Fondamenti SEO
Cos'è la SEO, come lavorano i motori di ricerca e come si scelgono le parole chiave.
7 capitoli

La SEO tecnica si occupa di come il sito è costruito e servito ai motori di ricerca: se Googlebot trova le pagine, se le legge per intero, quali finiscono nell'indice e con quale URL, quanto velocemente si caricano. Non scrive contenuti e non cerca link, ma decide se il lavoro su contenuti e link può dare risultati.
Qui sotto trovi le sette aree da controllare, ciascuna con il capitolo della guida che la approfondisce. Se parti da zero, comincia dall'audit SEO: è il controllo completo che mette in fila errori e priorità.
È l'insieme degli interventi su codice, server e struttura del sito che permettono a Google di fare bene tre cose: scansionare le pagine (Googlebot le scarica seguendo link e sitemap), indicizzarle (le analizza e le archivia) e mostrarle nei risultati. Le fasi sono in sequenza: una pagina che non viene scansionata non entra nell'indice, e una pagina fuori dall'indice non può posizionarsi, per quanto sia buona.
Il file robots.txt dice ai crawler quali sezioni possono visitare; i link interni e la sitemap fanno scoprire le pagine. Prima ancora il dominio deve rispondere: server DNS lenti o configurati male, proxy che bloccano i bot ed errori 5xx frenano Googlebot.
Meta robots e noindex decidono quali pagine entrano nell'indice. Quando più URL hanno lo stesso contenuto (parametri, varianti di prodotto, versioni con e senza www), il tag canonical indica a Google quale mostrare.
Google prima scarica l'HTML, poi esegue il JavaScript in un secondo passaggio. Testi e link importanti devono essere già nell'HTML servito dal server, non comparire solo dopo l'esecuzione degli script. Il tag noscript offre un'alternativa a chi naviga con JavaScript disattivato.
URL leggibili e stabili, categorie chiare, pagine importanti raggiungibili in pochi clic dalla home. Google segue i link fatti con un elemento <a> con attributo href: i menu che funzionano solo con eventi JavaScript rischiano di non essere seguiti. L'analisi della struttura è uno dei passaggi dell'audit SEO.
I Segnali web essenziali (Core Web Vitals) misurano l'esperienza reale degli utenti con tre metriche: LCP, il caricamento dell'elemento principale, entro 2,5 secondi; INP, la reattività a clic e tocchi, entro 200 millisecondi; CLS, la stabilità del layout, entro 0,1. Una pagina li supera se rispetta tutte e tre le soglie nel 75% delle visite, da mobile e da desktop. Anche questi si controllano nell'audit SEO.
Il markup schema.org, nel formato JSON-LD consigliato da Google, descrive in modo esplicito articoli, prodotti, attività locali e domande frequenti. Aiuta Google a capire la pagina e la rende idonea ai risultati arricchiti, che però non sono garantiti. La verifica del markup fa parte dell'audit SEO.
Per i siti in più lingue o per più paesi, l'attributo hreflang indica a Google quale versione mostrare a ciascun utente. Ogni versione deve elencare se stessa e tutte le altre, con gli stessi link su ogni pagina.
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È la parte della SEO che lavora su codice, server e struttura del sito perché Google possa scansionare le pagine, indicizzarle con l'URL giusto e mostrarle in fretta. In pratica: robots.txt e sitemap, noindex e canonical, contenuti visibili senza JavaScript, link interni, Core Web Vitals (LCP entro 2,5 s, INP entro 200 ms, CLS entro 0,1), dati strutturati e hreflang per i siti multilingua.
È un'analisi completa del sito che ne indica errori e stato di ottimizzazione: accessibilità, velocità e versione mobile, aspetti tecnici come HTTPS e robots.txt, contenuti e posizione rispetto ai concorrenti. Serve a decidere cosa sistemare per primo.
Indica a Google la versione preferita di una pagina quando più URL hanno contenuti uguali o molto simili, per esempio le varianti di colore di un prodotto. È un suggerimento, non un obbligo: per spostare davvero una pagina serve un redirect 301.
Quelli con moltissime pagine, come negozi online e banche dati, e i siti appena nati, che hanno ancora pochi link in ingresso. Inviare la sitemap aiuta Google a trovare pagine che da solo scoprirebbe tardi.
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