Reasonable surfer: il brevetto Google che dice che i link non sono tutti uguali
Capitolo 14 di 16 della guida Brevetti Google
Scheda di US7716225B1 e delle 3 continuation, caratteristiche dei link e posizione di Google. Scopri cosa cambia per il tuo sito.
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Pubblicato il 12 min di lettura
Il reasonable surfer è il modello descritto in US7716225B1: un navigatore che clicca con probabilità diverse i link di una pagina, in base alle loro caratteristiche.
Indice dei contenuti (10 sezioni)
- Che cos’è il reasonable surfer, in parole semplici
- La scheda: US7716225B1 e le sue tre continuation
- Cosa dicono le rivendicazioni (claim) del brevetto
- Quali caratteristiche del link elenca il brevetto?
- Come l’hanno letto gli SEO
- Cosa dice Google oggi su link e PageRank
- Cosa vuol dire per il tuo sito, senza miti
- Conclusione: leggere il brevetto, scrivere per le persone
- Domande frequenti
- Fonti
Il brevetto principale del reasonable surfer è stato concesso l’11 maggio 2010 a Google, con tre inventori (Google Patents). Il suo punto di partenza è una frase semplice: non tutti i link di una pagina hanno la stessa probabilità di essere seguiti. Qui trovi la scheda dei quattro documenti della famiglia, cosa rivendicano, quali caratteristiche del link elencano e cosa ne dice Google oggi. Il quadro generale è nella nostra scheda sul brevetto PageRank, che cita già questo brevetto: qui scendiamo nel dettaglio.
Che cos’è il reasonable surfer, in parole semplici
Il PageRank parte da un navigatore casuale (random surfer): clicca un link a caso e ogni tanto salta su una pagina qualsiasi. Nel calcolo, tutti i link di una pagina sono uguali (guida al PageRank). Il brevetto del 2010 cambia il navigatore. È un navigatore “ragionevole”, che sceglie con più probabilità certi link e ne ignora altri.
Pensa a una stazione ferroviaria. Segui i grandi cartelli “Binari”, appesi in alto e ben visibili. Non leggi l’avviso scritto in piccolo dietro una colonna. Nessuno ti obbliga: è la probabilità che tu lo faccia a essere diversa. Il brevetto applica questo ragionamento ai link di una pagina web.
La frase chiave è nella descrizione: il rank di un documento può essere interpretato come la probabilità che un reasonable surfer raggiunga il documento (Google Patents). Tra i link poco seguiti il testo cita i link ai “Terms of Service” (termini di servizio) e i banner pubblicitari.
L’idea non nasce nel 2004. La descrizione del brevetto PageRank, depositata nel 1998, diceva già che i link molto visibili, vicini all’inizio del documento, possono avere più peso. Lo stesso vale per quelli in caratteri grandi o evidenziati (Google Patents). Il brevetto del 2010 la trasforma in un modello da addestrare con i dati.
La scheda: US7716225B1 e le sue tre continuation
Una continuation è una nuova domanda che riparte dalla stessa descrizione, con rivendicazioni diverse. Qui ce ne sono tre. Hanno tutte lo stesso titolo e gli stessi inventori: Jeffrey A. Dean, Corin Anderson e Alexis Battle. Il titolare è Google LLC (in origine Google Inc., che nel 2017 ha cambiato nome). Dati letti sulle pagine ufficiali il 13 ottobre 2026.
| Numero | Domanda | Deposito | Concessione | Stato secondo Google Patents (13 ottobre 2026) |
|---|---|---|---|---|
| US7716225B1 | 10/869,057 | 17 giugno 2004 | 11 maggio 2010 | Expired - Lifetime, scadenza 16 marzo 2025 |
| US8117209B1 | 12/728,015 | 19 marzo 2010 | 14 febbraio 2012 | Expired - Fee Related, scadenza prevista 17 giugno 2024 |
| US9305099B1 | 13/347,472 | 10 gennaio 2012 | 5 aprile 2016 | Expired - Fee Related, scadenza prevista 17 giugno 2024 |
| US10152520B1 | 15/085,826 | 30 marzo 2016 | 11 dicembre 2018 | Expired - Lifetime, scadenza 19 novembre 2024 |
Il titolo ufficiale è “Ranking documents based on user behavior and/or feature data”, cioè ordinare i documenti in base al comportamento degli utenti e alle caratteristiche dei link. La priorità di tutti è il 17 giugno 2004. Google Patents avverte che stato e priorità sono assunzioni, non conclusioni legali.
Le scadenze non coincidono: 16 marzo 2025 per il primo, giugno e novembre 2024 per gli altri. Non abbiamo verificato il motivo. Nel nostro catalogo il brevetto principale è tra le 8 voci del gruppo “link e autorità”, con importanza 5, il valore più alto del catalogo (11 voci su 109). Le tre continuation non ci sono (nostra analisi su 109 brevetti e domande di brevetto di Google legati alla ricerca; stato indicato da Google Patents all’8 ottobre 2026).
Cosa dicono le rivendicazioni (claim) del brevetto
Le rivendicazioni (claim) dicono cosa è protetto. Il brevetto principale ne ha 19, di cui tre indipendenti: la 1, la 12 e la 16 (Google Patents). La prima, in sintesi, descrive un server che memorizza due cose: le caratteristiche dei link e i dati su quali link gli utenti scelgono. Con questi addestra un modello che stima la probabilità che un link venga selezionato. Poi calcola il rank dei documenti di destinazione e li ordina.
Il dettaglio più utile è nella descrizione. Il modello impara da esempi positivi e negativi: i link cliccati e quelli visti ma non cliccati. Il testo parla di non selezione come “negative instances”, istanze negative (Google Patents). Può anche essere costruito per una classe di utenti o per un singolo utente.
Ogni continuation sposta l’attenzione su un aspetto diverso, in sintesi:
- US8117209B1: il modello stima la probabilità che uno specifico utente scelga un link, usando clic e non clic (Google Patents).
- US9305099B1: il link riceve un peso in base ai suoi attributi, tra cui le parole dell’ancora e il loro numero, confrontati con link già scelti (Google Patents).
- US10152520B1: prima si misura la probabilità di clic per link con certe caratteristiche, usando i clic di molti utenti; poi quel peso si combina con quello degli altri link in entrata (Google Patents).
Nel brevetto compaiono anche numeri, ma non quelli che pensi. La descrizione ha una formula e un esempio con pesi inventati (0,5, 0,6, 0,9, 0,4) per mostrare il calcolo, e dice che un valore tipico del fattore di salto è 0,1 (Google Patents). Nessun numero dice quanto pesi un link in un footer.
Quali caratteristiche del link elenca il brevetto?
Qui il testo è un elenco aperto. Dice che le caratteristiche associate a un link “might include”, cioè “potrebbero includere”, voci come queste (Google Patents):
- la dimensione del font del testo del link;
- la posizione del link, per esempio in una lista HTML o nel testo corrente;
- il lato della pagina (alto, basso, sinistra, destra), il footer, la barra laterale;
- il colore del font e attributi come il corsivo o il grigio;
- il numero di parole del testo del link;
- la “commerciality”, cioè il carattere commerciale del testo del link;
- se il link è un’immagine, le sue proporzioni;
- se la pagina di destinazione è sullo stesso dominio di quella di partenza.
Sono possibilità, non una scala di valori. Nel testo ci sono anche regole d’esempio. Un link con testo sopra una certa dimensione ha più probabilità di essere scelto. Così un link vicino all’inizio del documento. Un link sotto il titolo “More Top stories” del sito cnn.com ha alta probabilità. Ne hanno una bassa un link in una pagina con popup e un link verso un URL con più trattini.
Attenzione al verbo: il brevetto parla di probabilità di essere scelto, non di bonus nel ranking. Un font grande non “fa salire” una pagina. Rende più probabile il clic, e il modello trasforma quella probabilità in peso del link.
Come l’hanno letto gli SEO
Gli articoli più citati sono del 2010. Eric Enge, su Search Engine Land (14 giugno 2010), ne ricavava consigli pratici: mettere i link importanti dove gli utenti li vedono, nel contenuto principale, e non contare sui footer (Search Engine Land). Non presentava il modello come confermato.
Ross Hudgens, su Search Engine Journal (12 ottobre 2010), collegava il brevetto ai link a pagamento. Per lui “footer and sidebar links in particular, are likely to be devalued”, cioè i link di footer e sidebar rischiano di perdere valore (Search Engine Journal). Anche la sua tesi sui link a pagamento è presentata con cautela: la chiama “my theory”.
Questa è la lettura degli SEO, non quella del brevetto. Il brevetto elenca footer e sidebar tra le possibili posizioni; non scrive che valgano zero né che valgano meno di un certo fattore. La frase “i link nel footer non contano” è una sintesi comoda, ma va oltre il testo.
Cosa dice Google oggi su link e PageRank
Google non cita questo brevetto né il reasonable surfer. Nella guida ai sistemi di ranking, aggiornata il 10 dicembre 2025, scrive che ha sistemi che capiscono come le pagine si collegano, per capire di cosa parlano. Il PageRank, aggiunge, “continues to be part of our core ranking systems”, cioè resta tra i sistemi di ranking principali, anche se il suo funzionamento si è evoluto molto (Google Search Central).
Sui link la guida ufficiale, aggiornata anch’essa il 10 dicembre 2025, dà indicazioni pratiche (Google Search Central):
- Google di solito scansiona un link solo se è un elemento HTML
<a>con attributohref. - Una buona ancora è descrittiva, abbastanza breve e pertinente sia alla pagina in cui sta sia a quella di destinazione.
- “Click here” e “Read more” sono troppo generici.
- Se il link è un’immagine, Google usa l’attributo
altcome testo dell’ancora. - Ogni pagina che ti interessa dovrebbe ricevere un link da almeno un’altra pagina del sito.
Per i link a pagamento e quelli degli utenti, Google chiede di usare i valori rel="sponsored" e rel="ugc"; nofollow vale quando gli altri non si applicano (Google Search Central). Queste pagine non dicono come Google pesi un link in base alla posizione. Non abbiamo trovato una conferma né una smentita dell’uso del modello.
Cosa vuol dire per il tuo sito, senza miti
Un brevetto non prova che il metodo sia in uso. Da questo non segue che tu possa ignorarlo: descrive un ragionamento di buon senso su come le persone usano i link. Tre indicazioni reggono, con o senza reasonable surfer.
- Metti i link importanti nel contenuto principale. Un link dentro il testo, vicino a ciò che spiega, lo vede e lo clicca un lettore vero. È anche ciò che consiglia Google: collegare le pagine correlate nel contesto.
- Scrivi ancore descrittive. “Guida al PageRank” dice cosa c’è dall’altra parte. “Clicca qui” no. Google chiede ancore descrittive, pertinenti alla pagina di destinazione.
- Non contare sul footer. Metterci un link non è vietato, ma non è lì che un utente va a cercare. Un link che nessuno vede non aiuta né il lettore né il sito.
I miti da evitare sono altrettanti.
- “Google usa il reasonable surfer”: nessuna fonte di Google lo dichiara.
- “Un link in footer vale zero”: nessuna fonte letta lo dice.
- “Un font più grande migliora il ranking”: il brevetto parla di probabilità di clic.
- “Tutti i link passano lo stesso valore”: il brevetto lo contesta, e Google distingue i link con sponsored, ugc e nofollow.
Per la parte operativa su link in entrata e autorevolezza leggi la guida al link building e la spiegazione su cos’è un link.
Conclusione: leggere il brevetto, scrivere per le persone
Il reasonable surfer è la parte più umana della teoria dei link: un link conta se qualcuno può trovarlo, capirlo e volerlo cliccare. Dei quattro documenti della famiglia, secondo Google Patents al 13 ottobre 2026 nessuno risulta più in vigore. Questo non cancella l’idea, ma impedisce di trattarla come un elenco di pesi. Per il tuo sito la mossa pratica è semplice: link nel contenuto, ancore chiare, nessun trucco di posizione.
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Domande frequenti
Che cos'è il reasonable surfer?
È il modello descritto nel brevetto US7716225B1 di Google, concesso l'11 maggio 2010. Immagina un navigatore che non clicca i link a caso, come nel PageRank base, ma sceglie con probabilità diverse in base alle caratteristiche del link: posizione, testo, aspetto. Il nome è un'etichetta degli SEO, ma l'espressione compare davvero nella descrizione del brevetto.
Google usa ancora il reasonable surfer?
Non lo sappiamo. Nelle guide di Google lette (ranking, link, attributi rel) il brevetto e il modello non sono citati, quindi non c'è né conferma né smentita. Google dice che il PageRank fa ancora parte dei sistemi di ranking principali, ma non spiega come pesi i singoli link. Un brevetto, e per di più scaduto, non prova che un metodo sia in uso.
Un link nel footer vale zero?
Nessuna fonte letta lo afferma. Il brevetto elenca il footer tra le posizioni possibili, senza assegnargli un valore. Gli articoli SEO del 2010 parlano di link che potrebbero perdere valore, non di valore nullo. Dal punto di vista pratico, un link nel footer è poco visibile e raramente cliccato: conviene mettere i link importanti nel contenuto.
Il reasonable surfer è ancora coperto da brevetto?
Secondo Google Patents, al 13 ottobre 2026, nessuno dei quattro documenti della famiglia risulta in vigore: il principale è scaduto il 16 marzo 2025, gli altri tra giugno e novembre 2024. Due sono indicati come “Expired - Lifetime”, due come “Expired - Fee Related”. Lo stato è una stima di Google Patents, non una conclusione legale. In ogni caso la tecnologia descritta non è più protetta da questi brevetti.
Cosa posso fare per far cliccare di più i link del mio sito?
Metti i link importanti nel contenuto principale, vicino al testo che li spiega. Usa ancore descrittive, come consiglia Google, ed evita “clicca qui”. Per i link a pagamento o degli utenti usa gli attributi rel sponsored e ugc. Non cercare trucchi di font o di posizione: il brevetto parla di probabilità di clic, non di bonus nel ranking.
Fonti
Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 13 ottobre 2026.
- Google Patents (Dean, Anderson, Battle), “Ranking documents based on user behavior and/or feature data”, US7716225B1, 11 maggio 2010. patents.google.com/patent/US7716225B1/en
- Google Patents, “Ranking documents based on user behavior and/or feature data”, US8117209B1, 14 febbraio 2012. patents.google.com/patent/US8117209B1/en
- Google Patents, “Ranking documents based on user behavior and/or feature data”, US9305099B1, 5 aprile 2016. patents.google.com/patent/US9305099B1/en
- Google Patents, “Ranking documents based on user behavior and/or feature data”, US10152520B1, 11 dicembre 2018. patents.google.com/patent/US10152520B1/en
- Google Patents (Page), “Method for node ranking in a linked database”, US6285999B1, 4 settembre 2001. patents.google.com/patent/US6285999B1/en
- Google Search Central, “A guide to Google Search ranking systems”, aggiornata il 10 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ranking-systems-guide
- Google Search Central, “SEO link best practices for Google” (link scansionabili e ancore), aggiornata il 10 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/links-crawlable
- Google Search Central, “Qualify your outbound links to Google”, aggiornata il 10 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/qualify-outbound-links
- Search Engine Land (Eric Enge), “SEO Implications Of Google’s ‘Reasonable Surfer’ Patent”, 14 giugno 2010. searchengineland.com/seo-implications-of-googles-reasonable-surfer-patent-44222
- Search Engine Journal (Ross Hudgens), “Google’s Reasonable Surfer Model: A Scalable Solution to Paid Links?”, 12 ottobre 2010. searchenginejournal.com/googles-reasonable-surfer-model-a-scalable-solution-to-paid-links/24836/
