altre, con URL completi; il codice lingua (ISO 639-1) è obbligatorio, quello del paese (ISO 3166-1 Alpha 2) è facoltativo e non può stare da solo; x-default indica la pagina per chi non rientra in nessuna versione, spesso un selettore di lingua o di paese. Quando due versioni nella stessa lingua sono quasi uguali, hreflang e canonical lavorano insieme. Il codice completo, i tre metodi per inserirlo e gli errori tipici sono nella nostra guida al tag hreflang.
Per Bing l'indicazione più esplicita resta l'articolo "How To Tell Bing Your Website's Country and Language", pubblicato sul blog per webmaster nel marzo 2011, che indica il meta tag content-language (per esempio <meta http-equiv="content-language" content="en-us">) come primo segnale di lingua e paese, poi l'attributo dell'elemento html, e dice che tra i domini solo i ccTLD influenzano la localizzazione del documento. È un'indicazione datata, che non abbiamo trovato aggiornata in documenti più recenti: nei siti multi-paese aggiungiamo il content-language accanto all'hreflang, perché non costa nulla.
Traduzione e localizzazione: la ricerca keyword per paese
Tradurre una pagina non basta, perché le parole che le persone cercano cambiano da paese a paese anche a parità di lingua. Un esempio, scelto per mostrare il fenomeno e non tratto da un progetto: chi noleggia un'auto in Spagna cerca di solito "alquiler de coches", in Messico "renta de autos"; un affitto per le vacanze è "holiday rental" nel Regno Unito e "vacation rental" negli Stati Uniti. Una traduzione corretta può usare la parola che nessuno digita.
Per questo rifacciamo la ricerca keyword per ogni mercato, con i volumi del paese e i risultati che Google mostra in quel paese, e scriviamo i testi partendo da quelle ricerche. La localizzazione comprende anche valuta, spedizioni, recapiti e condizioni di vendita: la guida di Google cita indirizzi, numeri di telefono, lingua e valuta locali tra i segnali del paese di destinazione.
Esempio di piano: URL e keyword per paese
Consegniamo un piano di struttura con la mappa keyword per paese. Esempio di formato, per un'azienda ipotetica che vende in Italia, nella Svizzera italiana e in Spagna (le ricerche sono scritte come esempio di forma; nel piano vero ogni riga ha il volume letto in Keyword Planner per quel paese):
| URL | hreflang | Ricerca principale | Note di localizzazione |
|---|---|---|---|
| /prodotti/arredo-esterno/ | it-IT | arredamento da esterno | prezzi in euro, spedizione in Italia |
| /ch-it/prodotti/arredo-esterno/ | it-CH | arredamento da giardino | prezzi in franchi, tempi e costi di consegna per la Svizzera |
| /es/productos/muebles-exterior/ | es-ES | muebles de exterior | URL tradotto, recapito e condizioni di vendita in spagnolo |
| /scegli-paese/ | x-default | nessuna | selettore di paese e lingua, nessun reindirizzamento automatico |
Ogni riga diventa un lavoro con una data: pagina da creare, testo da scrivere, annotazioni, controllo dopo la pubblicazione.
Misura per paese
Il report Rendimento di Search Console ha la dimensione "Paesi": la usiamo insieme al filtro per pagina o per cartella per vedere se la versione spagnola riceve impressioni dalla Spagna e quella svizzera dalla Svizzera. Se un paese arriva sulla versione sbagliata, il problema è nelle annotazioni o nei contenuti.
Come lavoriamo e in quanto tempo
- Prima settimana: call iniziale, accessi a Search Console e Analytics, mercati prioritari, vincoli del CMS e del plugin di traduzione.
- Primo mese: analisi e scelta della struttura degli URL, piano delle pagine e ricerca keyword dei primi mercati.
- Dal secondo mese: hreflang, x-default e selettore di lingua, testi localizzati, correzione dei reindirizzamenti automatici, poi un mercato alla volta.
- Ogni mese: report per paese con impressioni, clic, pagine e lavori del mese successivo.
Le correzioni tecniche si vedono di solito in alcune settimane; un mercato nuovo chiede alcuni mesi. Non promettiamo posizioni: il tempo dipende dallo stato del sito, dalla concorrenza in ogni paese e dalla qualità dei testi. Se un sito multilingua va rifatto da zero, lo progettiamo con la struttura già decisa nella realizzazione di siti web.
Il servizio lo segue Eugenio Tommasi, fondatore di SEO SRL. Ha lavorato per Venere.com ed Expedia a Roma e a Praga e lavora in italiano, inglese e spagnolo. Ha vissuto e lavorato cinque anni a Milano; vivendo a Como ha lavorato a Chiasso, in Canton Ticino, con clienti in Svizzera. Ha lavorato a Praga e in Spagna, a Roma con aziende nazionali, editori online e clienti olandesi, a Firenze con tour operator e clienti internazionali. Il percorso completo è nella pagina chi siamo.
Quanto costa la SEO internazionale
Tutti i prezzi sono di partenza e IVA esclusa; il preventivo finale si costruisce dopo aver visto il sito, il numero di lingue e di paesi.
| Servizio | Prezzo | Per chi |
|---|---|---|
| Consulenza SEO Base | da 300 € al mese | sito piccolo con una o due lingue |
| Consulenza SEO Avanzata | da 700 € al mese | siti medi ed e-commerce in più paesi |
| Consulenza SEO Enterprise | da 2.000 € al mese | siti grandi, anche oltre 100.000 pagine |
| Audit SEO | da 500 €, 1.000 € o 2.000 € | chi vuole un'analisi della struttura internazionale prima di decidere |
| Sito aziendale | da 3.000 € | sito multilingua da rifare |
| E-commerce | da 5.000 € | negozio online da aprire su più mercati |
Le tre fasce dell'audit dipendono dalla dimensione del sito e sono descritte nella pagina dell'audit SEO; cosa include ogni piano mensile è nella pagina della consulenza SEO. Le traduzioni professionali, se servono, si preventivano a parte.
Fonti
Pagine consultate il 15 ottobre 2026.
- Google Search Central, "Gestione dei siti multiregionali e multilingue"
- Google Search Central, "Informare Google dell'esistenza di versioni localizzate di una pagina"
- Google Search Central, "Modalità di scansione da parte di Google delle pagine adattabili alle impostazioni internazionali"
- Bing Webmaster Blog, "How To Tell Bing Your Website's Country and Language" (marzo 2011)
- Guida di Search Console, "Report sul rendimento (risultati di ricerca): panoramica e configurazione di base"
Domande frequenti
Posso usare lo stesso testo in inglese per Regno Unito e Stati Uniti?
Sì, ma le due versioni vanno dichiarate con hreflang (en-GB ed en-US) e conviene differenziarle dove il mercato è diverso: prezzi, valuta, spedizioni, parole usate. Quando più URL hanno contenuti simili nella stessa lingua, Google indica di scegliere una versione preferita e di usare insieme canonical e hreflang perché compaia l'URL giusto.
Bisogna tradurre anche gli URL?
Non è obbligatorio, ma è utile: un URL con parole nella lingua della pagina è più chiaro per chi lo legge. Google accetta parole localizzate negli URL, anche con caratteri non latini, purché codificate in UTF-8 con i caratteri di escape corretti. Su un sito già online, tradurre gli URL significa cambiarli, quindi servono redirect 301 dalle vecchie versioni.
Un plugin di traduzione per WordPress basta a fare SEO internazionale?
Il plugin risolve una parte del lavoro: crea gli URL per lingua, il selettore e spesso le annotazioni hreflang. Non decide la struttura giusta per i tuoi mercati, non sceglie le parole che si cercano in ogni paese e non rivede le traduzioni. Prima di attivarlo controlliamo che non reindirizzi gli utenti in automatico e che ogni pagina resti in una sola lingua.
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