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SEO Tecnica

Come comparire nelle risposte di ChatGPT, Perplexity e AI Mode

Capitolo 7 di 7 della guida AI Search e Search Everywhere

Quali crawler lasciar entrare, cosa controllare e come misurare il traffico da ChatGPT, Perplexity, AI Mode, Copilot e Claude.

Eugenio Tommasi

Fondatore di SEO SRL

Pubblicato il 14 min di lettura

Un fumetto di chat con una scheda citata, un segno di link e una lente

Per comparire nelle risposte AI lascia entrare i crawler di ricerca di ogni piattaforma, offri HTML leggibile senza JavaScript e controlla le citazioni con gli strumenti di ciascuna.

Indice dei contenuti (13 sezioni)

Per comparire nelle risposte di ChatGPT, Perplexity e AI Mode devi fare tre cose, nell'ordine: lasciare entrare i crawler giusti, avere pagine leggibili senza JavaScript, e controllare ogni piattaforma con i suoi strumenti. Ogni assistente ha un suo indice e un suo crawler. Qui trovi cosa fare per ciascuno, in modo pratico.

Non ripeto cos'è la GEO, cosa dicono gli studi o quali contenuti funzionano meglio: ne parlo nella guida alla Generative Engine Optimization. Questa pagina riguarda l'accesso tecnico, la verifica e la misura. Le altre guide sul tema sono raccolte in AI search. Alla fine ti mostro anche come è configurato seo.srl, perché è il modo più semplice per vedere la teoria applicata.

Piattaforma per piattaforma: indice, crawler e controllo

La tabella riassume ciò che le documentazioni ufficiali dicono. Sotto trovi una sezione per ciascuna piattaforma, con le fonti.

PiattaformaDa dove prende le fontiCrawler da lasciar entrareDove controlli
ChatGPT searchCrawler di OpenAIOAI-SearchBotLog del server, GA4 (utm_source=chatgpt.com)
PerplexityCrawler di PerplexityPerplexityBotLog del server, GA4
Google AI Overview e AI ModeIndice di GoogleGooglebotSearch Console, controlli sugli snippet
Microsoft CopilotIndice di BingBingbotBing Webmaster Tools, report AI Performance
ClaudeCrawler di AnthropicClaude-SearchBot, Claude-UserLog del server, GA4
App GeminiGoogle, senza un crawler dedicato documentatoGooglebot; Google-Extended è solo un tokenrobots.txt

Una distinzione vale per quasi tutte le piattaforme. Ci sono bot che costruiscono l'indice di ricerca, bot che raccolgono contenuti per l'addestramento dei modelli e bot che partono perché una persona ha fatto una domanda. Sono tre decisioni diverse, e conviene prenderle separatamente.

ChatGPT search: OAI-SearchBot, GPTBot e ChatGPT-User

OpenAI descrive quattro crawler nella pagina Overview of OpenAI Crawlers, e ognuno ha un compito diverso. Qui contano i primi tre: il quarto, OAI-AdsBot, riguarda solo le pagine usate negli annunci.

  • OAI-SearchBot serve a mostrare i siti nelle funzioni di ricerca di ChatGPT. I siti che lo bloccano non compaiono nelle risposte di ricerca, ma possono restare come link di navigazione.
  • GPTBot raccoglie contenuti che possono servire ad addestrare i modelli. Bloccarlo significa chiedere che il tuo sito non venga usato per l'addestramento: ne parlo nella guida a GPTBot.
  • ChatGPT-User si attiva quando un utente chiede qualcosa in ChatGPT o in un GPT personalizzato. OpenAI precisa che non è un crawler automatico e che, poiché l'azione parte da una persona, le regole del robots.txt potrebbero non applicarsi. Non serve a decidere se compari nella ricerca: per quello conta OAI-SearchBot.

Ogni impostazione è indipendente dalle altre. Puoi quindi lasciare entrare OAI-SearchBot e chiudere GPTBot, e viceversa. OpenAI pubblica gli intervalli IP di ciascun bot in file JSON (per esempio quello di OAI-SearchBot è su openai.com/searchbot.json) e consiglia di consentire le richieste da quegli indirizzi.

La FAQ per editori e sviluppatori aggiunge due cose utili. La prima: qualsiasi sito pubblico può comparire nella ricerca di ChatGPT, ma per ottenere riassunti e snippet non devi bloccare OAI-SearchBot. La seconda: se vuoi tenere una pagina fuori, serve il meta tag noindex, e il crawler deve poter leggere la pagina per vederlo. Bloccare il bot nel robots.txt e mettere il noindex insieme è quindi un errore: il noindex non verrebbe mai letto.

Come verificare se sei citato: non esiste un report ufficiale. Fai la prova a mano, con domande vere dei tuoi clienti, e guarda se compare il tuo dominio tra le fonti. Come misurare il traffico: ChatGPT aggiunge utm_source=chatgpt.com ai link, secondo la stessa FAQ, quindi puoi seguire queste visite in strumenti come Google Analytics.

Perplexity: PerplexityBot e Perplexity-User

La documentazione di Perplexity ha due bot.

  • PerplexityBot serve a far comparire e a linkare i siti nei risultati di Perplexity. Perplexity scrive che non viene usato per raccogliere contenuti per i modelli di base, e consiglia di consentirlo nel robots.txt se vuoi essere nei risultati.
  • Perplexity-User supporta le azioni avviate da una persona: quando qualcuno fa una domanda, può visitare una pagina per rispondere e linkarla. Poiché la richiesta parte da un utente, questo bot generalmente ignora le regole del robots.txt.

Perplexity pubblica gli intervalli IP in due file JSON, uno per bot, e avverte di usare sempre gli elenchi aggiornati. Per i firewall suggerisce di combinare il controllo dello user agent con quello dell'IP, con una regola di tipo Allow che abbia priorità sulle regole che bloccano. Nell'esempio per Cloudflare le due condizioni sono unite da AND.

Anche qui il punto debole di solito non è il robots.txt, ma il livello sotto. Se il sito è dietro un servizio che filtra i bot, il robots.txt può dire Allow mentre il firewall risponde 403. Lo vedi solo nei log.

Google AI Overview e AI Mode: Googlebot e controlli sugli snippet

Qui il lavoro è meno nuovo di quanto sembri. Nella pagina AI features and your website Google scrive che non ci sono requisiti aggiuntivi per comparire negli AI Overview o in AI Mode, né ottimizzazioni speciali. Una pagina può essere mostrata come link di supporto se è indicizzata e idonea a comparire in Ricerca con uno snippet. Non è una garanzia: Google precisa che indicizzazione e visualizzazione non sono assicurate.

Le leve tecniche sono quindi quelle della Ricerca:

  • consentire Googlebot nel robots.txt e in ogni livello intermedio, come CDN e hosting;
  • avere il contenuto importante in forma di testo;
  • controllare con lo strumento Controllo URL di Search Console l'HTML che Googlebot riceve davvero;
  • usare dati strutturati che corrispondono al testo visibile.

Per limitare cosa viene usato, Google indica nosnippet, data-nosnippet, max-snippet e noindex. Nelle specifiche del meta tag robots si legge che nosnippet impedisce anche di usare il contenuto come input diretto per AI Overview e AI Mode, e che max-snippet ne limita la quantità. Quando due regole sono in conflitto vince la più restrittiva. Attenzione: questi tag tolgono la pagina anche dagli snippet normali, quindi usali solo su contenuti che non vuoi mostrare.

Google-Extended merita un chiarimento, perché viene confuso con un blocco per le AI di Google. Nella pagina sui crawler comuni di Google è definito un token per il robots.txt, senza uno user agent proprio. Non incide sull'inclusione in Google Search né è un segnale di ranking: regola l'uso dei contenuti per l'addestramento di Gemini e per il grounding in altri sistemi di Google. Per AI Overview e AI Mode non è lo strumento giusto: lì contano Googlebot e i controlli sugli snippet.

Per i dettagli sui due prodotti ho scritto guide separate: Google AI Mode e AI Overview di Google. Chi vuole capire come Google sceglie le fonti, dal lato dei documenti pubblici, trova l'analisi dei brevetti sulle fonti delle risposte AI.

Per vedere il traffico, Google scrive che i siti che compaiono in queste funzioni sono inclusi nel traffico complessivo di Search Console, nel rapporto Rendimento con tipo di ricerca Web. Se non conosci lo strumento, parti dalla guida a Google Search Console.

Microsoft Copilot: Bing, Bing Webmaster Tools e IndexNow

Per Copilot il lavoro passa da Bing. Il blog per webmaster di Microsoft descrive AI Performance in Bing Webmaster Tools, in anteprima pubblica dal 10 febbraio 2026. Il report mostra come i contenuti vengono citati in Microsoft Copilot, nei riepiloghi AI di Bing e in alcune integrazioni di partner. Ci trovi:

  • le citazioni totali nel periodo scelto;
  • la media giornaliera di pagine citate;
  • le attività di citazione per singola pagina;
  • le grounding query, cioè le frasi che l'AI ha usato per recuperare i tuoi contenuti, che Microsoft presenta come un campione.

I limiti sono dichiarati. Le metriche non misurano posizione o importanza di una pagina nella risposta. La pagina dell'annuncio non parla di clic o di traffico, quindi il report ti dice se sei citato, non quante visite ricevi.

Il primo passo è aggiungere e verificare il sito in Bing Webmaster Tools e inviare la sitemap. Microsoft scrive, in un articolo sulle sitemap nella ricerca con AI, che le sitemap restano un segnale fondamentale e che lastmod è un segnale chiave per decidere cosa ricontrollare. Evita di impostarlo all'ora di generazione del file se la pagina non è cambiata. Lo stesso articolo descrive IndexNow, un protocollo con cui avvisi Bing e i motori che lo adottano quando un URL viene aggiunto, aggiornato o rimosso. Non c'è alcuna garanzia su quando o come i contenuti compariranno nelle risposte AI: Microsoft lo dice espressamente.

Claude: ClaudeBot, Claude-SearchBot e Claude-User

Anthropic descrive i suoi tre bot nel centro assistenza.

  • ClaudeBot raccoglie contenuti per lo sviluppo dei modelli. Se lo disattivi, Anthropic dice che i materiali futuri del sito vengono esclusi dai dati di addestramento.
  • Claude-SearchBot naviga il web per migliorare la qualità dei risultati di ricerca. Se lo blocchi, il sistema non indicizza i tuoi contenuti per la ricerca, e questo può ridurre la visibilità nei risultati.
  • Claude-User recupera le pagine quando la domanda di un utente lo richiede. Se lo blocchi, Claude non può leggere i tuoi contenuti in risposta a quell'utente, con un possibile calo di visibilità nelle ricerche guidate dall'utente.

Anthropic dichiara che i suoi bot rispettano le direttive del robots.txt e che il blocco va fatto sul file principale di ogni sottodominio. Supporta anche Crawl-delay, l'estensione non standard. Per gli IP rimanda a un elenco pubblicato e sconsiglia di bloccare per indirizzo: secondo Anthropic non garantisce l'esclusione, perché impedisce al bot di leggere il robots.txt. La pagina non dice da quale indice Claude peschi le fonti, e io non lo deduco.

App Gemini

Per l'app Gemini non ho trovato una documentazione che elenchi un crawler dedicato con una procedura per gli editori. L'unico controllo documentato è il token Google-Extended, di cui ho detto sopra: governa l'uso per Gemini e il grounding, non la Ricerca. Per tutto il resto vale quello che fai per Googlebot.

Come è configurato seo.srl

Non ho test di citazioni da pubblicare, quindi non ti dico quanto traffico AI arriva. Ti dico come abbiamo impostato il sito, perché è la configurazione che consiglio a chi non ha motivi per chiudere.

Il robots.txt di produzione ha un gruppo User-agent: * con Allow: / e poi un gruppo Allow esplicito per ciascun bot di un elenco che teniamo nel codice: GPTBot, OAI-SearchBot, ChatGPT-User, ClaudeBot, Claude-SearchBot, PerplexityBot, Google-Extended, Applebot-Extended e Bingbot. In pratica un Allow esplicito non cambia nulla rispetto al gruppo generale. Lo teniamo perché dichiara la scelta in chiaro, e perché ogni nome è una decisione: aprire GPTBot e Google-Extended significa accettare l'uso dei contenuti per l'addestramento. Abbiamo scelto di farlo. Se la tua azienda vende contenuti a pagamento o ha vincoli di licenza, la scelta può essere opposta.

In cima al file ci sono due commenti che indicano /llms.txt e /llms-full.txt, generati a ogni richiesta dai contenuti del sito, come la sitemap. Il primo è un indice con guide, news, servizi e pagine; il secondo contiene il testo completo di pagine, servizi e articoli. Come funzionano e perché non li considero una leva di posizionamento lo spiego nella guida a llms.txt. La sitemap riporta per ogni pagina il lastmod preso dalla data di modifica del contenuto.

C'è poi una regola di sicurezza. Gli indirizzi del sito di prova e quelli locali rispondono con X-Robots-Tag: noindex, nofollow e con un robots.txt che blocca tutto. Il resto, compresi seo.srl e www.seo.srl, è produzione e non riceve quelle intestazioni. L'obiettivo è che un noindex del sito di prova non finisca mai in produzione: è uno degli errori che spegne la visibilità senza far rumore.

Per il tracciamento il sito usa Google Analytics 4 e misura solo chi accetta i cookie statistici. Questo vale anche per le visite dalle AI: i numeri che leggiamo sono un sottoinsieme delle visite reali, e lo stesso vale per i tuoi se hai un banner cookie.

Controllo in 30 minuti

Sono i passi che seguirei su un sito nuovo, in ordine di priorità. Servono accesso al robots.txt, ai log o al pannello di CDN e firewall, a Search Console e a Bing Webmaster Tools.

  1. Leggi il robots.txt aprendo tuosito.it/robots.txt. Cerca regole per OAI-SearchBot, PerplexityBot, Claude-SearchBot, Googlebot e Bingbot, e controlla che nessun Disallow: / le colpisca. Se un bot ha un gruppo proprio, leggi quel gruppo e non solo quello generale.
  2. Cerca i bot nei log del server negli ultimi giorni. Per ogni user agent guarda il codice di risposta: 200 va bene, 403 o 429 vuol dire che qualcosa li ferma. Se non hai accesso ai log, chiedili all'hosting o a chi gestisce il sito.
  3. Controlla CDN, WAF e plugin di sicurezza. Cerca regole antibot, sfide JavaScript e blocchi per paese. Per Perplexity la documentazione suggerisce una regola Allow che combina user agent e IP pubblicato; OpenAI chiede di consentire i suoi indirizzi. Metti queste regole sopra quelle di blocco.
  4. Verifica il sito in Bing Webmaster Tools. Se non c'è, aggiungilo, invia la sitemap e guarda il report AI Performance quando è disponibile per il tuo account.
  5. Apri Search Console e usa Controllo URL su tre pagine chiave: devono risultare indicizzate, e l'HTML mostrato deve contenere il testo importante.
  6. Guarda il codice sorgente, non la pagina. Da terminale, curl -s https://tuosito.it/pagina/ mostra l'HTML che riceve un crawler che non esegue JavaScript. Se prezzi, caratteristiche o risposte non ci sono, non le legge.
  7. Cerca meta tag robots indesiderati (noindex, nosnippet, max-snippet) nelle pagine che vuoi far citare, e nelle intestazioni X-Robots-Tag.
  8. Controlla le pagine che devono rispondere. Per ogni servizio o prodotto chiave, la risposta alla domanda del cliente deve stare nelle prime righe, in testo, con dati che puoi sostenere.
  9. Prova a mano. Fai a ChatGPT, Perplexity, Gemini e AI Mode cinque domande vere dei tuoi clienti e annota se compari. Ripeti ogni mese: le risposte cambiano.

Misurare il traffico dalle AI in GA4

Parti dal report Acquisizione traffico, con la dimensione Sessione: sorgente/mezzo. Cerca le sorgenti che ti interessano: chatgpt.com, perplexity.ai, copilot.microsoft.com, gemini.google.com. Quali compaiano davvero dipende da come arrivano le visite, quindi leggi l'elenco nel tuo account e non dare per scontato un nome. Per ChatGPT hai un'indicazione ufficiale: il parametro utm_source=chatgpt.com, che ChatGPT aggiunge agli URL come dice la FAQ di OpenAI.

GA4 ha anche un canale predefinito, AI Assistant, che raccoglie le visite da fonti come ChatGPT, Gemini, Deepseek, Copilot e Grok ed esclude AI Overview e AI Mode: quelle restano nella Ricerca organica (Google Analytics Help, “Default channel group”). È il primo posto dove guardare. Il traffico da AI Overview e AI Mode lo trovi invece in Search Console, come detto sopra.

Se vuoi includere sorgenti che il canale predefinito non riconosce, puoi creare un gruppo di canali personalizzato. La guida Custom channel groups descrive il percorso: in Amministrazione apri Gruppi di canali, crea un nuovo gruppo, aggiungi un canale e una condizione di tipo “corrisponde a regex”. Serve il ruolo di Editor o superiore. La guida riporta anche un esempio con il canale “AI assistants”. Una versione adattata, da modificare in base alle sorgenti che vedi nel tuo account, è questa:

chatgpt|openai|perplexity|copilot|gemini|claude

Tre indicazioni dalla stessa guida:

  • il traffico finisce nel primo canale la cui regola lo include, quindi l'ordine conta: sposta il nuovo canale sopra Referral e, se serve, sopra Ricerca organica;
  • i gruppi personalizzati si possono applicare ai report anche sui dati passati;
  • la regola va aggiornata quando cambiano gli assistenti che vuoi seguire.

Attenzione a una regola troppo larga: gemini o google possono catturare traffico che non c'entra. Dopo il salvataggio guarda l'elenco delle sorgenti che sono finite nel canale.

Per l'accesso dei bot, invece, il traffico non basta: i log dicono se un crawler ha letto la pagina anche quando nessuno ha cliccato.

Cosa non puoi controllare

  • Se e quando vieni citato. Le piattaforme lo dicono chiaramente: Google non garantisce indicizzazione e visualizzazione, Microsoft non garantisce quando o come i contenuti compariranno.
  • Il tempo di recepimento. OpenAI e Perplexity parlano di circa 24 ore per le modifiche al robots.txt; Google indica da alcuni giorni a diversi mesi per i controlli sull'anteprima.
  • I clic. Un report di citazioni come quello di Bing dice che sei nella risposta, non che qualcuno ha visitato il sito.
  • Gli agenti avviati dall'utente. ChatGPT-User e Perplexity-User partono da una richiesta di una persona e possono non rispettare il robots.txt. Se vuoi limitarli, devi farlo sul server.
  • Le visite senza referrer. Un link copiato o aperto da un'app può finire in Diretto, e il canale AI di GA4 ne perde una parte.

Domande frequenti

Quanto passa da una modifica al robots.txt ai risultati?

OpenAI scrive che per la ricerca possono servire circa 24 ore dall'aggiornamento del robots.txt, e Perplexity parla di un massimo di 24 ore. Per i controlli sull'anteprima in Google, la documentazione indica da alcuni giorni a diversi mesi prima che vengano recepiti; puoi chiedere una nuova scansione. Questi tempi riguardano il recepimento delle regole, non il momento in cui comparirai nelle risposte.

Devo iscrivere il sito da qualche parte per farlo citare?

Per ChatGPT e per Google no: OpenAI scrive che qualsiasi sito pubblico può comparire nella ricerca, Google che non ci sono requisiti aggiuntivi per AI Overview e AI Mode. Search Console e Bing Webmaster Tools servono per controllare indicizzazione e, nel caso di Bing, le citazioni in Copilot.

Fonti

Pagine consultate il 14 ottobre 2026.

  1. OpenAI, “Overview of OpenAI Crawlers”. developers.openai.com/api/docs/bots
  2. OpenAI Help Center, “Publishers and Developers FAQ”. help.openai.com/en/articles/12627856-publishers-and-developers-faq
  3. Perplexity, documentazione sui crawler (PerplexityBot e Perplexity-User). docs.perplexity.ai/guides/bots
  4. Google Search Central, “AI features and your website”. developers.google.com/search/docs/appearance/ai-features
  5. Google Search Central, “Robots meta tag specifications”. developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/robots-meta-tag
  6. Google Search Central, “Google's common crawlers”. developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/google-common-crawlers
  7. Bing Webmaster Blog, “Introducing AI Performance in Bing Webmaster Tools Public Preview”, 10 febbraio 2026. blogs.bing.com/webmaster/2026/2/Introducing-AI-Performance-in-Bing-Webmaster-Tools-Public-Preview/
  8. Bing Webmaster Blog, “Keeping Content Discoverable with Sitemaps in AI Powered Search”, 31 luglio 2025. blogs.bing.com/webmaster/2025/7/Keeping-Content-Discoverable-with-Sitemaps-in-AI-Powered-Search/
  9. Anthropic, “Does Anthropic crawl data from the web, and how can site owners block the crawler?”. support.claude.com/en/articles/8896518-does-anthropic-crawl-data-from-the-web-and-how-can-site-owners-block-the-crawler
  10. Google Analytics Help, “Custom channel groups”. support.google.com/analytics/answer/13051316
  11. Google Analytics Help, “Default channel group”. support.google.com/analytics/answer/9756891

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