Author rank e Agent Rank: cosa dicono davvero i brevetti di Google su autori e fiducia
Capitolo 11 di 16 della guida Brevetti Google
Cosa rivendicano i brevetti Google su autori e fiducia, date e stato, la fine di Authorship e il leak. Leggi la scheda.
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Pubblicato il 12 min di lettura
L’Agent Rank è un brevetto di Google (US7565358B2) che descrive un punteggio di reputazione per gli agenti, persone o enti che firmano digitalmente i contenuti.
Indice dei contenuti (11 sezioni)
- Cos’è l’Agent Rank? La scheda di US7565358B2
- Cosa dice il brevetto: un PageRank per chi firma
- Quali brevetti sono venuti dopo?
- Come li leggono gli SEO
- Google Authorship: l’esperimento di tre anni che è finito
- Cosa dichiara Google oggi su autori e fiducia
- Cosa mostra il leak del 2024 sugli autori
- Cosa conviene fare con autori e firme
- Conclusione: autori sì, scorciatoie no
- Domande frequenti
- Fonti
L’8 agosto 2005 Google ha depositato la domanda del brevetto “Agent rank”, concesso il 21 luglio 2009 (Google Patents). Descrive un punteggio di reputazione per chi firma i contenuti online. Gli SEO lo collegano all’idea di author rank, il punteggio di un autore.
Qui leggi cosa rivendica, in che stato è e quali brevetti sono venuti dopo. Poi la storia di Authorship, le dichiarazioni di Google e cosa mostra il leak sugli autori. In fondo, cosa fare.
Cos’è l’Agent Rank? La scheda di US7565358B2
Il documento si intitola “Agent rank”. Gli “agenti” sono persone o enti che producono, modificano o rivedono contenuti. “Agent Rank” è il titolo ufficiale, mentre “author rank” è un soprannome nato tra gli SEO: il brevetto parla di agenti, non di autori di articoli.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Numero | US7565358B2 |
| Titolo ufficiale | Agent rank (classifica degli agenti) |
| Inventori | David Minogue e Paul A. Tucker |
| Titolare | Google LLC (in origine Google Inc.) |
| Priorità e deposito | 8 agosto 2005 (domanda US 11/200,406) |
| Domanda pubblicata | 8 febbraio 2007 (US20070033168A1) |
| Concessione | 21 luglio 2009 |
| Stato secondo Google Patents | Expired - Fee Related (scaduto per mancato pagamento delle tasse), verificato il 12 ottobre 2026 |
| Scadenza indicata | 22 giugno 2026 (aggiustata) |
| Fonte dei dati | Google Patents, pagina ufficiale |
Lo stato è una stima automatica: la stessa pagina avverte che non è una conclusione legale. La famiglia comprende altri documenti, tra cui US8224826B2, US8296293B2 e US9002856B2 (Google Patents).
Cosa dice il brevetto: un PageRank per chi firma
Immagina una rivista in cui ogni articolo porta la firma digitale di chi lo ha scritto, di chi lo ha rivisto, di chi lo ha pubblicato. La firma prova che quella persona ha dichiarato il suo ruolo su quel contenuto. Secondo la descrizione, può coprire un intero documento o un singolo link (Google Patents).
A ogni agente viene assegnato un punteggio. La descrizione lo dice così: “the reputation for an agent is expressed as a numerical score”, cioè la reputazione di un agente è espressa come punteggio numerico. Il punteggio dipende dalla reputazione dei contenuti e degli agenti che rimandano a lui, come nel PageRank.
La prima rivendicazione (claim) è un metodo per calcolare la reputazione di un agente. Verifica la firma digitale su ogni contenuto. Poi calcola il punteggio dai punteggi di altri agenti i cui contenuti rimandano ai suoi elementi firmati, e da quello di un secondo agente, in base al ruolo che ha dichiarato. La rivendicazione 12 ripete le stesse operazioni per un dispositivo di memoria (Google Patents).
La descrizione aggiunge un principio antimanipolazione: la reputazione dovrebbe essere “relatively difficult to increase and relatively easy to decrease”, cioè relativamente difficile da aumentare e relativamente facile da diminuire. Dice inoltre che le firme possono influenzare il ranking dei risultati di ricerca (Google Patents).
Quali brevetti sono venuti dopo?
Dopo l’Agent Rank, Google ha depositato altri brevetti che toccano autori, credibilità e fiducia. I titoli non nominano prodotti come Authorship o E-E-A-T. Ecco quattro brevetti concessi, con i dati di Google Patents del 12 ottobre 2026.
| Numero | Titolo ufficiale | Date principali | Stato secondo Google Patents |
|---|---|---|---|
| US8126882B2 | Credibility of an author of online content | priorità 12 dicembre 2007; concesso 28 febbraio 2012 | Active, scadenza aggiustata 11 febbraio 2029 |
| US10268641B1 | Search result ranking based on trust | priorità 9 maggio 2006; concesso 23 aprile 2019 | Expired - Fee Related; voce “Adjusted expiration” 30 ottobre 2026 |
| US10599770B1 | Generating author vectors | priorità 10 luglio 2015; concesso 24 marzo 2020 | Active, scadenza prevista 11 luglio 2036 |
| US9659064B1 | Obtaining authoritative search results | deposito 15 marzo 2013; concesso 23 maggio 2017 | Active, scadenza aggiustata 7 ottobre 2033 |
US8126882B2: la credibilità dell’autore
Qui l’autore è davvero al centro. Un fattore di credibilità viene calcolato sull’autore, in base a informazioni verificate. Quando una ricerca restituisce il contenuto, il fattore può contribuire alla sua posizione. L’inventore è Justin Lawyer (Google Patents).
La descrizione fa un esempio: un dentista può avere un fattore più alto per articoli sulla devitalizzazione che per articoli sulle auto sportive. Tra gli elementi elencati ci sono formazione, impiego, pubblicazioni e citazioni di altri autori. La verifica può passare da documenti inviati dall’autore o da fonti terze. Questa sintesi si basa su abstract e descrizione, non sulle rivendicazioni.
US10268641B1: la fiducia negli enti che etichettano
L’abstract parla di fiducia negli enti che hanno etichettato i documenti: i risultati vengono ordinati anche con questa fiducia. L’abstract parla di trust ranks, cioè gradi di fiducia degli enti, trasformati in fattori che correggono il punteggio dei documenti. L’inventore è Ramanathan V. Guha (Google Patents).
La rivendicazione 1 descrive un controllo in un’interfaccia che porta ad assegnare a un’entità un punteggio per argomento. Il punteggio indica quanto il motore si affida ai contenuti di quell’entità su quel tema. Sullo stato la pagina mostra due indicazioni: “Expired - Fee Related” e una voce “Adjusted expiration” del 30 ottobre 2026. Qui sono riportate entrambe come appaiono.
US10599770B1: i vettori d’autore
Questo brevetto descrive l’addestramento di una rete neurale su sequenze di parole scritte dallo stesso autore. Il risultato è un author vector, un vettore numerico che caratterizza quell’autore, per esempio il suo stile di comunicazione. La descrizione elenca usi come verificare la paternità di un testo, trovare autori simili e adattare risposte automatiche. Cita anche il ranking personalizzato di ricerche e raccomandazioni (Google Patents).
Riguarda quindi lo stile di scrittura, non la reputazione. Inventori: Brian Patrick Strope e Quoc V. Le. Sulle reti neurali del linguaggio c’è la scheda sul brevetto Transformer.
Un brevetto e una domanda che sembrano c’entrare e non c’entrano
US9659064B1 parla di siti autorevoli, non di autori. La rivendicazione 1 collega parole chiave a siti ritenuti autorevoli e lancia una seconda ricerca limitata a quel sito (Google Patents).
La domanda US20090144272A1, “Rating raters”, riguarda chi valuta. Il punteggio di qualità misura quanto le valutazioni di un utente si discostano da quelle degli altri. Secondo Google Patents è abbandonata, quindi non è un brevetto concesso (Google Patents).
Come li leggono gli SEO
Bill Slawski, tra i più attenti lettori di brevetti Google, li ha seguiti per anni (vedi il tributo a Slawski). Nel 2015 scrisse che l’Agent Rank era stato discusso come Author Rank e che il markup di Authorship alla base dell’idea era stato interrotto (Go Fish Digital).
Nel 2020, sui vettori d’autore, fu prudente: “We also aren’t quite sure how Google might use author vectors, if ever” (Search Engine Journal). Cioè: non siamo sicuri di come Google li userebbe, ammesso che lo faccia.
Un brevetto descrive un metodo che Google ha voluto proteggere. Non prova che lo usi, né con che peso.
Google Authorship: l’esperimento di tre anni che è finito
Authorship è il caso in cui Google ha collegato in modo esplicito autori e risultati di ricerca. Il 7 giugno 2011 Google annunciò il supporto a markup (rel="author") che collegava i contenuti a una pagina dell’autore. Scrisse di sperimentare l’uso di questi dati per aiutare a trovare contenuti di “great authors” e di valutare come usarli anche per classificare i risultati (blog Google Search).
Il markup funzionava così. Il sito metteva un link a un profilo Google+ dell’autore, il profilo rimandava al sito, e nei risultati poteva comparire il nome dell’autore. Nei mesi prima della chiusura Google tolse foto del profilo e numero di follower. Il 28 agosto 2014 smise di mostrare l’authorship nei risultati di ricerca (TechCrunch).
La spiegazione riportata da TechCrunch: le informazioni sull’autore erano meno utili del previsto e potevano “distract from those results”, cioè distrarre dai risultati. Nelle fonti Authorship appare come una funzione di presentazione dei risultati: nessuna dimostra un suo uso nel ranking.
Cosa dichiara Google oggi su autori e fiducia
Qui il livello è quello delle dichiarazioni ufficiali. La pagina Search Central sui contenuti utili, letta il 12 ottobre 2026, dice che “E-E-A-T itself isn’t a specific ranking factor”. Aggiunge che, tra experience, expertise, authoritativeness e trustworthiness, “trust is most important”, cioè la fiducia conta di più. Precisa anche che i dati dei valutatori non sono usati direttamente negli algoritmi di ranking (Google Search Central).
La stessa pagina incoraggia a indicare in modo accurato chi ha scritto, con firme (bylines) dove i lettori se le aspettano. Sconsiglia informazioni d’autore ingannevoli. Resta un consiglio per i lettori, non la promessa di un punteggio.
L’8 gennaio 2024, in un post su X, Danny Sullivan, di Google, è stato più netto: le firme degli autori, ha scritto, “don’t help you rank better”, cioè non aiutano a posizionarsi meglio. Ha aggiunto che chi le usa può avere altre caratteristiche che i sistemi di ranking associano a contenuti utili (Search Engine Roundtable). Se vuoi il quadro completo di E-E-A-T, leggi come funziona davvero Google.
Cosa mostra il leak del 2024 sugli autori
A marzo 2024 una documentazione interna sulle API di ricerca è finita per errore su GitHub. Contiene 2.596 moduli e 14.014 attributi. Google ne ha confermato l’autenticità a fine maggio 2024 (Wikipedia). Per il quadro generale c’è l’articolo sul leak degli algoritmi di Google.
Sugli autori, due punti della documentazione si leggono nella copia pubblicata su Hexdocs. Nel modulo PerDocData compare un attributo con l’identificativo del profilo Google dell’autore (authorObfuscatedGaiaStr). Il suo predecessore, segnato come deprecato, è descritto come l’identificativo dei profili degli autori del documento (Hexdocs). Nel modulo NlpSaftDocument c’è un campo author, descritto come “Document author(s)” (Hexdocs).
Cosa significa: nella documentazione esistono campi che registrano chi è l’autore di un documento. Cosa non significa: la documentazione non indica se e quanto questi campi pesino nel ranking. Un campo in un archivio non è un fattore di classifica, come un campo “colore” in un magazzino non decide quanto venderai.
Cosa conviene fare con autori e firme
Authorship è chiuso. L’Agent Rank è scaduto e non c’è prova pubblica che sia in uso. Google dice che le firme da sole non fanno posizionare. Quindi non ha senso inventare autori o fingere credenziali.
- Firma i contenuti dove il lettore se lo aspetta. Google lo consiglia: serve alla fiducia di chi legge.
- Metti una pagina autore vera. Chi è, cosa fa, dove ha lavorato. Solo dati veri e controllabili.
- Non inventare autori o titoli. Google invita a evitare informazioni d’autore ingannevoli.
- Investi nel contenuto e nelle citazioni. Un autore riconosciuto di solito è anche citato: è un effetto, non un interruttore.
- Misura i risultati, non il badge. Guarda se le pagine con autore in evidenza portano lettori e richieste.
Conclusione: autori sì, scorciatoie no
Un nome vero sotto un articolo aiuta chi legge a fidarsi. Non c’è prova che Google gli assegni un punteggio da spingere in alto. Dedica il tempo a competenza, fonti e pagine utili, e usa le firme come servizio al lettore.
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Domande frequenti
Che cos’è l’Agent Rank di Google?
È il titolo del brevetto US7565358B2, depositato l’8 agosto 2005 e concesso il 21 luglio 2009. Descrive un punteggio di reputazione per gli agenti, cioè persone o enti che firmano digitalmente i contenuti. Il punteggio dipende dalla reputazione di chi rimanda ai loro contenuti firmati. Secondo Google Patents, il 12 ottobre 2026 risulta scaduto per mancato pagamento delle tasse.
L’author rank esiste ancora nel ranking di Google?
Non c’è una dichiarazione di Google che confermi un punteggio d’autore. Google Authorship, che mostrava gli autori nei risultati, è stato chiuso il 28 agosto 2014. Nel gennaio 2024 Danny Sullivan ha scritto che le firme degli autori non aiutano a posizionarsi meglio. Un brevetto, da solo, non dimostra che un metodo sia in uso.
Perché Google ha chiuso Google Authorship?
Secondo quanto riportato da TechCrunch il 28 agosto 2014, Google ha ritenuto che le informazioni sull’autore fossero meno utili del previsto e potessero persino distrarre dai risultati. Nei mesi precedenti aveva già tolto dai risultati le foto del profilo Google+ e il numero di follower. La chiusura riguardò anche la visualizzazione dei nomi degli autori nei risultati.
Le firme degli autori aiutano a posizionarsi su Google?
Non direttamente, secondo Google. Danny Sullivan ha scritto l’8 gennaio 2024, in un post su X, che le firme non aiutano a posizionarsi meglio. Google però consiglia di indicare in modo accurato chi ha scritto un contenuto, dove i lettori se lo aspettano. È un servizio al lettore, non una leva di ranking.
Il leak di Google del 2024 prova che l’autore conta nel ranking?
No. La documentazione trapelata contiene campi che registrano l’autore di un documento, per esempio authorObfuscatedGaiaStr nel modulo PerDocData e author in NlpSaftDocument. Però non dice se questi campi entrino nel ranking né con quale peso. Sono attributi presenti nella documentazione, non fattori di posizionamento dimostrati.
Fonti
Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 12 ottobre 2026.
- Google Patents, “US7565358B2 - Agent rank”, concesso il 21 luglio 2009. patents.google.com/patent/US7565358B2/en
- Google Patents, “US8126882B2 - Credibility of an author of online content”, concesso il 28 febbraio 2012. patents.google.com/patent/US8126882B2/en
- Google Patents, “US10268641B1 - Search result ranking based on trust”, concesso il 23 aprile 2019. patents.google.com/patent/US10268641B1/en
- Google Patents, “US10599770B1 - Generating author vectors”, concesso il 24 marzo 2020. patents.google.com/patent/US10599770B1/en
- Google Patents, “US9659064B1 - Obtaining authoritative search results”, concesso il 23 maggio 2017. patents.google.com/patent/US9659064B1/en
- Google Patents, “US20090144272A1 - Rating raters”, pubblicata il 4 giugno 2009. patents.google.com/patent/US20090144272A1/en
- Google Search (Othar Hansson), “Authorship markup and web search”, 7 giugno 2011. search.googleblog.com/2011/06/authorship-markup-and-web-search.html
- TechCrunch (Frederic Lardinois), “Google Stops Showing Authorship In Search Results”, 28 agosto 2014. techcrunch.com/2014/08/28/google-stops-showing-authorship-in-search-results/amp/
- Google Search Central, “Creating helpful, reliable, people-first content”, aggiornata il 5 ottobre 2026. developers.google.com/search/docs/fundamentals/creating-helpful-content
- Search Engine Roundtable (Barry Schwartz), “Google: Author Bylines Don’t Help You Rank Better; Google Doesn’t Check Credentials”, 9 gennaio 2024. seroundtable.com/google-author-bylines-ranking-36684.html
- Search Engine Journal (Bill Slawski), “Author Vectors: Google Knows Who Wrote Which Articles”, 30 marzo 2020. searchenginejournal.com/author-vectors-google-knows-who-wrote-which-articles/357388/
- Go Fish Digital (Bill Slawski), “How Google May Create a Reputation Score for People Based Upon User Interactions”, 24 luglio 2015. gofishdigital.com/blog/how-google-may-create-a-reputation-score-for-people-based-upon-user-interactions/
- Wikipedia, “2024 Google Search documentation leak”. en.wikipedia.org/wiki/2024_Google_Search_documentation_leak
- Hexdocs, “GoogleApi.ContentWarehouse.V1.Model.PerDocData”, v0.4.0. google-api-content-warehouse.hexdocs.pm/0.4.0/GoogleApi.ContentWarehouse.V1.Model.PerDocData.html
- Hexdocs, “GoogleApi.ContentWarehouse.V1.Model.NlpSaftDocument”, v0.4.0. google-api-content-warehouse.hexdocs.pm/0.4.0/GoogleApi.ContentWarehouse.V1.Model.NlpSaftDocument.html
