Information gain SEO: cosa dice davvero il brevetto Google US11354342B2
Capitolo 9 di 16 della guida Brevetti Google
Cosa rivendica il brevetto US11354342B2, perché non c’è un punteggio per ogni pagina e cosa scrivere. Leggi la guida.
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L’information gain è il punteggio, descritto in un brevetto di Google, di quanta informazione nuova porta un documento rispetto a quelli già visti dall’utente.
Indice dei contenuti (11 sezioni)
- Cos’è l’information gain secondo il brevetto?
- Quanti brevetti ci sono sull’information gain?
- Cosa rivendica davvero la rivendicazione 1? (livello a: il brevetto)
- Come lo leggono gli SEO? (livello b: i commenti)
- Google dà un punteggio di information gain a ogni pagina?
- Cosa dice Google sui contenuti originali? (livello c: le dichiarazioni)
- E il brevetto sulla somiglianza tra documenti?
- Come scrivere contenuti che aggiungono qualcosa?
- Conclusione: l’information gain è una buona domanda, non un punteggio da inseguire
- Domande frequenti
- Fonti
Il brevetto da cui gli SEO hanno preso l’espressione “information gain” è stato depositato il 18 ottobre 2018 e concesso il 7 giugno 2022 (Google Patents). Il titolo ufficiale è “Contextual estimation of link information gain”. In Italia “information gain” vale circa 50 ricerche al mese (nostra analisi: volumi medi mensili di ricerca su Google, Italia, ultimi 12 mesi), ma nel mondo SEO se ne parla con più certezze di quelle che il testo permette. Qui vedi cosa rivendica davvero, perché il mito del punteggio per ogni pagina non regge e cosa dice Google sull’originalità.
Cos’è l’information gain secondo il brevetto?
Information gain significa “guadagno di informazione”. Nel brevetto è un punteggio che dice quanta informazione in più porta un documento, rispetto a quella già contenuta in altri documenti. L’abstract parla di un punteggio calcolato per documenti “di interesse per l’utente” e dice che può essere stimato con un modello di machine learning (Google Patents).
Chiedi a un amico dove mangiare a Lecce e lui ti legge tre recensioni. Se dici “dimmene di più”, non ripete le stesse cose: cerca una recensione che aggiunga qualcosa. Il punteggio serve a questa scelta.
Il titolare è Google LLC, gli inventori sono Victor Carbune e Pedro Gonnet Anders (Google Patents). “Information gain” è anche un’etichetta degli SEO: il brevetto descrive un punteggio, non una funzione del motore con quel nome.
Quanti brevetti ci sono sull’information gain?
Non uno solo, ma una famiglia. Per tutti i membri Google Patents mostra lo stesso titolo, gli stessi inventori e la stessa data di priorità, il 18 ottobre 2018.
| Numero | Depositato | Concesso | Stato secondo Google Patents (12 ottobre 2026) |
|---|---|---|---|
| US11354342B2 | 18 ottobre 2018 | 7 giugno 2022 | attivo |
| US11720613B2 | 22 aprile 2022 | 8 agosto 2023 | attivo |
| US12013887B2 | 27 giugno 2023 | 18 giugno 2024 | attivo |
| US12326889B2 | 7 maggio 2024 | 10 giugno 2025 | attivo |
Fuori dagli Stati Uniti ci sono la domanda internazionale WO2020081082A1 e la domanda europea EP3665543A1, entrambe “Ceased”, e il brevetto cinese CN112368694B, concesso il 4 aprile 2025 e “Active” (Google Patents). Lo stato è una stima di Google Patents, non una conclusione legale.
Brevetti successivi come questi possono essere continuation, cioè domande che ripartono dal testo della prima. Le pagine consultate non usano quell’etichetta (Justia). Per questo scriviamo “famiglia”.
Cosa rivendica davvero la rivendicazione 1? (livello a: il brevetto)
Le rivendicazioni (claim) definiscono cosa il brevetto protegge. L’abstract racconta l’idea, le claim ne fissano i confini.
Nella claim 1 di US11354342B2 i passaggi sono questi, in sintesi (Justia):
- Si individua un primo insieme di documenti che condividono un argomento. Un assistente automatico li ha già presentati all’utente, in risposta a un input in linguaggio naturale.
- Si individua un secondo insieme di documenti nuovi, sullo stesso argomento, non ancora presentati.
- Per ogni documento nuovo si calcola un punteggio, in base a quante informazioni nuove porta rispetto al primo insieme.
- In base ai punteggi si sceglie un documento e se ne presentano all’utente le informazioni estratte.
La claim apre con il passaggio “identifying a first set of one or more documents that share a topic”, cioè “individuare un primo insieme di uno o più documenti che condividono un argomento” (Justia). Il punto di partenza è sempre ciò che l’utente ha già ricevuto.
Nota cosa manca: un punteggio per ogni pagina del web e una regola per chi scrive. C’è un assistente che sceglie cosa mostrare dopo.
Le claim dei brevetti successivi
I tre brevetti successivi cambiano angolo, non schema.
- US11720613B2: parte da una query, distingue i documenti già consultati dall’utente da quelli non ancora consultati, ordina i secondi per punteggio e li presenta come risultati selezionabili (Justia).
- US12013887B2: mostra parte del documento più rilevante. Se l’utente chiede altro, crea un secondo insieme senza quel documento e lo ordina per informazione nuova rispetto a esso (Justia).
- US12326889B2: dopo una seconda richiesta sullo stesso argomento, un modello di machine learning dà un punteggio a due contenuti rispetto al primo e se ne mostra uno (Justia).
Il primo è il più vicino a una pagina di risultati, ma il confronto resta con ciò che l’utente ha già consultato, non con le pagine in classifica.
Il brevetto dice che il punteggio può servire al ranking?
Sì, come possibilità. La descrizione di US11354342B2 scrive che i risultati “may be ranked at least in part” in base ai punteggi (Google Patents). Aggiunge che alcuni documenti possono essere “excluded (or significantly demoted)”, cioè esclusi o molto penalizzati.
Leggi il verbo: “may”, cioè “può”. Descrive cosa il sistema potrebbe fare, non prova che lo faccia. Nei passaggi letti non compaiono pesi o formule rispetto agli altri fattori di ranking (nostra analisi).
Come lo leggono gli SEO? (livello b: i commenti)
Bill Slawski ne scrisse il 15 giugno 2020, nel post “Ranking Search Results based on Information Gain Scores” (Go Fish Digital). Per Slawski le pagine con punteggio più alto “may be ranked higher”, cioè potrebbero posizionarsi meglio. Su di lui vedi il tributo a Bill Slawski.
Il 15 agosto 2024 Roger Montti, su Search Engine Journal, rilegge il brevetto. Per lui riguarda l’ordine delle pagine che un utente vorrà vedere dopo la prima risposta (Search Engine Journal). Scrive che “the patent is not about ranking web pages that are comprehensive about a topic” (Search Engine Journal). Aggiunge che il brevetto non dice se valga per i featured snippet, i riquadri con la risposta in cima ai risultati.
Nel 2026 due guide riprendono il tema. Per Ahrefs (20 agosto 2026) “whether Google runs a literal information gain score is still unconfirmed”, cioè non è confermato che Google usi un punteggio letterale (Ahrefs). Search Influence, il 3 luglio 2026, avverte che “a patent is not a confirmation of a live ranking factor” (Search Influence).
Le stesse guide definiscono l’information gain come il valore che una pagina aggiunge rispetto a quelle già in classifica. È una glossa SEO utile, ma nel brevetto il confronto è con ciò che l’utente ha già visto (nostra analisi).
Google dà un punteggio di information gain a ogni pagina?
Il mito dice di sì. Il testo del brevetto non lo sostiene, per tre ragioni.
- Il punteggio dipende dall’utente. Lo stesso documento vale molto per chi non ha letto nulla e poco per chi ha già visto tre pagine uguali. Per questo il titolo dice “contextual”: non c’è un numero fisso per pagina.
- Il confronto è con ciò che è già stato mostrato. Nelle claim non si confronta mai con il web intero, e la claim 1 parla di un assistente automatico.
- Un brevetto non è un fattore in uso. Google Patents segna lo stato legale, non l’impiego nel prodotto. Ahrefs e Search Influence dicono lo stesso.
Nelle ricerche del 12 ottobre 2026 non abbiamo trovato dichiarazioni di Google sull’information gain. È un’assenza di prova, non una prova di assenza.
Vale lo stesso per “scrivi più informazioni e salirai”: Montti scrive che nel brevetto nulla lo suggerisce per i risultati organici (Search Engine Journal). Ahrefs cita la guida di Google sui contenuti utili solo come motivo dei sospetti degli SEO, non come prova (Ahrefs).
Resta un indizio di direzione. Un motore che risponde a domande in sequenza, come AI Mode, deve evitare di ripetersi. La scheda sul brevetto AI Overview lo cita come idea vicina a un riassunto che sa cosa hai già letto. È una lettura, non una prova di funzionamento.
Cosa dice Google sui contenuti originali? (livello c: le dichiarazioni)
La guida di Google ai contenuti utili, aggiornata il 5 ottobre 2026, non nomina né brevetti né l’information gain, ma tocca lo stesso terreno (Google Search Central). Tra le sue domande per chi scrive:
- Il contenuto offre “original information, reporting, research, or analysis”, cioè informazioni, cronaca, ricerca o analisi originali?
- Offre un valore sostanziale “when compared to other pages in search results”, cioè rispetto alle altre pagine nei risultati?
- Offre un’analisi o informazioni che vanno oltre l’ovvio, “beyond the obvious”?
La stessa pagina descrive l’originalità come informazioni o prospettive uniche, non già disponibili su altri siti (Google Search Central).
Il 5 marzo 2024 Google annunciò un aggiornamento che avrebbe ridotto del 40% i contenuti scadenti e non originali. Nella nota del 26 aprile 2024 scrive che il lancio è finito il 19 aprile, con “45% less low-quality, unoriginal content”, cioè il 45% in meno (Google).
Attenzione al salto logico. Questi testi non dicono che Google calcoli un punteggio di information gain. Dicono che originalità e valore rispetto ad altre pagine sono criteri dichiarati. La somiglianza con il brevetto è di concetto. Per il quadro generale vedi come funziona davvero Google.
E il brevetto sulla somiglianza tra documenti?
Lo citiamo solo come brevetto correlato. US11694034B2, “Systems and methods for machine-learned prediction of semantic similarity between documents”, è stato concesso il 4 luglio 2023 ed è attivo secondo Google Patents (Google Patents). Divide due documenti in blocchi, li codifica con un modello di machine learning e calcola quanto si somigliano.
Misura la somiglianza, non l’information gain, e nel testo visibile l’espressione non compare (nostra analisi). Sui modelli di questo tipo vedi la scheda sul brevetto Transformer.
Come scrivere contenuti che aggiungono qualcosa?
La domanda utile non è “come ottengo l’information gain?”. È “cosa dice la mia pagina che le altre non dicono?”. Ha senso con o senza brevetto. Alcune indicazioni, senza promesse di risultato:
- Leggi prima le altre pagine. Apri i primi risultati e sottolinea cosa dicono tutti. Ripeterlo non ti distingue.
- Cerca il pezzo che manca. Può essere un dato tuo, un esempio reale, una prova fatta in prima persona, un caso in cui la regola comune non funziona.
- Non scambiare lunghezza e valore. Cento righe che riscrivono i concorrenti non aggiungono nulla. Una tabella con numeri tuoi, sì.
- Anticipa la domanda successiva. Nel brevetto l’utente chiede “dimmi di più”. Rispondi alla prossima domanda di chi ti legge in una sezione dedicata. Su come Google scompone una domanda vedi query fan-out.
- Distingui i fatti dalle opinioni. Cita le fonti e dichiara cosa è tuo. Sui contenuti scarsi vedi Google Panda.
- Misura con prudenza. Non c’è un punteggio da controllare. Guarda indicizzazione, clic e se chi legge prosegue: nessun segnale garantisce una posizione.
Per i motori di risposta è solo un’ipotesi: tra molte pagine uguali, quella che ripete le altre ha meno motivi per essere scelta. Ne parliamo nella guida alla Generative Engine Optimization.
Conclusione: l’information gain è una buona domanda, non un punteggio da inseguire
Il brevetto descrive un modo per non ripetere ciò che l’utente ha già visto. Non dimostra che Google dia un voto a ogni pagina. La guida di Google sui contenuti utili ti chiede già qualcosa di simile, in parole più semplici: originalità e valore rispetto alle altre pagine. Per i tuoi testi, parti da lì e aggiungi ciò che gli altri non hanno.
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Domande frequenti
Cos’è l’information gain in SEO?
Nel brevetto di Google è un punteggio che dice quanta informazione nuova porta un documento rispetto ad altri già presentati all’utente. Tra gli SEO il termine indica più in generale il valore che una pagina aggiunge rispetto a quelle già in classifica. È una lettura utile per scrivere, ma non coincide con il testo del brevetto.
Google usa l’information gain per il ranking?
Non lo sappiamo. Un brevetto descrive un metodo, non prova che sia in uso. La descrizione di US11354342B2 dice che i risultati possono essere ordinati in base ai punteggi, ma usa il verbo “può”. Nelle nostre ricerche del 12 ottobre 2026 non abbiamo trovato dichiarazioni di Google sull’information gain.
Il brevetto assegna un punteggio a ogni pagina del web?
No, non in questi termini. La rivendicazione 1 calcola il punteggio per documenti nuovi, sullo stesso argomento, rispetto a documenti che un assistente automatico ha già presentato all’utente. Lo stesso documento può quindi avere un punteggio alto per un utente e basso per un altro. Non emerge un valore fisso per pagina.
Quali sono i brevetti della famiglia sull’information gain?
Secondo Google Patents i brevetti USA sono quattro, tutti con priorità 18 ottobre 2018: US11354342B2 (concesso il 7 giugno 2022), US11720613B2 (8 agosto 2023), US12013887B2 (18 giugno 2024) e US12326889B2 (10 giugno 2025). Fuori dagli USA ci sono le domande WO2020081082A1 ed EP3665543A1, indicate come “Ceased”, e il brevetto cinese CN112368694B, “Active”. Lo stato è una stima, non una conclusione legale.
Come posso scrivere contenuti con più information gain?
Parti da una domanda: cosa dice la mia pagina che le altre non dicono? Leggi i primi risultati, individua ciò che ripetono tutti e aggiungi un dato tuo, un esempio reale, una prova o un caso limite. Poi rispondi alla domanda successiva del lettore. È coerente con la guida di Google sui contenuti utili, ma non garantisce posizioni.
Fonti
Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 12 ottobre 2026.
- Google Patents (Victor Carbune, Pedro Gonnet Anders), “Contextual estimation of link information gain”, US11354342B2, concesso il 7 giugno 2022. patents.google.com/patent/US11354342B2/en
- Google Patents (Victor Carbune, Pedro Gonnet Anders), “Contextual estimation of link information gain”, US11720613B2, concesso l’8 agosto 2023. patents.google.com/patent/US11720613B2/en
- Google Patents (Victor Carbune, Pedro Gonnet Anders), “Contextual estimation of link information gain”, US12013887B2, concesso il 18 giugno 2024. patents.google.com/patent/US12013887B2/en
- Google Patents (Victor Carbune, Pedro Gonnet Anders), “Contextual estimation of link information gain”, US12326889B2, concesso il 10 giugno 2025. patents.google.com/patent/US12326889B2/en
- Google Patents, “Contextual estimation of link information gain”, WO2020081082A1, pubblicata il 23 aprile 2020. patents.google.com/patent/WO2020081082A1/en
- Google Patents, “Contextual estimation of link information gain”, EP3665543A1, pubblicata il 17 giugno 2020. patents.google.com/patent/EP3665543A1/en
- Google Patents, “Contextual Estimation of Link Information Gain”, CN112368694B, concesso il 4 aprile 2025. patents.google.com/patent/CN112368694B/en
- Justia Patents, “Contextual estimation of link information gain”, US11354342B2 (testo delle rivendicazioni). patents.justia.com/patent/11354342
- Justia Patents, US11720613B2 (rivendicazioni). patents.justia.com/patent/11720613
- Justia Patents, US12013887B2 (rivendicazioni). patents.justia.com/patent/12013887
- Justia Patents, US12326889B2 (rivendicazioni). patents.justia.com/patent/12326889
- Google Patents, “Systems and methods for machine-learned prediction of semantic similarity between documents”, US11694034B2, concesso il 4 luglio 2023. patents.google.com/patent/US11694034B2/en
- Google Search Central, “Creating helpful, reliable, people-first content”, aggiornata il 5 ottobre 2026. developers.google.com/search/docs/fundamentals/creating-helpful-content
- Google (Elizabeth Tucker), “New ways we’re tackling spammy, low-quality content on Search”, 5 marzo 2024 (aggiornata il 26 aprile 2024). blog.google/products-and-platforms/products/search/google-search-update-march-2024/
- Go Fish Digital (Bill Slawski), “Ranking Search Results based on Information Gain Scores”, 15 giugno 2020. gofishdigital.com/blog/information-gain/
- Search Engine Journal (Roger Montti), “Google’s Information Gain Patent”, 15 agosto 2024. searchenginejournal.com/googles-information-gain-patent-for-ranking-web-pages/524464/
- Ahrefs (Louise Linehan), “What Is Information Gain in SEO? (and How To Add It to Your Content)”, 20 agosto 2026. ahrefs.com/blog/information-gain/
- Search Influence (Will Scott), “What Is Information Gain in SEO?”, 3 luglio 2026. searchinfluence.com/blog/what-is-information-gain-in-seo/
