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Google AI Mode: cos'è, come funziona e 10 azioni per ottimizzare il sito (guida 2026)

Inizio della guida AI Search e Search Everywhere

Come funziona il query fan-out, cosa cambia per clic e traffico e 10 azioni SEO per farti citare. Guida aggiornata al 2026.

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Pubblicato l'17 min di lettura

Una ricerca che si apre in tante sotto-domande e confluisce in una risposta

Google AI Mode è la modalità di ricerca con intelligenza artificiale di Google: risponde a domande anche lunghe con un testo generato dall'AI e i link alle fonti, e si prosegue come in una chat.

Indice dei contenuti (9 sezioni)

Quasi 15 milioni di italiani hanno usato un’app di intelligenza artificiale a dicembre 2025: il 35% della popolazione online, il doppio di un anno prima (ANSA su dati Audicom). Nel frattempo Google ha portato la conversazione dentro la sua pagina dei risultati. Si chiama AI Mode e la query “google ai mode” vale già 18.100 ricerche al mese (nostra analisi: volumi medi mensili di ricerca su Google, Italia, ultimi 12 mesi). In questa guida vedi come funziona, cosa cambia per il tuo sito e le 10 azioni per farti citare.

Cos’è Google AI Mode (e da quando è in Italia)

AI Mode è la modalità di ricerca con intelligenza artificiale di Google. Fai una domanda, anche lunga e articolata. Ricevi una risposta generata dall’AI con i link ai siti da cui arrivano le informazioni. Poi continui con domande di approfondimento, come in una chat.

Ricerca classica, pagina di risultati e conversazione a confronto

Secondo Google è utile soprattutto per le domande che richiedono esplorazione, ragionamento o confronti complessi, che prima avrebbero richiesto più ricerche (Google Search Central). In italiano c’è chi la chiama modalità AI di Google, ma nell’interfaccia il nome resta in inglese: AI Mode.

Le date che contano:

  • 5 marzo 2025: Google presenta AI Mode come esperimento in Search Labs, aperto prima agli abbonati Google One AI Premium (Google).
  • 20 maggio 2025: al Google I/O arriva a tutti negli Stati Uniti, senza iscrizione a Labs (Google).
  • 8 ottobre 2025: AI Mode di Google arriva in Italia e in italiano, come scheda nella pagina dei risultati e nell’app Google per Android e iOS. Con questa espansione copre oltre 200 paesi e territori (Google Italia).
  • 19 maggio 2026: al Google I/O 2026 Google annuncia oltre 1 miliardo di utenti mensili, con query più che raddoppiate ogni trimestre dal lancio (Google).

Come si usa. Da google.com/ai, dalla scheda AI Mode dopo una ricerca o dall’icona nell’app Google. È disponibile per chi ha almeno 18 anni (Guida di Ricerca Google).

Le novità 2026 in breve:

  • Da maggio 2026 puoi fare una domanda di follow-up da un AI Overview e proseguire in AI Mode, su desktop e mobile, in tutto il mondo.
  • Google ha annunciato funzioni agentiche: le prenotazioni di servizi locali negli Stati Uniti e, per gli abbonati Google AI Pro e Ultra, agenti che monitorano il web per te.
  • Sempre negli Stati Uniti, in AI Mode compaiono annunci testuali sul 29,45% di 50.032 query commerciali analizzate a giugno 2026 (studio SE Ranking ripreso da Search Engine Land).

Come funziona AI Mode: query fan-out, fonti e modelli

Il query fan-out. Quando fai una domanda, AI Mode non lancia una sola ricerca. La scompone in sottotemi ed esegue contemporaneamente numerose ricerche al posto tuo (Google Italia). Poi unisce i risultati in un’unica risposta, con i link alle fonti.

Una ricerca che si apre in più sotto-domande e confluisce in un'unica risposta

Un esempio illustrativo (Google non mostra le sotto-ricerche che esegue). Domanda: “Quale gestionale scegliere per un’officina con 4 dipendenti, con fatturazione elettronica, sotto gli 80 euro al mese?”. Dietro le quinte può diventare:

  1. gestionale per officina meccanica
  2. gestionale officina con fatturazione elettronica
  3. prezzi gestionale officina in abbonamento
  4. gestionale officina recensioni
  5. gestionale officina cloud o installato

Il punto: non competi più solo sulla keyword principale, ma su ognuna delle sotto-domande.

Le fonti. Le ricerche partono su più sottotemi e più fonti di dati. Per questo, spiega Google, AI Mode può mostrare link più numerosi e vari di una ricerca classica. Per prodotti e attività locali entrano in gioco anche i dati di Merchant Center e del Profilo dell’attività. Per ripassare scansione, indicizzazione e ranking, parti da come funziona davvero Google.

I modelli. AI Mode è nata con una versione personalizzata di Gemini 2.0, poi è passata a Gemini 2.5 (maggio 2025, Stati Uniti) e a Gemini 3 Flash, predefinito in tutto il mondo da dicembre 2025 (Google). Da maggio 2026 il predefinito globale è Gemini 3.5 Flash (Google). AI Mode e AI Overview possono usare modelli e tecniche diversi: risposte e link cambiano tra le due.

AI Mode, AI Overview e ChatGPT a confronto

Google AI Mode AI Overview ChatGPT (ricerca)
Dove compare Scheda della Ricerca, google.com/ai, app Google In cima ai risultati classici, su alcune ricerche App e sito di OpenAI
Chi lo attiva L’utente, o un follow-up da AI Overview Google, in automatico L’utente
A cosa serve Domande complesse, confronti, conversazione Il succo di un argomento, con link Conversazione, anche con ricerca web
Come trova le fonti Query fan-out sull’indice di Google Può usare anche lui il fan-out Ricerca web con il crawler OAI-SearchBot
Modello Gemini 3.5 Flash (predefinito da maggio 2026) Gemini, non per forza lo stesso Modelli di OpenAI
Requisito per comparire Pagina indicizzata e idonea allo snippet Lo stesso OAI-SearchBot non bloccato nel robots.txt
Dove lo misuri Search Console, GA4 (Ricerca organica) Search Console, GA4 (Ricerca organica) GA4 (canale AI Assistant)

Per ChatGPT le regole sono diverse (OpenAI): trovi i dettagli nella nostra guida a GPTBot e ai crawler di OpenAI.

Cosa cambia per chi ha un sito

1. Il CTR scende, i clic non per forza. I dati più solidi riguardano gli AI Overview, da maggio 2026 anche porta d’ingresso verso AI Mode. Tra giugno 2024 e settembre 2025 il CTR organico delle query con AI Overview è sceso dall’1,76% allo 0,61% (Seer Interactive). L’aggiornamento 2026, raccontato da Search Engine Journal, mostra l’altra faccia. Su 5,47 milioni di query di 53 brand, tra terzo e quarto trimestre 2025 il CTR delle pagine citate è sceso del 61%, ma i clic non sono crollati: 398.798 a settembre, 400.271 a ottobre, 301.783 a novembre. A crescere sono state soprattutto le impressioni: da 15,8 a 39,5 milioni. E a febbraio 2026 il CTR organico sulle SERP con AI Overview è risalito al 2,4%, dall’1,3% di dicembre.

2. Essere citati fa la differenza. Le pagine citate ottengono circa il 120% di clic in più per impressione rispetto a quelle non citate, pur restando sotto del 38% rispetto alle ricerche senza AI Overview (Seer Interactive). E le query non sono tutte uguali: nel campione gli AI Overview compaiono nel 36% delle ricerche informative, contro l’8% delle commerciali e il 5% delle transazionali.

3. Per Google i clic sono “di qualità superiore”. Lo sostiene Google (Google Italia), che dichiara di inviare ai siti “miliardi di clic ogni settimana” tramite le funzioni AI della Ricerca (Alphabet, luglio 2026). È la sua versione: verificala sui tuoi dati.

4. Le domande si allungano. In AI Mode le persone fanno domande due o tre volte più lunghe di una ricerca tradizionale. Più contesto, intenti più precisi, più coda lunga.

5. Le impressioni AI ora si misurano. Annunciato a giugno 2026, il report sul rendimento dell’AI generativa di Search Console è disponibile per tutti i siti del mondo dal 31 agosto 2026 (Google). Mostra le impressioni in AI Overview e AI Mode per pagina, paese, data e dispositivo. Non mostra clic, CTR né query (Guida di Search Console).

6. Puoi escluderti, ma ha un prezzo. Nelle impostazioni di Search Console c’è il controllo dell’AI generativa della Ricerca (Guida di Search Console). Se ti escludi, il sito non riceve né traffico né impressioni da AI Overview, AI Mode e AI Overview in Discover. Secondo Google non è un segnale di ranking per il resto della Ricerca. Per la maggior parte delle PMI escludersi non conviene: perdi una vetrina e non guadagni nulla nei risultati classici. Hai contenuti a pagamento o molto specialistici? Valuta con una consulenza SEO sui tuoi numeri.

Come ottimizzare il sito per AI Mode: 10 azioni SEO

Google è chiaro: per AI Overview e AI Mode non serve un’ottimizzazione specifica, ma tutte le basi SEO restano valide (Google Search Central). Niente trucchi, tanta sostanza. Ecco le 10 azioni che contano di più.

1. Verifica che Google possa leggere, indicizzare e citare le pagine

Cosa fare. Il robots.txt non deve bloccare Googlebot sulle pagine importanti. Niente noindex per errore. Occhio a nosnippet e max-snippet: valgono anche per AI Overview e AI Mode e impediscono o limitano l’uso del contenuto come fonte diretta (Google). Controlla le pagine chiave con lo strumento Controllo URL di Search Console.

Esempio. Un e-commerce di scarpe mette nosnippet sulle schede prodotto per nascondere i prezzi nei risultati. Effetto collaterale: quelle pagine non possono più fare da fonte diretta in AI Mode. Un audit SEO tecnico scova anche blocchi come questo.

2. Mappa le sotto-domande del fan-out

Cosa fare. Per ogni pagina chiave elenca 5-10 domande collegate: costi, tempi, requisiti, confronti, alternative, errori. Cercale nelle “Altre domande” di Google, nelle ricerche correlate e tra le richieste dei clienti. Poi rispondi nella pagina o in pagine collegate.

Esempio. Uno studio di commercialisti arricchisce la pagina “apertura partita IVA” con sezioni su costi, tempi, regime forfettario o ordinario e obblighi del primo anno: una per ogni possibile sotto-ricerca.

3. Dai la risposta subito, poi approfondisci

Cosa fare. Scrivi H2 e H3 come domande reali. Sotto ogni titolo, 2-3 frasi che rispondono in modo diretto; poi dettagli, eccezioni ed esempi. Un’idea per paragrafo: così ogni blocco è facile da citare.

Esempio. Un’azienda di manutenzione caldaie usa come H2 “Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia?”, risponde in due frasi e poi spiega i casi particolari per tipo di impianto.

4. Metti il contenuto importante in testo

Cosa fare. Google chiede che il contenuto importante sia disponibile in forma testuale. Listini, orari, specifiche e condizioni vanno in HTML, non solo in immagini, PDF o slider. Per i confronti usa tabelle HTML.

Esempio. Un’impresa di noleggio attrezzature ha il listino solo in PDF. Lo porta in una tabella HTML nella pagina del servizio.

5. Usa dati strutturati coerenti con la pagina

Cosa fare. Implementa i tipi schema.org adatti: Organization, LocalBusiness, Product, Article, BreadcrumbList. Regola di Google: il markup deve corrispondere al testo visibile. Verifica con il Test dei risultati avanzati.

Esempio. La scheda di un e-commerce di scarpe dichiara nel markup prezzo e disponibilità. Se il markup dice “disponibile” e la pagina “esaurito”, dai a Google due versioni diverse.

6. Aggiorna Merchant Center e Profilo dell’attività

Cosa fare. Google consiglia di tenere aggiornati Merchant Center e Profilo dell’attività. Nel feed: prezzi, disponibilità, spedizioni, resi. Nel Profilo: orari, categorie, servizi, foto recenti.

Esempio. Un negozio di arredamento con due punti vendita aggiorna gli orari festivi sul Profilo e la disponibilità nel feed. Se la risposta attinge a quei dati, li trova corretti.

7. Pubblica informazioni che solo tu hai

Cosa fare. Google indica come base contenuti utili, affidabili e pensati per le persone. Se la tua pagina dice le stesse cose di altre cento, perché citare proprio te? Aggiungi dati propri, prezzi reali, foto originali, esperienza diretta, autore e data di aggiornamento.

Esempio. Un’impresa di traslochi pubblica “quanto costa un trasloco da un bilocale” con le fasce di prezzo reali dei propri preventivi, invece delle medie che circolano online.

8. Arricchisci il testo con immagini e video

Cosa fare. Google consiglia immagini e video di alta qualità a supporto del testo. Usa foto originali, alt text descrittivi, video brevi con trascrizione. In AI Mode si cerca anche con le immagini: Search Console distingue infatti ricerche testuali e multimodali.

Esempio. La scheda delle scarpe ha foto da più angolazioni e un video di 20 secondi. Alt text: “scarpa da trail running con suola scolpita, vista laterale”.

9. Cura l’esperienza della pagina

Cosa fare. Pagine veloci su mobile, layout stabile, contenuto principale visibile subito, niente popup invasivi. Chi arriva da una risposta AI ha già letto un riassunto: cerca il dettaglio, non banner.

Esempio. Un blog aziendale apre un popup newsletter a tutto schermo dopo un secondo: lo sposta a metà lettura e lo rende facile da chiudere.

Cosa fare. Google chiede contenuti facili da trovare tramite link interni. Crea una guida principale e pagine di approfondimento sulle sotto-domande del punto 2, con anchor text descrittivi e breadcrumb. Nessuna pagina orfana.

Esempio. Un installatore di impianti fotovoltaici collega la guida “fotovoltaico con accumulo” alle pagine su costi, incentivi e manutenzione. Ognuna rimanda alla guida.

Come misurare la presenza in AI Mode

In Search Console

  • Report sul rendimento dell’AI generativa (Ricerca). Mostra quante volte i link al tuo sito compaiono in AI Overview e AI Mode. Filtri: pagine, paesi, date, dispositivi, ricerche testuali o multimodali. Due link dello stesso sito nella stessa risposta contano come una sola impressione.
  • Report Rendimento, tipo di ricerca Web. Qui ci sono anche i clic da AI Overview e AI Mode, mescolati a quelli classici. Confronta le pagine con più impressioni AI con i loro clic.

In Google Analytics 4

  • I clic da AI Overview e AI Mode finiscono nel canale Ricerca organica e non si separano dal resto (Guida di Analytics).
  • Da maggio 2026 c’è il canale predefinito AI Assistant (“Assistente AI” nella guida italiana): raccoglie le visite da ChatGPT, Gemini, Deepseek, Copilot o Grok ed esclude AI Overview e AI Mode (Search Engine Journal).
  • Le visite da assistenti AI senza referrer (app mobile, link copiati) finiscono in Diretto.
  • Google stessa suggerisce di guardare anche conversioni e tempo sul sito, non solo i clic.

Cosa non puoi misurare (oggi)

  • i clic di AI Mode separati da quelli della ricerca classica;
  • le query che generano le impressioni AI: il report non ha la dimensione query;
  • le sotto-ricerche del fan-out;
  • la posizione del tuo link dentro la risposta;
  • le menzioni del brand senza link.

Una routine mensile in 3 passi. Esporta le impressioni AI per pagina. Confrontale con clic e conversioni organiche delle stesse pagine. Prova a mano 20-30 domande chiave in AI Mode e annota se sei citato. Le risposte variano: guarda la tendenza, non il singolo test.

5 errori da evitare

  1. Bloccare per paura. Un noindex o un nosnippet messi a tappeto per “proteggere” i contenuti ti tolgono dalle risposte AI e peggiorano anche la tua presenza nei risultati classici. Usa i controlli solo dove servono davvero.
  2. Confondere Google-Extended con AI Mode. Google-Extended riguarda l’addestramento dei modelli Gemini e il loro uso in altri prodotti. Non incide sull’inclusione nella Ricerca (Google): bloccarlo non ti toglie da AI Mode, lasciarlo aperto non ti ci porta.
  3. Inseguire file e markup “per l’AI”. Google è esplicito: per comparire in AI Overview e AI Mode non servono nuovi file leggibili dalle macchine, file di testo per l’AI o markup speciali.
  4. Leggere solo il CTR. Il caso Seer lo dimostra: CTR -61%, ma i clic non sono crollati. Guarda insieme impressioni, clic assoluti e conversioni.
  5. Decidere sull’esclusione senza numeri. Il controllo in Search Console toglie il sito da tutte le funzioni di AI generativa della Ricerca e l’effetto richiede qualche giorno. Prima misura, poi decidi.

Conclusione

AI Mode non ha cancellato la SEO. L’ha resa più esigente. Oggi non basta essere il primo link: devi essere la fonte che Google sceglie di citare. Le basi restano le stesse: pagine accessibili, risposte chiare, informazioni che solo tu hai. La differenza è che adesso le impressioni AI si misurano, e puoi decidere sui numeri.

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Domande frequenti

Google AI Mode è gratis?

Sì. AI Mode è una scheda della Ricerca Google e la usi senza abbonamento, se hai almeno 18 anni. Alcune funzioni avanzate sono riservate agli abbonati Google AI Pro e Ultra: per esempio gli agenti informativi annunciati al Google I/O 2026 e, da agosto 2026, il modello Gemini 3.7 Flash, per ora solo in inglese (Search Engine Journal).

Come si attiva AI Mode su Google?

Non devi attivare nulla. Da computer vai su google.com/ai, oppure fai una ricerca su google.com e scegli AI Mode. Da smartphone tocca l'icona AI Mode nell'app Google per Android o iOS. Puoi scrivere, usare la voce o caricare un'immagine, poi continuare con domande di approfondimento come in una chat.

AI Mode è la stessa cosa di Gemini?

No. Gemini è l'assistente AI di Google, con la sua app. AI Mode è una modalità della Ricerca Google: usa una versione personalizzata dei modelli Gemini e costruisce le risposte sui risultati del web, con i link alle fonti. Da maggio 2026 entrambi usano Gemini 3.5 Flash come modello predefinito.

AI Mode sostituisce la ricerca classica di Google?

No, almeno per ora. I risultati classici restano e AI Mode è una scheda che scegli tu. Il confine però si assottiglia: da maggio 2026 puoi fare una domanda di follow-up da un AI Overview e proseguire direttamente in AI Mode. Per chi ha un sito, SEO classica e presenza nelle risposte AI vanno curate insieme.

Come faccio a far comparire il mio sito in AI Mode?

Non esiste un'iscrizione né un markup dedicato. Per Google la pagina deve essere indicizzata e idonea a mostrare uno snippet nella Ricerca. Poi valgono le basi SEO: contenuti utili e affidabili, testo leggibile, dati strutturati coerenti, buona esperienza pagina, link interni. In pratica: rispondi bene alle sotto-domande del tuo argomento e rendi le pagine facili da citare.

Fonti

  1. Google (Robby Stein), “Expanding AI Overviews and introducing AI Mode”, 5 marzo 2025. blog.google/products-and-platforms/products/search/ai-mode-search/
  2. Google (Elizabeth Reid), “AI Mode in Google Search: Updates from Google I/O 2025”, 20 maggio 2025. blog.google/products-and-platforms/products/search/google-search-ai-mode-update/
  3. Google Italia (Melissa Ferretti Peretti), “AI Mode arriva anche in Italia!”, 8 ottobre 2025. blog.google/intl/it-it/ai-mode-arriva-anche-in-italia/
  4. Google (Robby Stein), “Gemini 3 Flash is rolling out globally in Google Search”, 17 dicembre 2025. blog.google/products-and-platforms/products/search/google-ai-mode-update-gemini-3-flash/
  5. Google (Elizabeth Reid), “Google Search’s I/O 2026 updates: AI agents and more”, 19 maggio 2026. blog.google/products-and-platforms/products/search/search-io-2026/
  6. Google, “Gemini 3.5: frontier intelligence with action”, 19 maggio 2026. blog.google/innovation-and-ai/models-and-research/gemini-models/gemini-3-5/
  7. Google (Mrinalini Loew), “New opportunities, control and insights for website owners”, 3 giugno 2026, aggiornato il 31 agosto 2026. blog.google/products-and-platforms/products/search/new-controls-website-owners
  8. Alphabet, intervento di Sundar Pichai sui risultati del secondo trimestre 2026, 22 luglio 2026. blog.google/company-news/inside-google/message-ceo/alphabet-earnings-q2-2026/
  9. Google Search Central, “AI features and your website”. developers.google.com/search/docs/appearance/ai-features
  10. Google Search Central, specifiche di robots meta tag, data-nosnippet e X-Robots-Tag. developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/robots-meta-tag
  11. Google, crawler comuni di Google (Google-Extended). developers.google.com/crawling/docs/crawlers-fetchers/google-common-crawlers
  12. Guida di Search Console, “Report sul rendimento dell’AI generativa (Ricerca)”. support.google.com/webmasters/answer/16984139?hl=it
  13. Guida di Search Console, “Controllo dell’AI generativa della Ricerca”. support.google.com/webmasters/answer/16908024?hl=it
  14. Guida di Ricerca Google, “Ricevi risposte basate sull’AI con AI Mode nella Ricerca Google”. support.google.com/websearch/answer/16011537?hl=it
  15. Guida di Google Analytics, gruppo di canali predefinito. support.google.com/analytics/answer/9756891?hl=it
  16. Search Engine Journal (Matt G. Southern), “Google Analytics Adds AI Assistant As Default Channel Group”, 14 maggio 2026. searchenginejournal.com/google-analytics-adds-ai-assistant-as-default-channel-group/574974/
  17. Search Engine Journal (Matt G. Southern), “AI Overview CTR Fell 61%, But Clicks Didn’t Collapse”, 26 aprile 2026. searchenginejournal.com/ai-overview-ctr-fell-61-but-clicks-didnt-collapse/572993/
  18. Seer Interactive, “AIO Impact on Google CTR: 2026 Update”, 24 aprile 2026. seerinteractive.com/insights/aio-impact-on-google-ctr-2026-update
  19. Seer Interactive, “AIO Impact on Google CTR: September 2025 Update”, 4 novembre 2025. seerinteractive.com/insights/aio-impact-on-google-ctr-september-2025-update
  20. ANSA, “Quasi 15 milioni di italiani usano le app di IA, 1 su 4 va su ChatGpt” (elaborazione di Vincenzo Cosenza su dati Audicom - sistema Audiweb, dicembre 2025), 20 marzo 2026. ansa.it/canale_tecnologia/notizie/future_tech/2026/03/20/quasi-15-milioni-di-italiani-usano-le-app-di-ia-1-su-4-va-su-chatgpt_dda3e68a-1ec2-4b7d-af33-300b795ef2f7.html
  21. Search Engine Land (Danny Goodwin), studio SE Ranking sugli annunci in AI Mode, 15 luglio 2026. searchengineland.com/google-ai-mode-ads-reach-queries-study-482475
  22. Search Engine Journal (Matt G. Southern), “Google Brings Gemini 3.7 Flash To AI Mode In Search”, 14 agosto 2026. searchenginejournal.com/google-brings-gemini-3-7-flash-to-ai-mode-in-search/585923/
  23. OpenAI, “Overview of OpenAI Crawlers”. developers.openai.com/api/docs/bots

I capitoli della guida

Questo è l'articolo di apertura della guida AI Search e Search Everywhere. Prosegui con i capitoli, in ordine.

  1. Capitolo 1: AI Overview di Google: cosa sono, quando compaiono e 8 fattori per finirci dentro (guida 2026)17 min di lettura
  2. Capitolo 2: GEO (Generative Engine Optimization): la guida completa 2026 per farsi citare da ChatGPT, Gemini, Perplexity e AI Mode19 min di lettura
  3. Capitolo 3: GPTBot: cos'è, come funziona e come ottimizzare il tuo sito per il crawler di open AI5 min di lettura
  4. Capitolo 4: "SEO is dead": è davvero la fine della SEO tradizionale??12 min di lettura
  5. Capitolo 5: I Trend SEO del 2025 che ogni marketer dovrebbe conoscere10 min di lettura

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