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Brevetto Panda di Google: cosa dicono i documenti e dove è finita l’idea di qualità del sito

Capitolo 12 di 16 della guida Brevetti Google

I tre brevetti di Navneet Panda letti uno per uno, le dichiarazioni di Google dal 2011 al 2024 e se Panda esiste ancora. Leggi.

Eugenio Tommasi

Fondatore di SEO SRL

Pubblicato il 13 min di lettura

I brevetti di Panda sono documenti di Google con Navneet Panda tra gli inventori, che descrivono modi di stimare la qualità di un sito. Non nominano l’algoritmo.

Indice dei contenuti (10 sezioni)

In nessuno dei brevetti associati a Panda compare l’algoritmo: la parola c’è solo come cognome dell’inventore, Navneet Panda (Google Patents). Eppure si dice “il brevetto di Panda”. Qui leggiamo i documenti, li confrontiamo con le dichiarazioni di Google dal 2011 al 2024 e rispondiamo: Panda esiste ancora? Storia dell’aggiornamento e audit dei contenuti sono nella guida a Panda.

Quali brevetti sono legati a Panda?

Google non ha mai depositato un brevetto intitolato “Panda”. Gli SEO collegano all’aggiornamento brevetti con un tratto in comune: Navneet Panda è tra gli inventori. Ecco i tre principali (pagine ufficiali di Google Patents, lette il 13 ottobre 2026: US8682892B1, US9031929B1, US9767157B2).

VoceUS8682892B1US9031929B1US9767157B2
Titolo ufficialeRanking search results (ranking dei risultati di ricerca)Site quality score (punteggio di qualità del sito)Predicting site quality (previsione della qualità del sito)
InventoriNavneet Panda, Vladimir OfitserovApril R. Lehman, Navneet PandaNavneet Panda, Yun Zhou
Data di priorità28 settembre 20125 gennaio 2012 (domanda provvisoria)15 marzo 2013
Concessione25 marzo 201412 maggio 201519 settembre 2017
Stato secondo Google PatentsExpired - Fee RelatedActiveActive
Scadenza indicata6 ottobre 203214 giugno 203324 agosto 2035

Titolare di tutti e tre è Google. Lo stato è una stima di Google Patents, non un parere legale. “Expired - Fee Related” indica tasse di mantenimento non pagate: negli Stati Uniti, senza pagamento, il brevetto decade (USPTO).

Confronta le date. Google ha annunciato il cambiamento il 24 febbraio 2011. Il più antico dei tre brevetti ha priorità del 5 gennaio 2012, oltre dieci mesi dopo. Nostra lettura: descrivono metodi per misurare la qualità, non la ricetta del lancio.

Cosa dicono i brevetti, in parole semplici

La prima rivendicazione descrive un metodo in quattro passi. Per ogni gruppo di pagine (nel brevetto, un gruppo di risorse) il sistema:

  1. conta i link in entrata che arrivano da fonti indipendenti;
  2. conta le reference queries, cioè ricerche già fatte dagli utenti che si riferiscono a una risorsa del gruppo;
  3. calcola un fattore di modifica proprio di quel gruppo;
  4. lo associa al gruppo, per usarlo sui punteggi iniziali quando arriva una ricerca.

Il rapporto tra link e ricerche compare nella descrizione e in una rivendicazione dipendente, non nella prima. La prima non dice se il fattore alzi o abbassi i punteggi. Il testo parla di qualità: i risultati di bassa qualità “possono essere declassati” (“can be demoted in a presentation order”).

Un esempio inventato. Due siti hanno gli stessi link indipendenti, ma uno è cercato per nome da molte persone e l’altro da nessuno. Il loro fattore è diverso. Quale dei due salga, le rivendicazioni non lo dicono.

US9031929B1: ricerche sul sito e clic

Qui il punteggio nasce da un rapporto tra due conteggi di query uniche. Al numeratore ci sono le query che si riferiscono al sito: per la descrizione, quelle che contengono un’etichetta del sito (come l’operatore site:) o un termine che lo indica, o che sono ricerche navigazionali verso di lui.

Al denominatore ci sono le query dopo le quali l’utente ha scelto un risultato di quel sito. La rivendicazione richiede almeno un correttivo: il numeratore ridotto di una soglia, oppure il denominatore elevato a una potenza tra zero e uno, così cresce più lentamente.

Il punteggio, dice il testo, “can be used as a signal to rank resources”: può essere usato come segnale per ordinare le risorse. Esiste anche una continuazione, US9760641B1, depositata l’11 maggio 2015 con la stessa priorità e indicata come attiva.

US9767157B2: indovinare la qualità dalle frasi

Il terzo brevetto affronta un problema pratico: valutare un sito nuovo che nessuno ha ancora giudicato. Per ogni frase si calcola la frequenza relativa, cioè in quante pagine del sito compare rispetto al totale. Un modello lega queste frequenze ai punteggi di siti già valutati e predice quello del sito nuovo.

Pensa a un correttore che ha letto cento temi già valutati: davanti a uno nuovo riconosce dalle espressioni se somiglia ai buoni o ai deboli. Il punteggio predetto serve poi a ordinare i risultati. L’idea delle frasi ricorda il phrase-based indexing, ma è un altro documento.

Due brevetti della stessa squadra

Altri due brevetti hanno Panda tra gli inventori (US9684697B1, US9135307B1). Il primo non è nel nostro catalogo, il secondo sì.

  • US9684697B1, ancora “Ranking search results”, concesso il 20 giugno 2017 e indicato come attivo. Raggruppa i risultati per indirizzo internet, come dominio o nome host, e applica un fattore ricavato dai clic: la prima rivendicazione usa i clic ripetuti, la descrizione anche visite deliberate e tempo passato. Sui segnali degli utenti c’è la scheda NavBoost; a questo brevetto non attribuiamo quel nome.
  • US9135307B1, “Selectively generating alternative queries”, concesso il 15 settembre 2015 e indicato come attivo. Se molti dei primi risultati vengono da siti già giudicati di bassa qualità, prova una query alternativa e, se questa porta siti di alta qualità, ne mostra alcuni.

Come li leggono gli SEO, e cosa non provano

Secondo livello, l’interpretazione. Nel 2014 Barry Schwartz ha titolato “Google Granted Patent For Panda Algorithm”, ma nella stessa pagina ha scritto che avere un brevetto non prova che sia in uso e che potrebbe “non avere nulla a che fare” con l’algoritmo (Search Engine Land).

Bill Slawski, su US9135307B1, ha ipotizzato che fosse “the original patent from the Panda Update”, il brevetto originale dell’aggiornamento, anche perché Navneet Panda è tra gli inventori. Ma ha ammesso che il brevetto “doesn’t disclose differences between low quality and high-quality sites”: non dice cosa distingue un sito debole da uno buono (Go Fish Digital).

Per US8682892B1, Jean-Christophe Chouinard descrive il fattore come rapporto tra link indipendenti e ricerche di riferimento e ne ricava che più ricerche, rispetto ai link, indicano una qualità percepita più alta. È una sua lettura: nella prima rivendicazione il rapporto non c’è (JC Chouinard).

Il nostro catalogo conferma la cautela. Nostra analisi su 109 brevetti e domande di brevetto di Google legati alla ricerca (stato indicato da Google Patents all’8 ottobre 2026): 23 stanno nel gruppo qualità, spam, freschezza e duplicati, e solo US8682892B1 porta il soprannome Panda, classificato come “forzato” perché l’abstract non nomina né Panda né la qualità dei contenuti. Gli altri sono nel catalogo; il quadro è nell’articolo di apertura.

Cosa ha dichiarato Google, dal 2011 al 2024

DataCosa è successo
24 febbraio 2011Google annuncia un cambiamento che incide sull’11,8% delle query, per ridurre i siti di bassa qualità. Parte solo negli Stati Uniti. Il post non usa il nome Panda (Official Google Blog, copia archiviata).
6 maggio 2011Amit Singhal pubblica 23 domande per valutare la qualità di un sito, ma dice di non poter documentare i segnali di ranking reali (Search Engine Land).
17 luglio 2015Ultimo aggiornamento Panda confermato, con un rilascio lento distribuito su mesi (Search Engine Journal).
Gennaio 2016Google conferma che Panda è tra i suoi segnali di ranking principali (Search Engine Watch).
Marzo 2024Il sistema dei contenuti utili diventa parte dei sistemi di ranking principali (Google Search Central).

2015 o 2016? Due date, due fonti

La guida ufficiale ai sistemi di ranking scrive che Panda “evolved and became part of our core ranking systems in 2015”: nel 2015 si è evoluto ed è entrato nei sistemi principali. Le cronache indicano gennaio 2016: Search Engine Journal data la conferma all’11 gennaio, Search Engine Watch al 12.

Search Engine Land osserva che Google non ha mai confermato una data esatta (Search Engine Land). Per la data usa Google: 2015. Gennaio 2016 è quando la notizia è diventata pubblica.

Panda esiste ancora?

Come aggiornamento, no. Come idea, sì.

Non esiste più un aggiornamento chiamato Panda, con versioni e date da confrontare con un calo di traffico. La guida di Google lo mette tra i sistemi “noted for historical purposes”, cioè ricordati per ragioni storiche: sistemi incorporati in successori o diventati parte dei sistemi principali (Google Search Central).

Che cosa significa “nel core”? Secondo Search Engine Land, Andrey Lipattsev di Google ha spiegato che indica un componente collaudato, che non richiede più di essere seguito da vicino. Gary Illyes ha detto che è diventato più comodo, ma che “essentially nothing changed” (Search Engine Land). Nostra lettura: Panda non è sparito, è diventato indistinguibile dal resto.

Nel 2016 Illyes diceva che Google non pensa più a Panda come a una penalità, ma come a un algoritmo applicato ai siti (Search Engine Land). Parlare oggi di “penalità Panda” è usare un’etichetta vuota.

Cosa resta oggi dell’idea di qualità del sito

Tre cose e un limite.

  1. Il giudizio sul sito esiste. Google scrive che i suoi sistemi lavorano a livello di pagina, ma che sono usati anche segnali e classificatori a livello di sito, che contribuiscono a capire le pagine (Google Search Central). È la stessa intuizione dei tre brevetti: una pagina debole non vive da sola.
  2. Il testimone è passato ai contenuti utili. Nato nel 2022 come Helpful Content Update, per premiare contenuti scritti per le persone e non per attirare traffico, a marzo 2024 è entrato nei sistemi principali (Google Search Central). Per l’aggiornamento di marzo, sommato agli interventi precedenti, Google prevedeva il 40% in meno di contenuti di bassa qualità e non originali; a rollout concluso indica il 45% (Google).
  3. Le domande sono cambiate poco. Le 23 domande di Singhal chiedevano se ti fidi di un articolo e se daresti la carta di credito al sito. La guida di oggi propone un’autovalutazione su originalità, approfondimento e competenza (Google Search Central). Il filo è lo stesso: è una nostra lettura.

Il limite: non sappiamo se i metodi dei brevetti siano in uso, né con quali pesi. Due risultano attivi per Google Patents, ma lo stato non prova l’uso. Nelle fonti di Google che abbiamo letto nessuna dichiarazione collega questi documenti a Panda.

Cosa cambia per il tuo sito

Non esiste un “controllo Panda” da superare. Esistono abitudini rese sensate dai brevetti e dalle dichiarazioni di Google.

  • Ragiona per sito, non solo per pagina. Molte pagine deboli possono pesare sull’insieme. Il metodo per trovarle è nella guida a Panda.
  • Guarda le ricerche con il tuo nome. I brevetti contano le query che si riferiscono al sito. In Search Console vedi quante contengono il tuo marchio: non è un fattore confermato da Google, è un termometro di notorietà.
  • Misura dopo un core update, non dopo una settimana. Il recupero passa dagli aggiornamenti principali successivi, come in aggiornamenti di Google dal 2000 a oggi.
  • Parti da un audit, non da un nome. Serve prima capire se il problema è di qualità, di tecnica o di link: l’audit SEO separa le tre cose, e come funziona davvero Google dà il quadro.

Conclusione

I brevetti di Navneet Panda aiutano a capire come Google ha pensato la qualità di un sito. Non provano come funzioni oggi e non nominano l’algoritmo con il suo cognome. Panda come aggiornamento si è chiuso nel 2015, ma l’idea di valutare il sito nel suo insieme è ancora nella guida di Google. Per te la strada è semplice: meno pagine deboli, più contenuti utili.

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Domande frequenti

Panda esiste ancora?

Come aggiornamento no, come idea sì. Secondo la guida ai sistemi di ranking di Google, aggiornata il 10 dicembre 2025, Panda è un sistema ritirato: annunciato nel 2011, nel 2015 è diventato parte dei sistemi principali. Non esistono più versioni o date da confrontare con un calo di traffico. Google dice però di usare ancora segnali e classificatori a livello di sito, che era l’idea di fondo di Panda.

Qual è il brevetto di Google Panda?

Non esiste un brevetto intitolato Panda. Gli SEO collegano all’aggiornamento soprattutto US8682892B1, “Ranking search results”, depositato il 28 settembre 2012 e concesso il 25 marzo 2014. Il nome Panda vi compare solo come cognome dell’inventore, Navneet Panda. Nel 2014 Search Engine Land scrisse che il brevetto potrebbe non avere nulla a che fare con l’algoritmo.

I brevetti di Panda sono ancora validi?

Secondo Google Patents, letto il 13 ottobre 2026, US8682892B1 risulta Expired - Fee Related, cioè decaduto per tasse non pagate. US9031929B1 e US9767157B2 risultano Active, con scadenza indicata al 14 giugno 2033 e al 24 agosto 2035. Lo stato è una stima, non una conclusione legale, e non dice se il metodo sia in uso.

Panda è entrato nel core nel 2015 o nel 2016?

La guida ufficiale di Google scrive 2015. Le cronache parlano di gennaio 2016: Search Engine Journal indica l’11 gennaio, Search Engine Watch il 12, quando Google ha detto che Panda è uno dei suoi segnali di ranking principali. Search Engine Land osserva che Google non ha mai confermato una data esatta. Per la data, la fonte è la guida di Google: 2015.

Il sistema dei contenuti utili è il nuovo Panda?

Google non lo dice. Descrive Panda come un sistema per far comparire contenuti originali e di qualità, e il sistema dei contenuti utili come uno per contenuti originali e utili scritti per le persone. Entrambi sono oggi nei sistemi principali: Panda dal 2015, i contenuti utili da marzo 2024. Che ne sia l’erede è una lettura degli SEO, non una dichiarazione di Google.

Fonti

Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 13 ottobre 2026.

  1. Google Patents (Google LLC), “Ranking search results”, US8682892B1, 25 marzo 2014. patents.google.com/patent/US8682892B1/en
  2. Google Patents (Google LLC), “Site quality score”, US9031929B1, 12 maggio 2015. patents.google.com/patent/US9031929B1/en
  3. Google Patents (Google LLC), “Predicting site quality”, US9767157B2, 19 settembre 2017. patents.google.com/patent/US9767157B2/en
  4. Google Patents (Google LLC), “Ranking search results”, US9684697B1, 20 giugno 2017. patents.google.com/patent/US9684697B1/en
  5. Google Patents (Google LLC), “Selectively generating alternative queries”, US9135307B1, 15 settembre 2015. patents.google.com/patent/US9135307B1/en
  6. Google Search Central, “Guida ai sistemi di ranking della Ricerca Google”, aggiornata il 10 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ranking-systems-guide
  7. Google Search Central, “Creating helpful, reliable, people-first content”, aggiornata il 5 ottobre 2026. developers.google.com/search/docs/fundamentals/creating-helpful-content
  8. Google (Elizabeth Tucker), “New ways we’re tackling spammy, low-quality content on Search”, 5 marzo 2024, aggiornato il 26 aprile 2024. blog.google/products/search/google-search-update-march-2024/
  9. The Official Google Blog, “Finding more high-quality sites in search”, 24 febbraio 2011 (copia archiviata). webarchive.library.unt.edu/web/20120110113335mp_/http://googleblog.blogspot.com/2011/02/finding-more-high-quality-sites-in.html
  10. Search Engine Land (Barry Schwartz), “Google Granted Patent For Panda Algorithm”, 25 marzo 2014. searchengineland.com/google-granted-patent-for-panda-algorithm-187573
  11. Search Engine Land (Barry Schwartz), “Hit By Panda Update? Google Has 23 Questions To Ask Yourself To Improve”, 6 maggio 2011. searchengineland.com/impacted-by-googles-panda-update-google-asks-you-to-consider-this-76050
  12. Search Engine Land (Danny Goodwin), “Lookback: Google Panda algorithm update launched 13 years ago”. searchengineland.com/google-unleashed-the-panda-algorithm-9-years-ago-today-329599
  13. Search Engine Land (Barry Schwartz), “Google Explains What It Means To Be Part Of The “Core” Algorithm”. searchengineland.com/google-explains-what-it-means-to-be-part-of-the-core-algorithm-240681
  14. Search Engine Watch (Chris Lake), “Google integrates Panda into the core ranking algorithm”, 12 gennaio 2016. searchenginewatch.com/2016/01/12/google-integrates-panda-into-the-core-ranking-algorithm/
  15. Search Engine Journal (Danny Goodwin), “A Complete Guide to the Google Panda Update: 2011-21”, 30 giugno 2021. searchenginejournal.com/google-algorithms/panda/
  16. Go Fish Digital (Bill Slawski), “Google’s High Quality Sites Patent”, 7 dicembre 2016. gofishdigital.com/blog/high-quality-sites-patent
  17. JC Chouinard, “Ranking Search Results, Google patent by Navneet Panda”, 20 settembre 2022. jcchouinard.com/ranking-search-results-patent/
  18. USPTO, “Maintain your patent”. uspto.gov/patents/maintain

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