Audit SEO: cos’è e come farla correttamente

Luca Isotta

Luca Isotta

La SEO (Search Engine Optimization), ossia l’ottimizzazione per i motori di ricerca, si compone di molte tecniche. Esse hanno il compito di contribuire ad aumentare il traffico organico nel sito web che si sta appunto ottimizzando.

Un’analisi SEO globale di un sito web dovrebbe contribuire a migliorare la scansione e l’indicizzazione di un contenuto presente su internet da parte dei bot dei motori di ricerca. Grazie a ciò, si riesce a migliorare il posizionamento di un sito web all’interno dei motori di ricerca (si parla di SERP).

La SEO Audit, nello specifico, è un documento che va ad indicare eventuali errori e lo stato di ottimizzazione di un sito internet nella sua interezza.

Ciò che fa questa analisi tecnica è sostanzialmente una valutazione delle performance del sito grazie all’analisi dei dati e delle variabili che inducono ed influenzano questi risultati. Fare SEO non serve solo al motore di ricerca. Infatti, i risultati ottenuti possono essere analizzati per scoprire le possibili aree di miglioramento di un sito.

Cos’è l’Audit SEO?

cosa è una audit seo

Innanzitutto, bisogna definire la parola Audit, prima di poter capire cosa significa Audit SEO. Quest’ultima è una valutazione oggettiva di un determinato elemento, che deve stabilire se questo ha raggiunto i risultati previsti che ci si era prefissati di soddisfare. La SEO Audit va eseguita da una personalità ben precisa, ossia il valutatore (o auditor).

L’Audit SEO viene svolta da esperti (SEO Specialist) o dal SEO audit software. Questa tipologia di SEO strategy si fonda su diverse analisi:

– Esaminazione della navigabilità e della fruibilità del sito;

– Scansionabilità;

– Ottimizzazione dei contenuti;

– Architettura del sito web e velocità di caricamento delle pagine del sito.

Questa analisi comprende anche la verifica di tantissimi dati, che possono essere dati strutturali e tecnici, oppure riguardare proprio il vero contenuto del sito e delle informazioni in esso contenute; questo perché l’Audit SEO riguarda tutti gli elementi che vanno ad influire sui risultati finali di posizionamento, che siano esterni od interni al sito stesso.

Il processo della SEO Audit è molto importante perché permette di riuscire a creare il sito perfetto per i bot dei motori di ricerca che analizzano le pagine internet; essi, poi, determinano il loro posizionamento. In base ai risultati di questa valutazione poi si possono scoprire particolari errori presenti nelle strutture o nelle pagine dei sito analizzato. Dopo aver trovato e risolto le criticità, applicare le successive strategie SEO sarà più semplice e darà risultati migliori.

Solo in questo modo sarete in grado di aumentare la visibilità del vostro sito web e aumentare il ranking (RankBrain). Vediamo nello specifico gli step della Audit SEO, in modo da verificare in modo ottimale lo stato di ottimizzazione del tuo sito web.

Gli argomenti dell’Audit SEO

gli argomenti dellaudit seo

Per prima cosa l’Audit SEO del sito si svolge On Site, cioè dentro a quest’ultimo. In questo momento vengono svolte le analisi di SEO Audit tecnico di un sito web e le analisi strutturali. Questa analisi serve per ottenere le informazioni necessarie per migliorare una strategia a livello SEO.

La seconda sezione che viene analizzata è quella Off-Site, il sito è vittima di backlinks che inficiano sullo stato di salute del progetto e contribuiscono alla debolezza di un sito.

Infine, l’analisi SEO On-Page riguarda lo stato di ottimizzazione dei fattori, cioè tutti i contenuti del sito web. Ad esempio, è molto importante anche l’ottimizzazione delle immagini. Tutti i fattori contribuiscono a migliorare la visibilità di un sito web.

Audit SEO: come svolgere una corretta analisi SEO del vostro sito web

le fasi della audit seo

Uno dei motori di ricerca più utilizzati dagli utenti, ossia Google, mette a disposizione delle linee guida ben precise che i siti web dovrebbero rispettare. Queste linee servono per rientrare nelle grazie dei suoi bot e ottenere la visibilità desiderata per le proprie pagine.

A prescindere dalla guida di Google o di altri motori di ricerca, qui sotto troverai gli step consigliati da seguire per procedere con un’ottima SEO Audit.

1. Definire gli obiettivi

Questo è sicuramente il primo step. Infatti, l’impostazione delle strategie deve essere fatto sulla base degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Tutte le tecniche SEO (tra cui la SEO Audit) devono avere un fine, devono servire a qualcosa a chi le mette in pratica.

E’ molto importante che gli obiettivi scelti siano SMART. Cosa significa? Gli obiettivi che si vogliono raggiungere con la SEO devono essere cioè: specifici, misurabili, raggiungibili (achievable) e temporizzabili, ossia basati su un lasso temporale specifico entro il quale questi risultati vanno raggiunti.

2. Scansione del sito web

2. scansione del sito web

Questa opera di verifica si chiama crawling ed è una semplice scansione automatica che serve ad evidenziare eventuali errori presenti nel sito internet e ad evitare di incombere in Google penalties che penalizzerebbero il nostro sito web. Da questa revisione iniziale di un sito emerge una visione panoramica e anche i vari errori da valutare; essi saranno poi approfonditi in seguito in questa sede, in modo da capire in maniera precisa se ci sono valutazione da fare e miglioramenti da conseguire.

Google scansiona i siti web anche grazie all’uso di algoritmi specifici, quali Google Penguin, Google Panda o Google Bert.

3. Analizzare le parole-chiave

Il keyword targeting è molto importante per la visibilità di un sito web, per cui è fondamentale scegliere le parole-chiave ottimali per i nostri contenuti. Sceglierle può essere complesso, ma per cominciare, è importante che le keywords siano SMART.

La specificità delle parole scelte si riferisce al target di riferimento selezionato in precedenza e alla disponibilità finanziari che ognuno può avere, la misurabilità invece coinvolge il rendimento che ha ogni parola. Le keywords dovrebbero poi essere raggiungibili, cioè scelte in base all’autorevolezza del proprio sito, realistiche e pertinenti in base al settore dell’attività coinvolta, ed, infine, indicizzabili in un arco di tempo definibile, entro una scadenza fissata.

Se ancora non si riescono a trovare delle keywords adatte al sito web in questione, ci si può affidare a siti o applicazioni che suggeriscono quelle più in linea con l’attività.

4. Analisi con la Google Search Console

4. analisi con la google search console

Questo è solo uno dei tanti strumenti di analisi siti Web di Web Master (che infatti prima si chiamava Google Webmaster Tools). Esso consente di compiere un’analisi dello stato di salute del sito web. Questo tool è completamente gratuito e può essere utilizzato per analizzare qualsiasi sito, ottenendo così report e informazioni relative alle prestazioni di un progetto online. Anch’esso, dunque, è un fattore rilevante all’interno di una corretta analisi SEO Audit.

In pratica, con questo strumento si può capire come Google vede il sito che vogliamo analizzare, e quindi se la sua indicizzazione sta procedendo bene o riscontra degli errori. Quest’ultimi vengono segnalati dalla Google Search Console in base alla loro gravità e alla loro tipologia.

Anche la versione mobile del sito può essere esaminata: per i bot dei motori di ricerca è fondamentale che un sito web sia anche mobile friendly, cioè ben visibile sui dispositivi mobili come smartphone e tablet. Con questo tool si possono poi vedere i dati relativi a ogni singola pagina di sito che si sta esaminando, scoprendo quindi quali sono quelle più visitate, quali hanno il ranking più alto, o se qualcuna ha perso del traffico.

5. Analisi dei competitors

5. analisi dei competitors

L’analisi dei competitors è uno degli aspetti chiave dell’Audit SEO. Questa azione, infatti, serve a capire se le parole-chiave che si sono scelte hanno un pubblico attivo, se il loro posizionamento si ottiene in breve termine ed è realizzabile. Si può visualizzare anche quanti altri siti web stanno posizionando le nostre stesse keywords, e quindi chi sono i concorrenti della nostra attività. L’analisi dei siti competitors può portare alla creazione di una sorta di collaborazione tra siti internet, che può portare a link partner.

Tutto ciò avviene in due fasi: la prima riguarda la valutazione della Page Authority e della Domain Authority. Nella seconda, invece, si dovrebbe cercare di ottenere dei backlink da siti autorevoli in termini di posizionamento delle parole-chiave di comune interesse, in modo da innalzare la visibilità del nostro sito.

6. Valutazione tecnica

Gli aspetti tecnici sono molto importanti per portare avanti un’efficace strategia di SEO Audit. Da questa fase infatti derivano dati certi che possono essere analizzati e di conseguenza possono portare a migliorie nelle prestazioni.

La prima importante verifica di elementi tecnici è la velocità di caricamento del sito che si sta analizzando, dato che influenza moltissimo l’esperienza degli utenti online. Un valore di velocità accettabile è inferiore ai tre secondi, ma se si riesce a raggiungere il secondo si è sicuramente arrivati ad un risultato ottimale.

Nell’analisi tecnica di siti web un altro dato importante da valutare riguarda il reindirizzamento, che nei siti internet contribuiscono molto al loro posizionamento.

I redirect possono essere una spinta positiva nell’indicizzazione di un sito, ma possono anche rivelarsi dannosi se inadeguati; perciò, devono essere analizzati in una dettagliata verifica tecnica. I redirect dannosi sono quelli che derivano da catene di reindirizzamento, il mancato reindirizzamento al dominio ufficiale da versioni non protette o secondarie, e i redirect 302 che non passano Page Rank (ossia l’algoritmo di Google che giudica il valore di una pagina in base alla qualità e alla quantità dei link presenti) da una pagina all’altra.

Invece, i redirect 301 all’interno del sito sono apprezzati tra i fattori di posizionamento SEO, in quanto indicano semplicemente lo spostamento di una pagina web da un luogo a un altro su internet.

7. Controllare lo stato dell’indicizzazione delle pagine

7. controllare lo stato dell'indicizzazione delle pagine

L’esecuzione di questa indagine sullo stato di ottimizzazione del sito web vede innanzitutto l’analisi dei file robots.txt. Come? È davvero semplice, basta cercare il proprio sito seguito da /robots.txt (ad esempio: www.miosito.it/robots.txt). A questo punto appariranno delle diciture anticipate dalle scritte Allow o Disallow, ciò che è scritto dopo il primo sarà indicizzato dai motori di ricerca, mentre quello che è scritto dopo Disallow no. In questo modo si può decidere quali pagine far indicizzare.

Un’altra buona idea è quella di verificare quante pagine del sito internet sono presenti nell’indice di Google, cioè che appaiono nella SERP, in questo modo si scopre quali contenuti sono piaciuti a Google.

Riguardo l’indicizzazione delle pagine bisogna poi sfatare un mito: gli errori 404 (errori 4xx, cioè i messaggi che il server invia quando ci sono richieste scorrette in modo sintattico), non sempre sono dannosi per una strategia SEO efficace. Infatti, questi possono essere un buon metodo per comunicare ai motori di ricerca che una determinata pagina del sito non esiste più e alla quale quindi non deve essere data visibilità. Ciò che non deve succedere è che un errore 404 sia su una pagina che riceve backlink, perché questo screditerà il sito web.

Attenzione anche a pagine duplicate, ossia quelle che hanno contenuti simili o addirittura uguali, e anche a meta tag e meta description uguali, spesso frequenti sugli e-commerce.

8. Analisi della struttura del sito web

8. analisi della struttura del sito web

L’analisi dei dati strutturati è molto importante per una diagnosi minuziosa di un sito, perché al contrario di quello che si pensa spesso, gli errori strutturali sono molto frequenti. Il motivo è che l’architettura del sito web raramente viene pensata, alla creazione dei nuovi contenuti, in funzione della SEO e del posizionamento del sito.

Una buona struttura dovrebbe produrre siti facilmente navigabili e link con testi di ancoraggio buoni, ossia pagine accessibili all’utente finale, ma al contempo rispettare le linee guida per essere indicizzati sui motori di ricerca. Bisognerebbe poi controllare anche l’indirizzo URL della pagina, da modificare solo ed esclusivamente se il sito presenta particolari problemi di mancano ranking.

Al contrario, è meglio non creare nuove URL (Uniform Resource Locator), per evitare problemi di errori 404 e redirect 301. Un calo di visite dopo il cambiamento di URL è normale e bisogna metterlo in conto, ma se la scelta è stata giusta dopo poco tempo si inizierà a vedere l’aumento del numero dei clic sulle parole-chiave posizionale, e del traffico sul sito web.

Un ottimo strumento per valutare il livello di contenuti del sito internet è l’analisi della linking interna. Infatti, dei link interni collegati male e non ottimizzati possono peggiorare la valutazione del sito da parte dei motori di ricerca.

Al contrario, se fatto bene il linking interno è positivo per la content optimization, ma questi dovrebbero avere al loro interno un testo di ancoraggio (anchor text) in corrispondenza parziale o totale del link.

9. Analisi SEO On-Page

L’analisi dettagliata di un sito web passa anche l’ottimizzazione SEO On-Page, ossia che avviene proprio sul sito internet. La struttura dei contenuti è molto importante, perché questi dovrebbero essere sia di qualità, centrati e coerenti con l’attività del sito, ma anche ottimizzati, perché altrimenti nessuno li vedrà.

Tutti i contenuti del sito dovrebbero rispondere ad una ricerca Google determinata, essere assolutamente contenuti nuovi e mai contenuti duplicati e devono contenere nel titolo e nella meta descrizione la keyword che gli abbiamo associato.

10. Analisi SEO Off-Page

10. analisi off-page

Anche i fattori esterni sono fondamentali per verificare lo stato dell’indicizzazione di un sito e se ci sono eventuali problematiche rilevate. I backlinks sono i fattori esterni più importanti da analizzare, perché influenzano molto la considerazione di un sito web da parte dei motori di ricerca.

Dei backlinks è fondamentale valutare: la rilevanza delle pagine e dei siti internet a cui portano i link, il ranking generato, se questo sono No Follow o Do Follow e la loro pertinenza. Dei link presenti è importante anche la loro authority, che poi essere valutata misurando il Domain Rating.

Per avere una buona visibilità è ottimale la varietà dei backlinks, infatti, questi possono essere molto diversi tra loro. I link esterni possono essere: da directory, da siti simili a quello in esame, da commenti su blog, da resource page, o contextual, cioè contenuti in una pagina specifica. Ma non solo quella dei link, la varietà è bene che ci sia anche in termini di fonti: ricevere pochi link da domini diversi e virtuosi è meglio di riceverne moltissimi ma da uno solo.

Tra i principali fattori di ranking ci sono anche i social network, infatti se un sito è presente su Google Plus o su altri canali social, dai quali riceve dei link, può essere considerato in modo più positivo dai bot.

11. Analisi dei contenuti

Il content marketing è molto importante per la verifica SEO, quindi deve essere curato e preciso. I contenuti dovrebbero essere originali, come abbiamo già precisato, un importante fattore per essere apprezzati dai bot (che analizza e identifica i boilerplate), ma anche informativi e utili per gli utenti del tuo sito.

Immagine con all'interno i termini SEO e Google

Infatti, il contenuto della homepage non serve a fare bella figura, quanto più a informare potenziali clienti sull’attività di cui parla il sito web, per cui deve anche essere interessante e ben scritto, senza errori concettuali o grammaticali. Per quanto riguarda la strutta, invece, è importante che articoli e contenuti scritti sulle pagine siano anche abbastanza lunghi, perché 

Google e gli altri motori di ricerca apprezzano molto i contenuti corposi.

Attenzione però a diversi fattori, infatti ai bot non piacciono: presenza di broken links (o link rotti), ossia dei link non funzionanti nei contenuti. Inoltre, la troppa pubblicità sul sito e la spam sui commenti deve essere risolta attraverso la moderazione dei commenti.

Ma non solo ai motori di ricerca, questi errori a cui bisogna prestare attenzione danneggiano anche la user experience, per cui diminuirà il traffico di utenti al sito, in quanto saranno disturbati dai difetti sopra elencati, che possono essere presenti all’interno delle pagine web del tuo sito.

12. Analisi User Experience con Google Analytics

12. analisi user experience con google analytics

Si parla molto di cosa piace ai motori di ricerca, per conseguire un posizionamento migliore e aumentare la visualizzazione delle pagine. Ma all’utente che visita le pagine del mio sito Web cosa piace effettivamente? È questa la domanda che chiunque dovrebbe farsi per un’analisi di SEO Audit completa. Attenzione anche ai SSL (Secure Sockets Layer), i certificati che garantiscono la protezione dei dati degli utenti che visitano il tuo sito.

I dati relativi all’esperienza degli utenti che visitano le diverse aree del sito emergono bene da Google Analytics, per chi non lo conoscesse ancora, è servizio gratuito offerto da Google che permette un’analisi costante del sito tramite dal valutazione di statistiche e dati sui visitatori di un sito web.

– Principali dati da analizzare di Google Analytics

I principali dati da analizzare grazie a questa piattaforma (Google Analytics) sono:

  • il tempo di permanenza media sul sito: se alto significa che il sito web contiene contenuti interessanti e accattivanti, che piacciono agli utenti e che, con molta probabilità, porteranno a delle conversioni;
  • la frequenza di rimbalzo: data da quanti visitatori visitano solo, e per poco tempo, la prima pagina in cui sono atterrati. Un valore intorno al 60% – 80% è da ritenere già soddisfacente;
  • i visitatori di ritorno: coloro i quali hanno già navigato sul nostro sito web e vi ritornano;
  • le pagine di uscita: quelle pagine che l’utente abbandona, le ultime pagine che si visitano prima di uscire dal sito. Analizzando il tasso di abbandono delle pagine si dovrebbe capire se c’è un motivo specifico per il quale gli utenti terminano la loro visita sul sito dopo aver visto una pagina piuttosto che un’altra. Mediante una corretta analisi si può, nel caso, migliorare questo comportamento degli user.

Schema grafico dell'audit SEO

La user experience viene migliorata grazie anche ad un altro strumento importante, le cosiddette molliche di pane, o in inglese breadcrumbs. Questi strumenti particolari sono piccole parti di testo normale collocati nella parte alta delle pagine sui siti internet, che fungono da tool di navigazione.

I breadcrumbs hanno due funzioni importanti: innanzitutto aiutano gli utenti a collocarsi nel sito web, riuscendo sempre a visualizzare la loro posizione al suo interno, ma vengono in aiuto anche dei bot dei motori di ricerca, che grazie a queste molliche di pane riescono a comprendere l’importanza gerarchica che vige nel sito internet in questione.

Aree di intervento dell’Audit SEO

aree di intervento dellaudit seo

Chiaramente queste sono emerse già in quanto scritto precedentemente, ma riassumiamo qui quali sono le aree in cui un’azione di SEO Audit completo fa le sue valutazioni.

L’analisi del mercato è un punto fondamentale per il corretto funzionamento di un’operazione di Audit SEO, perché consente lo studio accurato del cliente, i risultati del traffico organico attuale, il posizionamento dei contenuti sulla pagina dei risultati del motore di ricerca, ma anche la posizione dei competitor.

La raccolta di tutti questi dati grezzi consentirà a posteriori, un chiaro confronto dei risultati antecedenti con quelli ottenuti dopo l’attività SEO.

Anche l’accessibilità del sito web è un’altra area di valutazione, che definisce l’usabilità delle pagine web, la velocità di caricamento di queste e il responsive design sui dispositivi mobili.

Robots TXT

robots txt

Un’altra area di intervento è quella tecnica, che prevede la valutazione dei dati più pratici; un esempio sono l’utilizzo del protocollo HTTPS e di altri file, come il robots.txt.

I robots txt permettono di dare indicazioni ai vari bot, tra cui i robot dei motori di ricerca, su quali parti del sito scansionare e quali no. Sono file molto importanti, che se contengono errori possono precludere una corretta scansione ed indicizzazione del sito sui motori di ricerca.

Copywriting

copywriting

Questo cosiddetto check-up tecnico è un passaggio che porta all’ottenimento di una serie infinita di dati, fondamentali nell’Audit SEO.

Si parla molto dell’ottimizzazione che è un’altra area di intervento di Audit SEO. In questa parte avviene la valutazione che riguarda i contenuti pubblicati nel sito e quindi, più in generale, il SEO Copywriting.

Avere un buon SEO Copywriter può portare enormi vantaggi ad un sito web; egli, infatti, ha il compito di scrivere i testi in ottica SEO aumentando così notevolmente il traffico. Saper scrivere nel modo corretto i contenuti è uno step fondamentale per avere un ottimo sito web.

Backlink e Link Building

backlink e link building

Anche l’area dei dati inbound, cioè l’analisi dei backlink è molto importante. I backlink, ovvero i link che un sito riceve da altri siti. Essi mandano un collegamento ipertestuale verso questo sito e sono molto utili per permettere a Google di determinare la qualità e affidabilità di un sito. Google, infatti, si basa su affidabilità e qualità dei siti che inviano link a quest’ultimo (citandolo ad esempio, per un articolo interessante che ha scritto in merito ad un argomento da loro trattato).

In un’audit SEO è importante analizzare anche la qualità e quantità dei link in entrata verso un sito web, per stabilire se è necessario intraprendere azioni per modificare eventuali schemi di link di scarsa qualità.

HTML Optimization

html optimization

La sezione dell’HTML optimization riguarda il giusto utilizzo nel sito web delle tag, come la meta description, il tag titolo, il tag ALT; ma anche l’implementazione dei canonical tags, la compilazione dei dati strutturati di schema.org e la generale pulizia del codice HTML.

L’ultima area di intervento è quella che riguarda le Google penalties, cioè le penalità che il motore di ricerca infligge ai siti internet. In questa sezione si deve quindi valutare il grado di rischio che si corre.

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