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Brevetto AI Mode: cosa descrive davvero la domanda di Google “Search with stateful chat”

Capitolo 3 di 6 della guida Brevetti Google

Cosa descrive la domanda US20240289407A1 di Google, cosa non dice e cosa cambia davvero per il tuo sito. Leggi la scheda.

Eugenio Tommasi

Fondatore di SEO SRL

Pubblicato il 12 min di lettura

La domanda di brevetto US20240289407A1 di Google, “Search with stateful chat”, descrive una chat che affianca la ricerca, ricorda la sessione e genera ricerche aggiuntive con un modello generativo.

Indice dei contenuti (10 sezioni)

La domanda di brevetto che gli SEO chiamano “il brevetto di AI Mode” ha come data di priorità il 28 febbraio 2023 (Google Patents). Google ha presentato AI Mode il 5 marzo 2025, oltre due anni dopo (Google). Qui trovi dati ufficiali, funzionamento, limiti e cosa cambia per il tuo sito. Per cos’è AI Mode e come ottimizzare, c’è la nostra guida a Google AI Mode.

La scheda del documento

Dati letti il 9 ottobre 2026 (Google Patents).

VoceDato
NumeroUS20240289407A1
TitoloSearch with stateful chat (ricerca con chat che conserva lo stato)
TipoDomanda di brevetto statunitense
StatoIn esame (Pending) secondo Google Patents, verifica del 9 ottobre 2026
TitolareGoogle LLC
InventoriMahsan Rofouei, Anand Shukla, Qing Wei, Chi Tang, Ryan Brown, Enrique Piqueras
Priorità28 febbraio 2023 (domanda provvisoria US202363448923P)
Deposito27 febbraio 2024 (domanda US18/589,371)
Pubblicazione29 agosto 2024
Rivendicazioni (claim)20, di cui 3 indipendenti (1, 17 e 20)
FamigliaWO2024182453A1, domanda internazionale pubblicata il 6 settembre 2024: “Ceased” (cessata)

Nella famiglia non risulta alcun brevetto concesso. Lo stato è una stima di Google Patents, non una conclusione legale.

Perché gli SEO lo chiamano “il brevetto di AI Mode”

Il soprannome si diffonde a fine maggio 2025, pochi giorni dopo l’arrivo di AI Mode a tutti gli utenti statunitensi (Google). Per Olaf Kopp “this patent could be the foundational patent for the Google AI Mode”: potrebbe essere il brevetto alla base di AI Mode (SEO Research Suite). Mike King lo usa per spiegare AI Mode (iPullRank) e lo chiama “the primary system architecture for AI Mode” (Search Engine Land). A giugno Moz titola “Google’s AI Mode Patent” (Moz).

Il testo, però, non nomina mai AI Mode, e nemmeno Google o Gemini. L’abstract parla di un generative companion, un “compagno generativo” che affianca la ricerca con una chat che conserva lo stato (stateful chat). Nel nostro catalogo è tra i 28 soprannomi che giudichiamo forzati rispetto all’abstract (nostra analisi su 109 brevetti e domande di brevetto di Google legati alla ricerca; stato indicato da Google Patents all’8 ottobre 2026).

Una parte del testo viene da un brevetto del 2023

Le figure da 2 a 6 descrivono gli stessi metodi di US11769017B1, “Generative summaries for search results”, brevetto concesso il 26 settembre 2023 (Google Patents). Molti paragrafi sono identici. King lo indica come architettura degli AI Overview (Search Engine Land): ne parliamo nella scheda sul brevetto AI Overview. Mahsan Rofouei è tra gli inventori di entrambi.

Nuove sono le figure 8 e 9, sul compagno generativo. Sui dati di Google Patents la domanda rivendica solo la priorità della domanda provvisoria del 2023, non quella di US11769017B1. Moz attribuisce ad AI Mode due metodi di quel testo: il collegamento delle frasi alle fonti e la “familiarità”, cioè la risposta adattata a ciò che l’utente sa già (Moz).

Cosa descrive il documento, passo per passo

In parole semplici: un assistente affianca la ricerca e ricorda cosa hai chiesto, visto e letto. Con questa memoria lancia altre ricerche al posto tuo e sceglie che risposta darti. Ecco la rivendicazione 1 in otto passi (Google Patents).

  1. Riceve la domanda: scritta, a voce, con un’immagine o un mix.
  2. Recupera il contesto: ricerche e risultati precedenti, pagine viste, posizione. Le rivendicazioni 5 e 6 aggiungono l’agenda da calendario ed email, tue o di un’altra persona.
  3. Elabora domanda e contesto con un modello generativo.
  4. Crea query sintetiche: riformulazioni e approfondimenti scritti dal modello. Nell’esempio del documento, a chi cerca una fotocamera per il matrimonio di un amico propone “qual è la fascia di prezzo media?”.
  5. Sceglie i documenti che rispondono alla domanda e alle query sintetiche.
  6. Classifica la domanda leggendo tutto lo stato: domanda, contesto, query sintetiche, documenti.
  7. Sceglie i modelli “a valle” adatti alla classe e genera la risposta.
  8. Mostra la risposta, che entra nel contesto dei turni successivi (rivendicazioni 15 e 16).

Lo stato può essere un insieme di embedding, numeri che rappresentano il significato, o una lista di parole. Esempio del documento: chiedi un hotel a Boise, in Idaho, poi aggiungi Wi-Fi e piscina. Lo stato diventa {hotel, Boise, Idaho, Wi-Fi, piscina}.

Gli SEO collegano le query sintetiche al query fan-out (Moz): lo approfondiamo nell’articolo sul query fan-out, che confronta cinque documenti.

Le sette classi di domanda

La descrizione elenca sette classi d’esempio. Ognuna attiva un modello diverso, oppure nessuno.

ClasseCosa succede
Testo creativoScrive una poesia o un racconto.
Media creativiCrea immagini o audio, anche dalle tue foto se lo permetti.
Riassunto della pagina apertaRiassume il documento che stai leggendo.
Riassunto dei risultatiRiassume testi, titoli e metadati della pagina dei risultati.
Passo successivoPropone le prossime ricerche, come tre categorie per restringere i risultati.
ChiarimentoA chi scrive solo “New York” chiede “cosa vuoi sapere di New York?”.
Non interferireNessun modello: solo la pagina dei risultati, per chi cerca un documento preciso.

Un dettaglio: il compagno può essere “offered as a selectable element on the front page of a web search engine”. Cioè un elemento della pagina iniziale, accanto alle ricerche di immagini, video e shopping.

Cosa il documento non dice

  • Non è un brevetto concesso. È una domanda in esame secondo Google Patents (verifica del 9 ottobre 2026). Anche un brevetto concesso non proverebbe l’uso del metodo.
  • Non descrive un prodotto. Parla di implementazioni possibili, quasi sempre al condizionale. Come modelli d’esempio cita PaLM, BERT, LaMDA e Meena.
  • Non dà pesi né fattori di ranking. Elenca tipi di misure per scegliere i documenti: posizione, frequenza di scelta, località, lingua, affidabilità (autore, dominio, link in entrata), popolarità, freschezza. Non dice quanto pesano.
  • Non spiega come farsi citare. Descrive come collegare una frase della risposta al documento che la “verifica”, confrontandone il significato. Nessuna regola per i siti.

Cosa ha dichiarato Google su AI Mode: cosa coincide e cosa no

Nelle fonti ufficiali lette Google non cita questa domanda. Ecco le sue dichiarazioni a confronto.

Nel documentoCosa ha dichiarato GoogleCoincide?
Query sinteticheQuery fan-out: più ricerche correlate su sottotemi e fonti, in contemporanea (Google)Sì, nel principio
Stato tra un turno e l’altroDomande di approfondimento; da maggio 2026 “your context stays with you” (Google)Sì, nel principio
Agenda da calendario ed emailPersonal Intelligence: colleghi Gmail e Google Foto se vuoi, Google Calendar “presto” (Google)In parte: Google parla solo delle tue app
Accanto a immagini, video e shopping“a new tab for AI Mode” nella Ricerca (Google)Sì, nell’interfaccia
Non interferireSenza alta fiducia in utilità e qualità, la risposta è un insieme di risultati web (Google)In parte, per altri motivi

Su classificazione della domanda e scelta dei modelli Google non dà dettagli. Dice che AI Mode e AI Overview possono usare modelli e tecniche diversi (Google Search Central). Le coincidenze di principio non provano che AI Mode usi questo metodo.

Cosa cambia per un sito

La nostra lettura: il documento non cambia le basi della SEO, cambia l’unità di gara. Non competi su una keyword, ma dentro una conversazione.

  1. Competi sulle sotto-domande. I documenti scelti rispondono alla domanda e alle query sintetiche (rivendicazione 1). Copri costi, alternative e casi particolari: come mapparli lo spieghiamo nella guida ad AI Mode.
  2. Non tutti vedono le stesse fonti. Nel documento, ricerche precedenti, posizione e pagine lette cambiano lo stato. Ripeti i test in sessioni diverse e guarda Search Console, che include anche AI Mode (Google Search Central).
  3. Ciò che l’utente ha già letto vale meno. Il documento tratta come “noto” il contenuto di una pagina già vista e può cercare i dettagli mancanti. Dopo la risposta essenziale, offri dati, eccezioni e confronti.
  4. Il formato conta. Lo stato può registrare se un utente preferisce testi o video, e le query sintetiche cercano quel formato. Testo e video sullo stesso tema coprono entrambi i casi.

Per chi cerca una pagina precisa resta la classe “non interferire”, con i soli risultati classici. Lì vale la SEO di sempre.

Documenti collegati

Cinque documenti del nostro catalogo, vicini per tema. Dati verificati il 9 ottobre 2026. Nessun abstract nomina AI Mode.

DocumentoCosa descrive (dall’abstract)Stato secondo Google Patents
US12158907B1, “Thematic search”Ricava temi dai documenti trovati e li mostra nei risultati. Tra gli inventori c’è Mahsan Rofouei.Concesso il 3 dicembre 2024, attivo
US11663201B2, “Generating query variants using a trained generative model”Genera varianti di una ricerca con un modello generativo (priorità 2017).Concesso il 30 maggio 2023, attivo
WO2025102041A1, “User embedding models for personalization of sequence processing models”Usa i dati storici di un utente per personalizzare le risposte di un modello.Domanda internazionale in esame
US20250124067A1, “Method for Text Ranking with Pairwise Ranking Prompting”Ordina i risultati chiedendo a un modello generativo di confrontarli a coppie.Domanda in esame
US20240362093A1, “Query response using a custom corpus”Basa la risposta di un modello linguistico su una raccolta di documenti esterna.Domanda in esame

Conclusione

Il “brevetto di AI Mode” è una domanda in esame, non il manuale di AI Mode. Merita una lettura: con priorità 2023, descrive idee simili a quelle lanciate poi da Google, come ricerche multiple, memoria e contesto personale. Per il tuo sito: copri le sotto-domande, offri dettagli oltre le basi, controlla le citazioni in sessioni diverse.

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Domande frequenti

Esiste davvero un brevetto di AI Mode?

Non con questo nome. Gli SEO chiamano così la domanda di brevetto US20240289407A1 di Google, “Search with stateful chat”, pubblicata il 29 agosto 2024. Descrive una chat che affianca la ricerca e ricorda la sessione, ma non nomina mai AI Mode. Non confonderla con il brevetto US12536233B1, concesso il 27 gennaio 2026: è di un’altra famiglia, con altri inventori, descrive pagine generate dall’AI per un’organizzazione e nemmeno quel testo nomina AI Mode.

Il brevetto di AI Mode è stato concesso?

No. Secondo Google Patents, alla verifica del 9 ottobre 2026, la domanda statunitense US20240289407A1 è in esame (Pending). La domanda internazionale della stessa famiglia, WO2024182453A1, risulta cessata (Ceased). Nella famiglia non compare alcun brevetto concesso. È una stima di Google Patents, non una valutazione legale. E anche un brevetto concesso non dimostrerebbe che Google usa quel metodo in AI Mode.

Cosa vuol dire “stateful chat”?

Vuol dire chat con stato: una conversazione che ricorda il contesto da un turno all’altro. Nel documento lo stato raccoglie domande precedenti, risultati mostrati, pagine aperte e risposte già date. Può essere una lista di parole o un insieme di embedding, cioè numeri che rappresentano il significato. Esempio del testo: chiedi un hotel a Boise, poi aggiungi Wi-Fi e piscina, e lo stato diventa hotel, Boise, Idaho, Wi-Fi, piscina.

Il documento spiega come farsi citare da AI Mode?

No. Non dà pesi né fattori di ranking. Elenca tipi di misure per scegliere i documenti, come posizione, affidabilità e freschezza, senza dire quanto contano. Descrive come collegare una frase della risposta al documento che la verifica, ma il metodo era già nel brevetto del 2023 sui riassunti generativi. Google dice che per AI Mode valgono le basi SEO: pagina indicizzata e idonea allo snippet.

Cosa c’entra il query fan-out con questo documento?

Query fan-out è il nome usato da Google: AI Mode lancia più ricerche correlate su sottotemi e fonti diverse, poi unisce i risultati. Il documento parla invece di query sintetiche, create da un modello generativo partendo dalla domanda e dal contesto dell’utente. Gli SEO collegano le due cose, ma Google non cita questa domanda di brevetto. Ne parliamo nel nostro articolo sul query fan-out.

Fonti

Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 9 ottobre 2026.

  1. Google Patents, “Search with stateful chat”, US20240289407A1, 29 agosto 2024. patents.google.com/patent/US20240289407A1/en
  2. Google Patents, “Generative summaries for search results”, US11769017B1, 26 settembre 2023. patents.google.com/patent/US11769017B1/en
  3. Google Patents, “AI-generated content page tailored to a specific user”, US12536233B1, 27 gennaio 2026. patents.google.com/patent/US12536233B1/en
  4. Google Patents, “Thematic search”, US12158907B1, 3 dicembre 2024. patents.google.com/patent/US12158907B1/en
  5. Google Patents, “Generating query variants using a trained generative model”, US11663201B2, 30 maggio 2023. patents.google.com/patent/US11663201B2/en
  6. Google Patents, “User embedding models for personalization of sequence processing models”, WO2025102041A1, 15 maggio 2025. patents.google.com/patent/WO2025102041A1/en
  7. Google Patents, “Method for Text Ranking with Pairwise Ranking Prompting”, US20250124067A1, 17 aprile 2025. patents.google.com/patent/US20250124067A1/en
  8. Google Patents, “Query response using a custom corpus”, US20240362093A1, 31 ottobre 2024. patents.google.com/patent/US20240362093A1/en
  9. Google (Robby Stein), “Expanding AI Overviews and introducing AI Mode”, 5 marzo 2025. blog.google/products-and-platforms/products/search/ai-mode-search/
  10. Google (Elizabeth Reid), “AI in Search: Going beyond information to intelligence”, 20 maggio 2025. blog.google/products-and-platforms/products/search/google-search-ai-mode-update/
  11. Google (Elizabeth Reid), “A new era for AI Search”, 19 maggio 2026. blog.google/products-and-platforms/products/search/search-io-2026/
  12. Google Search Central, “AI features and your website”, aggiornata il 10 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ai-features
  13. SEO Research Suite (Olaf Kopp), “Search with stateful chat”, 26 maggio 2025. kopp-online-marketing.com/patents-papers/search-with-stateful-chat
  14. iPullRank (Mike King), “How AI Mode Works and How SEO Can Prepare for the Future of Search”, 27 maggio 2025, aggiornato il 30 luglio 2026. ipullrank.com/how-ai-mode-works
  15. Search Engine Land (Michael King), “How AI Mode and AI Overviews work based on patents and why we need new strategic focus on SEO”, 2 giugno 2025. searchengineland.com/how-ai-mode-ai-overviews-work-patents-456346
  16. Moz (John Iwuozor), “What I Learned From Analyzing Google’s AI Mode Patent”, 19 giugno 2025. moz.com/blog/analyzing-google-ai-mode-patent

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