NavBoost: cosa sappiamo dei clic che Google usa nel ranking
Capitolo 13 di 16 della guida Brevetti Google
NavBoost spiegato con sentenza, brevetti e dichiarazioni di Google: cosa è provato sui clic nel ranking e cosa no. Leggi e controlla il tuo sito.
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Pubblicato il 14 min di lettura
NavBoost è un sistema di ranking di Google che, secondo la sentenza del 5 agosto 2024, abbina ricerche e documenti memorizzando i clic degli utenti.
Indice dei contenuti (10 sezioni)
- Cos’è NavBoost e da dove arriva quello che sappiamo?
- Cosa dicono le sentenze Mehta su NavBoost e sui dati degli utenti?
- E il leak del 2024?
- Quali brevetti di Google usano clic e interazioni per ordinare i risultati?
- Come lo leggono gli SEO: l’ipotesi su US8595225B1
- Cosa ha detto Google in pubblico sui clic?
- Cosa cambia per il tuo sito?
- Conclusione
- Domande frequenti
- Fonti
Il 5 agosto 2024 il giudice Amit Mehta ha scritto, nella sentenza di responsabilità contro Google, che NavBoost abbina ricerche e documenti memorizzando i clic degli utenti (Tribunale distrettuale di Washington, sentenza del 5 agosto 2024). Quasi tutto ciò che sappiamo con certezza su NavBoost arriva da lì.
I brevetti, invece, non lo nominano. Qui separiamo tre livelli: i documenti del processo, i brevetti sull’uso dei clic e le dichiarazioni pubbliche di Google. Poi vedi cosa cambia per un sito.
Cos’è NavBoost e da dove arriva quello che sappiamo?
NavBoost è il nome di un sistema di ranking di Google che usa i dati di clic. Non è il titolo di un brevetto né un aggiornamento con una data di uscita. Lo conosciamo da quattro tipi di documenti, di valore diverso.
- La sentenza del 5 agosto 2024. È un testo del tribunale, il più solido che abbiamo.
- Le testimonianze del processo. Quella di Pandu Nayak, vicepresidente della Ricerca, è riportata da Search Engine Land: abbiamo letto il resoconto, non la trascrizione.
- Il leak del 2024. Documentazione tecnica interna: dice che certi attributi esistono, non quanto pesano.
- I brevetti. Descrivono metodi basati su clic e visite. Google non ne ha collegato nessuno a NavBoost, per quanto abbiamo letto.
Cosa dicono le sentenze Mehta su NavBoost e sui dati degli utenti?
Le due sentenze riguardano fasi diverse e non vanno confuse: quella del 5 agosto 2024 stabilisce la responsabilità di Google, quella del 2 settembre 2025 decide i rimedi.
La sentenza del 5 agosto 2024: cos’è NavBoost
Nel paragrafo 96 dei fatti accertati, il giudice descrive NavBoost come un segnale che abbina ricerche e documenti memorizzando i clic degli utenti. È come un libraio che annota, per mesi, quale libro i clienti scelgono dopo ogni richiesta. Non capisce perché: ricorda cosa è successo.
La stessa sentenza dà tre numeri. Prima del 2017 Google addestrava NavBoost su 18 mesi di dati; da allora su 13 mesi. Il periodo è attribuito alla testimonianza di Nayak. Per gli esperti citati dal tribunale, 13 mesi di dati di Google equivalgono a oltre 17 anni di dati di Bing (sentenza del 5 agosto 2024).
I sistemi più nuovi, come RankBrain e MUM, si appoggiano meno ai dati degli utenti: servono a colmare i vuoti dei dati di clic. Un altro paragrafo elenca cosa si osserva: quali risultati vengono cliccati, se e quanto in fretta l’utente torna ai risultati, il cursore, lo scorrimento (sentenza del 5 agosto 2024).
Cosa è stato riportato dalle testimonianze
Secondo il resoconto di Search Engine Land del 5 dicembre 2023, Nayak ha definito NavBoost «uno dei segnali importanti» di Google. Lo avrebbe fatto risalire ad almeno il 2005, avrebbe detto che non aiuta documenti senza clic e che i dati si dividono per area e dispositivo (Search Engine Land).
Su Glue le fonti divergono: per Nayak sarebbe un altro nome di NavBoost, esteso al resto della pagina; per la sentenza un segnale “parente”, citando l’ex ingegnere Eric Lehman. Lehman, secondo Search Engine Land, ha detto che «quasi tutti sanno» che Google usa i clic nel ranking. L’articolo precisa che questo non fa dei clic un fattore diretto (Search Engine Land).
La sentenza del 2 settembre 2025: cosa riguarda
Questa sentenza ha un altro oggetto: decide i rimedi. Il giudice scrive che Google dovrà rendere disponibili ai concorrenti qualificati alcuni dati dell’indice e dati di interazione degli utenti, non quelli pubblicitari (sentenza del 2 settembre 2025). Secondo PPC Land vi rientrano i dati di Glue (PPC Land).
E il leak del 2024?
La documentazione trapelata elenca attributi come goodClicks, badClicks e lastLongestClicks, legati a NavBoost e Glue (Search Engine Journal). La tabella e la lettura sono nell’articolo sul leak, che non ripetiamo. Un solo avvertimento: un attributo nella documentazione non dimostra che serva al ranking, e i pesi restano ignoti. Google ha riconosciuto l’autenticità di alcuni documenti e ha invitato a non trarre conclusioni da informazioni «decontestualizzate, datate o incomplete» (Search Engine Journal).
Quali brevetti di Google usano clic e interazioni per ordinare i risultati?
Qui cambiamo livello: contano i brevetti, non NavBoost. Nella nostra analisi su 109 brevetti e domande di brevetto di Google legati alla ricerca, il gruppo “Utenti, autori e fiducia” conta 14 voci (catalogo del sito). Ne scegliamo cinque. Gli stati sono quelli di Google Patents al 13 ottobre 2026: stime automatiche, non conclusioni legali.
| Numero e titolo | Priorità e concessione | Stato | Cosa descrive |
|---|---|---|---|
| US9235627B1, Modifying search result ranking based on implicit user feedback | 2 novembre 2006; 12 gennaio 2016 | Active; scadenza prevista 2 novembre 2026 | Confronta visite lunghe e brevi per correggere la posizione |
| US9092510B1, Modifying search result ranking based on a temporal element of user feedback | 30 aprile 2007; 28 luglio 2015 | Active; scadenza aggiustata 1° ottobre 2027 | Tiene conto di quando arriva il feedback |
| US9098511B1, Watch time based ranking | 2 ottobre 2012; 4 agosto 2015 | Expired - Fee Related | Usa i tempi di visualizzazione nelle sessioni di una query |
| US8832083B1, Combining user feedback | 23 luglio 2010; 9 settembre 2014 | Active; scadenza aggiustata 20 febbraio 2032 | Combina il feedback di due sistemi |
| US8595225B1, Systems and methods for correlating document topicality and popularity | 30 settembre 2004; 26 novembre 2013 | Expired - Fee Related; scadenza aggiustata 17 maggio 2025 | Calcola la popolarità dei documenti visitati, per argomento |
US9235627B1: il caso più vicino, ma non provato
Gli inventori sono Hyung-Jin Kim, Simon Tong, Noam Shazeer e Michelangelo Diligenti. L’abstract descrive una misura di pertinenza basata sul rapporto tra visite lunghe e brevi a un risultato, poi passata al sistema di ranking (Google Patents).
La rivendicazione (claim) 1 conta le visite lunghe e brevi a un documento aperto da quel risultato, calcola un rapporto e lo usa per ordinare la stessa ricerca in futuro. La 3 pesa le visite in base alla durata. La 7 le divide in categorie di tempo (Google Patents).
Da questo brevetto discendono quattro continuazioni con lo stesso titolo: US9811566B1, US10229166B1, US11188544B1 e US11816114B1, concesse tra il 2017 e il 2023. La prima risulta “Expired - Fee Related”, le altre tre “Active” (Google Patents). Il nome NavBoost non compare nella pagina di US9235627B1.
Un brevetto non prova che Google usi il metodo. Nella nostra analisi il nome NavBoost per questo brevetto è forzato: l’abstract non cita il sistema. Dopo il 2 novembre 2026 lo stato di tre documenti della famiglia può cambiare: ricontrollalo.
Come lo leggono gli SEO: l’ipotesi su US8595225B1
La lettura più citata è di Roger Montti (Search Engine Journal, 31 gennaio 2024). Propone come base di NavBoost il brevetto US8595225B1, depositato nel 2004 da Amit Singhal e Urs Hoelzle. La data si accorda con il 2005 indicato da Nayak e il testo parla di popolarità calcolata sulle visite (Search Engine Journal).
L’articolo ammette i limiti: il collegamento è dedotto, non confermato, e il brevetto potrebbe descrivere solo una prima versione. Nel testo il clic è solo il gesto di selezione: la popolarità si basa su visite e accessi (Google Patents).
La nostra lettura: un’ipotesi ragionevole, non un fatto. Sui soprannomi dei brevetti c’è la guida di apertura.
Cosa ha detto Google in pubblico sui clic?
Le dichiarazioni vanno lette per data e contesto. Ecco quelle verificate.
- Gary Illyes, 2015. Secondo Search Engine Land, a SMX ha detto che i clic servono soprattutto a valutazione e sperimentazione, e al ranking diretto solo in casi come la personalizzazione. Nel 2017 ha definito i clic un segnale «molto rumoroso» (Search Engine Land).
- Gary Illyes, febbraio 2019. In un AMA su Reddit ha definito «generally made up crap», cioè in genere invenzioni, le teorie secondo cui Google usa CTR e dwell time (Search Engine Roundtable).
- John Mueller, 11 agosto 2022. Interrogato sui clic quotidiani di un’azienda sul proprio sito, ha risposto che non vede alcun effetto sulla Ricerca (Search Engine Roundtable).
- Le pagine di Google. “Come funziona la Ricerca” dice che negli esperimenti con traffico reale Google guarda metriche come i clic (Google). La guida ai sistemi di ranking, aggiornata il 10 dicembre 2025, elenca 17 sistemi attivi e non nomina né NavBoost né i clic (Google Search Central).
Come si conciliano con il processo?
Non del tutto. Possiamo ordinare tre differenze: sono letture nostre, non dichiarazioni di Google.
- Dato singolo contro dato aggregato. Illyes e Mueller parlano di CTR e di clic di un sito. La sentenza descrive un sistema che memorizza i clic di molti utenti, per coppie ricerca-documento.
- Valutare contro ordinare. Google dice di usare i clic per misurare se un cambiamento funziona. La sentenza dice che NavBoost è un segnale di ranking. Le due cose possono coesistere.
- Prudenza. Secondo Search Engine Land, Lehman ha detto che Google evita di confermare l’uso dei dati degli utenti. Le smentite generiche vanno pesate con cautela.
Resta una tensione: la frase di Illyes del 2019 si accosta male alla sentenza, salvo che parlasse solo di CTR e dwell time. I testi non lo chiariscono.
Sul dwell time e sul CTR trovi già un riepilogo nel capitolo di RankBrain: qui non lo ripetiamo.
Cosa cambia per il tuo sito?
Il CTR è un fattore di ranking diretto?
Nessuna fonte che abbiamo letto lo dice. Il tribunale descrive dati di clic aggregati, per ricerca e documento, non il CTR di una pagina come numero da alzare. Il CTR in Search Console è un indicatore: dice se titolo e descrizione funzionano. Non è una manopola.
Anche per Google il clic è ambiguo. Paul Haahr, ingegnere del ranking, ha spiegato a SMX West 2016 che chi legge la risposta nel risultato e se ne va soddisfatto può sembrare un risultato cattivo, se guardi solo i clic (Page One Power).
I bot di clic funzionano?
Non c’è prova pubblica che funzionino. Illyes ha spiegato che scraper e clic automatici rendono i dati difficili da interpretare (Search Engine Land). Mueller non ha parlato di bot, ma di clic dal proprio sito. Noi non li consigliamo.
Cosa puoi fare davvero
- Titolo e descrizione onesti. Il tribunale dice che Google osserva se l’utente torna ai risultati e con che rapidità. Una promessa non mantenuta si paga.
- Risposta subito visibile. Mettila nella prima schermata.
- Prima di tutto, farti mostrare. Secondo il resoconto di Nayak, NavBoost non aiuta documenti senza clic: serve prima essere tra i risultati. Cura come Google trova e ordina le pagine.
- Leggi il CTR per query e posizione. Se una pagina è molto sotto le altre nella stessa posizione, rivedi il titolo.
- Guarda mobile e località. Secondo il resoconto, i dati si dividono per area e dispositivo. Controlla le SERP con lo stesso criterio.
Conclusione
NavBoost esiste, usa i clic e conta, ma i documenti non dicono quanto. I brevetti mostrano che Google lavora sul feedback degli utenti dal 2004, non che li usi oggi. Le tue mosse restano le stesse: pagine che rispondono e titoli che non ingannano.
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Domande frequenti
Che cos'è NavBoost?
NavBoost è un sistema di ranking di Google che usa i dati di clic. Secondo la sentenza del giudice Amit Mehta del 5 agosto 2024, abbina ricerche e documenti memorizzando i clic degli utenti. La sentenza parla di 13 mesi di dati, che prima del 2017 erano 18. Non è un brevetto né un aggiornamento con una data di uscita.
Esiste un brevetto di NavBoost?
Nei documenti che abbiamo letto, Google non collega ufficialmente nessun brevetto a NavBoost. US9235627B1 parla di visite lunghe e brevi, ma l'abstract non cita il sistema. Search Engine Journal ipotizza come origine US8595225B1, del 2004, e ammette che il legame è dedotto, non confermato. Resta quindi un'ipotesi.
Il CTR è un fattore di ranking diretto?
Nessuna fonte che abbiamo letto lo dice. Il tribunale descrive dati di clic aggregati, raccolti per ricerca e documento, non il CTR di una pagina da far salire. Nel 2019 Gary Illyes ha definito 'generally made up crap' le teorie su CTR e dwell time. Il CTR in Search Console resta un indicatore utile per rivedere titoli e descrizioni.
I bot di clic migliorano il posizionamento?
Non c'è prova pubblica che funzionino. Illyes ha spiegato che scraper e clic automatici rendono i dati difficili da interpretare, e Lehman ha detto che Google evita di confermare l'uso dei dati degli utenti, secondo il resoconto forse per timore di manipolazioni. Mueller ha risposto sui clic di un'azienda sul proprio sito, non sui bot. Noi non li consigliamo.
NavBoost e Glue sono la stessa cosa?
Le fonti divergono. Secondo il resoconto di Search Engine Land, Nayak ha detto che Glue è un altro nome di NavBoost, esteso agli altri elementi della pagina dei risultati. La sentenza del 5 agosto 2024 lo chiama invece un segnale parente di NavBoost, citando Eric Lehman. Secondo PPC Land, i dati di Glue rientrano tra quelli da condividere con i concorrenti qualificati dopo la sentenza sui rimedi.
Fonti
Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 13 ottobre 2026.
- Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia (giudice Amit Mehta), “Memorandum Opinion”, United States v. Google LLC, ECF 1033, 5 agosto 2024. storage.courtlistener.com/recap/gov.uscourts.dcd.223205/gov.uscourts.dcd.223205.1033.0_5.pdf
- Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto di Columbia (giudice Amit Mehta), “Memorandum Opinion” sui rimedi, ECF 1436, 2 settembre 2025. storage.courtlistener.com/recap/gov.uscourts.dcd.223205/gov.uscourts.dcd.223205.1436.0.pdf
- Google Patents, “US9235627B1: Modifying search result ranking based on implicit user feedback”, 12 gennaio 2016. patents.google.com/patent/US9235627B1/en
- Google Patents, “US9811566B1: Modifying search result ranking based on implicit user feedback”, 7 novembre 2017. patents.google.com/patent/US9811566B1/en
- Google Patents, “US10229166B1: Modifying search result ranking based on implicit user feedback”, 12 marzo 2019. patents.google.com/patent/US10229166B1/en
- Google Patents, “US11188544B1: Modifying search result ranking based on implicit user feedback”, 30 novembre 2021. patents.google.com/patent/US11188544B1/en
- Google Patents, “US11816114B1: Modifying search result ranking based on implicit user feedback”, 14 novembre 2023. patents.google.com/patent/US11816114B1/en
- Google Patents, “US9092510B1: Modifying search result ranking based on a temporal element of user feedback”, 28 luglio 2015. patents.google.com/patent/US9092510B1/en
- Google Patents, “US9098511B1: Watch time based ranking”, 4 agosto 2015. patents.google.com/patent/US9098511B1/en
- Google Patents, “US8832083B1: Combining user feedback”, 9 settembre 2014. patents.google.com/patent/US8832083B1/en
- Google Patents, “US8595225B1: Systems and methods for correlating document topicality and popularity”, 26 novembre 2013. patents.google.com/patent/US8595225B1/en
- Search Engine Land (Danny Goodwin), “How Google Search and ranking works, according to Google’s Pandu Nayak”, 5 dicembre 2023. searchengineland.com/how-google-search-ranking-works-pandu-nayak-435395
- Search Engine Land (Danny Goodwin), “Former Googler: Google ‘using clicks in rankings’”, senza data indicata nella pagina. searchengineland.com/former-googler-google-using-clicks-in-rankings-432401
- Search Engine Journal (Roger Montti), “Google’s Navboost Patent”, 31 gennaio 2024. searchenginejournal.com/navboost-patent/506975/
- Search Engine Journal (Matt G. Southern), “Google Search Leak: Conflicting Signals, Unanswered Questions”, 28 maggio 2024. searchenginejournal.com/google-search-leak-conflicting-signals-unanswered-questions/517669/
- Search Engine Journal (Matt G. Southern), “Google Validates Leak, Igniting Questions Around Search Transparency”, 30 maggio 2024. searchenginejournal.com/google-validates-leak-igniting-questions-around-search-transparency/
- PPC Land (Luís Rijo), “Google ordered to share Glue data system in landmark antitrust ruling”, 4 settembre 2025. ppc.land/google-ordered-to-share-glue-data-system-in-landmark-antitrust-ruling/
- Google Search Central, “A guide to Google Search ranking systems”, aggiornata il 10 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ranking-systems-guide
- Google, “Improving Search with rigorous testing”, senza data indicata nella pagina. google.com/search/howsearchworks/how-search-works/rigorous-testing/
- Search Engine Roundtable (Barry Schwartz), “Daily Search Forum Recap: February 8, 2019”, 8 febbraio 2019. seroundtable.com/recap-02-08-2019-27085.html
- Search Engine Roundtable (Barry Schwartz), “Google: Clicking On Your Site In Google Search Won’t Hurt Or Help Your Rankings”, 12 agosto 2022. seroundtable.com/google-click-penalty-33908.html
- Page One Power (Cory Collins), “How Google Works: A Google Ranking Engineer’s Story – Coverage & Analysis of SMX West 2016”, 1 aprile 2016. pageonepower.com/linkarati/how-google-works-google-ranking-engineer-presentation-smx-west-2016

