Come creare un sito web: la guida completa
Inizio della guida Creare un sito web
Obiettivo, dominio, piattaforma, SEO, privacy e sicurezza. Pro e contro di builder, WordPress e su misura.
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Pubblicato il 13 min di lettura
Creare un sito web significa scegliere obiettivo, dominio, hosting e piattaforma, poi progettare pagine e testi, curare SEO, velocità, privacy e sicurezza, e infine pubblicare e misurare i risultati.
Indice dei contenuti (14 sezioni)
- Prima di cominciare: a cosa deve servire il sito
- Dominio e hosting: le due cose che devono restare tue
- Quale piattaforma scegliere: builder, WordPress o su misura
- La struttura delle pagine
- I testi: scrivi per chi cerca, non per riempire
- SEO di base: cosa fare dal primo giorno
- Velocità e Core Web Vitals
- Un sito usabile da tutti: farlo bene conviene
- Cookie e privacy
- Sicurezza e backup
- Pubblicare e misurare
- Quando conviene un professionista
- Domande frequenti
- Fonti
Per creare un sito web servono sette passi: decidere a cosa serve, scegliere dominio e hosting, scegliere la piattaforma, disegnare le pagine, scrivere i testi, sistemare SEO, velocità, privacy e sicurezza, e infine pubblicare e misurare. Si può fare da soli con un builder o con WordPress; un professionista conviene quando il sito deve vendere o collegarsi ad altri sistemi.
In questa guida trovi ogni passo con i pro e i contro delle scelte, senza promettere scorciatoie. Alla fine capisci anche quando il fai da te smette di convenire. Per chi vuole WordPress c’è il capitolo successivo, Come creare un sito con WordPress, passo per passo.
Prima di cominciare: a cosa deve servire il sito
Quasi tutti i siti nati male partono dalla piattaforma (“facciamo un Wix”) invece che dall’obiettivo. Scrivi in una riga cosa deve succedere quando una persona arriva sul sito. Poche risposte possibili:
- Farsi trovare e farsi contattare: sito vetrina per un’attività, uno studio, un professionista. Serve chiarezza, una pagina per servizio e un modulo di contatto.
- Vendere online: catalogo, carrello, pagamenti, spedizioni. È un altro mestiere, con altri costi e obblighi: ne parliamo più sotto.
- Prenotare: hotel, ristoranti, centri benessere. Il motore di prenotazione è la parte che decide la scelta.
- Informare o pubblicare: blog, rivista, portale. Conta l’organizzazione dei contenuti e la SEO.
- Offrire un servizio online: area riservata, gestionale, strumenti. Qui un builder di solito non basta.
Poi decidi chi è il visitatore tipo e cosa deve fare: telefonare, scrivere, comprare, iscriversi. Ogni pagina del sito dovrebbe portare verso quell’azione. Se non sai dirlo in una frase, è presto per scegliere gli strumenti.
Decidi anche subito chi scriverà i testi e chi aggiornerà il sito dopo il lancio: un sito non si consegna e si dimentica.
Dominio e hosting: le due cose che devono restare tue
Il dominio è l’indirizzo (esempio.it); l’hosting è il server dove vivono i file e il database del sito. Si comprano separatamente o insieme, e sono due voci a canone, di solito annuale. Tre regole valgono sempre:
- Il dominio va intestato a te, non a chi ti fa il sito. Registralo con i tuoi dati e custodisci tu le credenziali del registrar. Se un giorno cambi fornitore, il dominio viene con te.
- Scegli un nome breve, leggibile al telefono, senza trattini se puoi. Il nome dell’attività vince quasi sempre sulla keyword inserita a forza. L’estensione .it è la scelta naturale per un’attività italiana.
- Controlla che l’hosting sia adatto alla piattaforma: per WordPress servono PHP e database aggiornati (i requisiti ufficiali sono nel capitolo dedicato), certificato HTTPS incluso, backup giornalieri, assistenza raggiungibile in italiano se ne hai bisogno.
Se usi un builder come Wix o Squarespace l’hosting è incluso nell’abbonamento. È comodo, ma significa anche che il sito vive dentro quella piattaforma: di questo parliamo nel prossimo paragrafo.
Quale piattaforma scegliere: builder, WordPress o su misura
Non esiste la piattaforma migliore in assoluto. Esiste quella adatta a obiettivo, budget e tempo. Ecco le tre strade, con i lati buoni e quelli meno.
Builder online (Wix, Squarespace e simili)
Ti iscrivi, scegli un modello, trascini blocchi e pubblichi. Hosting, certificato e aggiornamenti sono compresi.
- Pro: partenza rapida, nessuna manutenzione tecnica, costo prevedibile, ottimo per un sito vetrina piccolo o per testare un’idea.
- Contro: sei dentro un ambiente chiuso. Esportare il sito per portarlo altrove è in genere difficile o impossibile. Le funzioni sono quelle previste dalla piattaforma, il controllo sul codice e sulla velocità è limitato, e il canone continua finché il sito resta online. Alcune opzioni SEO avanzate possono mancare o essere meno flessibili.
WordPress
È un CMS open source che installi sul tuo hosting. Secondo W3Techs (dato del 12 ottobre 2026) lo usa il 40,1% di tutti i siti web e il 58,6% di quelli con un CMS noto. Per questo trovi temi, plugin, guide e sviluppatori in abbondanza.
- Pro: il sito è tuo e lo puoi spostare; si adatta a blog, vetrine, e-commerce e siti con molti contenuti; la SEO è gestibile in modo fine; nessun vincolo di fornitore.
- Contro: ti occupi tu (o qualcuno per te) di aggiornamenti, backup e sicurezza. Troppi plugin e temi pesanti rallentano il sito. Cresce bene solo se lo imposti con criterio fin dall’inizio.
Se la tua scelta è WordPress, trovi i passi concreti in Come creare un sito con WordPress. Se vuoi farlo realizzare, vedi i siti WordPress che sviluppiamo.
Sviluppo su misura
Il sito viene programmato per le tue esigenze, ad esempio con React e rendering lato server, oppure con un framework PHP o Python.
- Pro: nessun compromesso su funzioni, prestazioni e integrazioni (gestionali, CRM, API); codice pensato per la SEO e la sicurezza fin dall’inizio.
- Contro: costa di più e richiede più tempo; serve qualcuno che lo sviluppi e lo mantenga. Per un sito vetrina semplice è spesso più di quanto serva.
Come scegliere, in breve:
- Sito vetrina piccolo, pochi aggiornamenti, vuoi pubblicare presto: builder, sapendo che resti nella piattaforma.
- Sito che deve crescere, con blog, SEO seria o un piccolo negozio: WordPress.
- Funzioni particolari, area riservata, integrazioni, grandi volumi: su misura, di solito con un professionista.
In tutti i casi chiediti: se tra tre anni cambio idea, posso portare via contenuti, dominio e dati? Più la risposta è sì, meglio hai scelto.
La struttura delle pagine
Prima di aprire l’editor disegna l’albero del sito su un foglio. Per una piccola attività bastano queste pagine:
- Home: cosa fai, per chi, perché fidarsi, un invito all’azione.
- Una pagina per ogni servizio o prodotto principale: ogni pagina risponde a una ricerca precisa, ed è il motivo per cui non conviene un unico “Servizi” con tutto dentro.
- Chi siamo: persone, sede, esperienza vera.
- Contatti: telefono, email, indirizzo, orari, modulo.
- Pagine legali: informativa privacy, cookie policy e, se vendi, condizioni di vendita.
- Blog o guide, se hai qualcosa da dire e le risorse per farlo con regolarità.
Tieni il menu corto (cinque o sei voci) e fai in modo che ogni pagina sia a non più di due o tre clic dalla home. Usa indirizzi (URL) leggibili e stabili, come /servizi/consulenza/: cambiarli dopo la pubblicazione obbliga a impostare redirect, altrimenti si perdono visite e posizionamenti. Se un giorno dovrai spostare il sito, ti servirà una migrazione fatta bene per la SEO.
I testi: scrivi per chi cerca, non per riempire
I testi pesano più della grafica. Prima di scrivere elenca le domande che i clienti ti fanno davvero: sono la scaletta migliore.
- Apri ogni pagina con la risposta: cosa offri, a chi, dove. Il visitatore decide in pochi secondi se restare.
- Una pagina, un tema. Se due pagine rispondono alla stessa ricerca, si fanno concorrenza.
- Usa le parole dei clienti, non il gergo interno. Le parole chiave si scelgono osservando come le persone cercano, non indovinando.
- Dati concreti: tempi, prezzi di partenza se puoi dirli, area servita, passaggi del servizio.
- Un invito chiaro in fondo a ogni pagina: chiama, scrivi, prenota.
- Immagini vere dove possibile, sempre con il testo alternativo.
SEO di base: cosa fare dal primo giorno
La SEO non si “aggiunge” a sito finito: molte scelte conviene farle mentre costruisci. La guida introduttiva alla SEO di Google è la lettura giusta per cominciare. In pratica:
- Title diverso per ogni pagina, chiaro e fedele al contenuto, con la parola chiave principale all’inizio. Google dice che un buon titolo è unico per la pagina, chiaro, conciso e descrive il contenuto. La maggior parte dei CMS lo ricava dal titolo della pagina.
- Meta description breve, specifica per pagina, con i punti più rilevanti e un invito. Google la usa solo in alcuni casi come snippet, spesso lo costruisce dal testo della pagina: scrivila comunque, serve a chi legge i risultati.
- Titoli H1 e H2 in ordine logico: un H1 per pagina, poi sezioni con H2.
- URL puliti, senza parametri inutili, e un solo indirizzo per ogni pagina (se serve, il canonical).
- Link interni tra le pagine correlate, con testo del link descrittivo.
- Sitemap XML: per Google è facoltativa, ma aiuta e costa poco. Come funziona è spiegato in Sitemap: cosa sono e a cosa servono.
- Google Search Console: registra il sito, verifica la proprietà, invia la sitemap e controlla le pagine con lo strumento Controllo URL. È gratuita e ti dice se Google trova e indicizza il sito.
- Non bloccare il sito per errore: durante lo sviluppo molti CMS hanno l’opzione “scoraggia i motori di ricerca”. Ricordati di toglierla al lancio.
Per far indicizzare il sito leggi come indicizzare il sito; per un controllo a mano di quello che hai, c’è l’audit SEO.
Velocità e Core Web Vitals
Un sito lento perde visitatori prima ancora che leggano. Google misura l’esperienza di caricamento con i Core Web Vitals e indica tre soglie “buone”, valutate sul 75% delle visite: LCP (caricamento del contenuto principale) entro 2,5 secondi, INP (reattività all’interazione) entro 200 millisecondi, CLS (stabilità del layout) entro 0,1. I dettagli sono su web.dev e nella documentazione di Google.
Cosa fare nella pratica:
- Comprimi le immagini e usa formati moderni (WebP, AVIF); non caricare foto da 5 MB per mostrarle in 600 pixel.
- Dimensioni dichiarate per immagini e banner, così la pagina non “salta” mentre carica (è il CLS).
- Pochi script esterni: ogni widget, chat, mappa o tracciamento aggiunge peso. Tieni quelli che usi davvero.
- Tema e plugin leggeri se usi WordPress; un hosting adeguato fa differenza.
- Misura con PageSpeed Insights e con il report Core Web Vitals di Search Console, provando anche da telefono.
Un sito usabile da tutti: farlo bene conviene
Un sito usabile da tutti si legge e si usa anche con una disabilità visiva, motoria o uditiva, e di solito funziona meglio per tutti. Basi: contrasto sufficiente, testo alternativo alle immagini, titoli ordinati, tutto utilizzabile con la sola tastiera, moduli con etichette chiare, video sottotitolati.
Cookie e privacy
Un sito che raccoglie dati, anche solo con un modulo di contatto o con Google Analytics, deve trattarli con cura. Non è una formalità, e il tema è spesso trascurato nei siti fai da te.
- Informativa privacy: dice chi tratta i dati, per quali scopi, per quanto tempo e come esercitare i diritti. Va collegata ai moduli e presente in tutte le pagine.
- Cookie: per i cookie non tecnici (statistiche non anonimizzate, pubblicità, profilazione) serve il consenso vero dell’utente prima che vengano installati: una casella preselezionata non vale come consenso.
- Banner e blocco preventivo: gli script di tracciamento non devono partire finché l’utente non sceglie. Un banner che “mostra” la scelta ma lascia partire tutto non serve a niente. Usa una soluzione che blocca davvero gli script e verifica con gli strumenti del browser.
- Fornitori: hosting, newsletter e CRM trattano dati per tuo conto: tieni un elenco e controlla cosa possono farne.
- Dati dei clienti: se vendi online servono anche condizioni di vendita, informazioni sul recesso e dati dell’impresa in evidenza.
Le pagine legali non si copiano da un altro sito: descrivono i tuoi trattamenti e vanno adattate. Per i dubbi serve un consulente privacy o un legale.
Sicurezza e backup
Non serve essere importanti per essere attaccati: i bot cercano di continuo siti con componenti vecchi. Le basi da applicare sempre, qualunque piattaforma tu scelga:
- HTTPS su tutto il sito, con reindirizzamento automatico da http a https.
- Aggiornamenti di sistema, CMS, temi e plugin: i componenti vecchi possono avere vulnerabilità note.
- Password robuste e uniche, gestore di password e verifica in due passaggi per gli account di amministrazione. Niente utente “admin”.
- Permessi minimi: ognuno ha solo gli accessi che gli servono; chi lascia il progetto perde l’accesso.
- Backup automatici di file e database, conservati fuori dal server del sito, e provati almeno una volta: un backup che non sai ripristinare è una speranza, non una protezione.
- Solo componenti affidabili: temi e plugin dal repository ufficiale o da aziende note, mai versioni “craccate”.
Per il quadro dei rischi più comuni nelle applicazioni web il riferimento è l’OWASP Top 10:2025. Se il sito viene violato, la pagina di Google sui problemi di sicurezza in Search Console spiega come chiedere la revisione dopo la pulizia; e se nel sito c’erano dati dei clienti, parlane subito con il tuo consulente privacy. Cosa fare in caso di attacco lo trovi in sicurezza e manutenzione dei siti.
Pubblicare e misurare
Prima di mettere online, passa questa lista:
- Tutti i link e i moduli funzionano; hai provato a inviare un messaggio vero e ti è arrivato.
- Il sito si legge bene su telefono, tablet e computer.
- Title, meta description e H1 sono presenti e diversi per ogni pagina.
- Non c’è il blocco ai motori di ricerca (noindex o l’opzione del CMS).
- HTTPS attivo, versione con e senza www che porta a un solo indirizzo.
- Pagine legali e banner cookie configurati, con il consenso che blocca davvero gli script.
- Pagina 404 curata, favicon presente, backup attivo.
Dopo la pubblicazione: invia la sitemap in Search Console, controlla le pagine principali con Controllo URL e imposta uno strumento di misura (Google Analytics, o un’alternativa rispettosa della privacy). Definisci gli eventi che contano per te: invii del modulo, clic sul numero di telefono, acquisti, prenotazioni. Guardare solo le visite dice poco; contano i contatti e le vendite.
Poi comincia il lavoro vero: i risultati dalla ricerca non sono immediati e dipendono da concorrenza e qualità dei contenuti. Ogni mese guarda quali pagine ricevono impressioni, quali ricerche portano visite e quali pagine non vengono indicizzate, e migliora in base ai dati.
Quando conviene un professionista
Il fai da te funziona bene per un sito semplice, se hai tempo e voglia di imparare. Conviene chiedere aiuto quando:
- il sito deve portare clienti e non hai tempo di curare SEO, testi e velocità;
- serve un e-commerce, prenotazioni, un’area riservata o collegamenti con altri sistemi;
- hai già un sito che perde posizioni, che è stato violato o che va spostato senza perdere traffico;
- vuoi un sito curato su privacy e usabilità senza improvvisare;
- preferisci avere un solo interlocutore per sviluppo, SEO e manutenzione.
Noi facciamo questo: realizzazione di siti web progettati per la SEO, con codice, dominio e accessi che restano a te. Per sapere da cosa dipende la spesa leggi quanto costa un sito web. Se hai già un sito WordPress e ti serve qualcuno che lo tenga in ordine, c’è la manutenzione dei siti WordPress. Ne parli con Eugenio Tommasi, che fa SEO dal 2009 e sviluppa siti e software (chi è).
Hai un’idea di sito o ne hai già uno che non rende? Richiedi l’audit SEO gratuito o scrivici per un preventivo: dopo un’analisi del progetto ti diciamo cosa serve davvero e cosa puoi fare da solo.
Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole a creare un sito da soli?
Per un sito vetrina piccolo, con testi già pronti, bastano alcuni giorni con un builder o con WordPress. Il tempo dipende soprattutto da contenuti, immagini e revisioni: scrivere buoni testi richiede più della parte tecnica. E-commerce e funzioni su misura richiedono settimane.
Meglio WordPress o Wix?
Dipende dall’obiettivo. Wix e gli altri builder partono in fretta e non richiedono manutenzione tecnica, ma restano un ambiente chiuso da cui è difficile esportare il sito. WordPress è più flessibile e il sito è tuo, ma richiede aggiornamenti, backup e cura della sicurezza.
Posso creare un sito web gratis?
Si può partire con piani gratuiti dei builder, ma di solito hanno limiti, pubblicità e un dominio della piattaforma. Un sito professionale ha costi minimi a canone: dominio, hosting o abbonamento, eventuale tema o plugin a pagamento, e il tempo di chi lo cura.
Servono cookie banner e privacy policy?
Se il sito ha un modulo di contatto o strumenti di statistica, serve almeno l’informativa privacy. Per i cookie non tecnici serve il consenso vero dell’utente prima dell’installazione. Per testi e banner affidati a un consulente privacy.
Quali pagine deve avere un sito aziendale?
Home, una pagina per ogni servizio o prodotto principale, chi siamo, contatti e le pagine legali (informativa privacy, cookie policy ed eventuali condizioni di vendita). Il blog si aggiunge se hai contenuti utili e le risorse per aggiornarlo con regolarità.
Quando conviene rivolgersi a un professionista?
Quando il sito deve portare clienti e non hai tempo per SEO e velocità, quando serve un e-commerce o un’integrazione con altri sistemi, quando c’è un sito da spostare senza perdere posizioni o è stato violato. Per le basi di un sito semplice il fai da te può bastare.
Fonti
- Google Search Central, “Guida introduttiva alla SEO”. developers.google.com/search/docs/fundamentals/seo-starter-guide
- web.dev, “Web Vitals”. web.dev/articles/vitals
- Google Search Central, “Core Web Vitals”. developers.google.com/search/docs/appearance/core-web-vitals
- W3Techs, “Usage statistics of WordPress”, dato al 12 ottobre 2026. w3techs.com/technologies/details/cm-wordpress
- OWASP, Top 10:2025. owasp.org/Top10/2025/
- Google, Search Console, problemi di sicurezza e richiesta di revisione. support.google.com/webmasters/answer/9044101
Le fonti sono state aperte e verificate il 12 ottobre 2026.
I capitoli della guida
Questo è l'articolo di apertura della guida Creare un sito web. Prosegui con i capitoli, in ordine.
- Capitolo 1: Come creare un sito con WordPress: guida passo per passo10 min di lettura
- Capitolo 2: Mettere WordPress in modalità manutenzione7 min di lettura


