Brevetto PageRank: cosa dice il documento di Stanford, di chi è e perché è scaduto
Capitolo 2 di 6 della guida Brevetti Google
Cosa rivendica, il navigatore casuale, la licenza Stanford-Google e quando è scaduto. Leggi i dati ufficiali.
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Pubblicato il 12 min di lettura
Il brevetto del PageRank è US6285999B1, “Method for node ranking in a linked database”: depositato dalla Stanford nel 1998 e concesso nel 2001, dà a ogni pagina un punteggio basato sui link che riceve.
Indice dei contenuti (11 sezioni)
- La scheda del brevetto US6285999B1
- Cosa descrive il brevetto, in parole semplici
- Come funziona secondo il brevetto: rivendicazioni e navigatore casuale
- Di chi è il brevetto: la Stanford e la licenza a Google
- Il brevetto del PageRank è scaduto? Quando e cosa vuol dire
- Google usa ancora il PageRank? Fatti e interpretazioni
- La famiglia del brevetto e i brevetti collegati
- Cosa cambia per il tuo sito
- Conclusione
- Domande frequenti
- Fonti
Per spiegare il PageRank, Google rimanda a un brevetto che non ha depositato lei (Google Search Central). È US6285999B1, intestato in origine alla Stanford University (Google Patents). Qui trovi i dati ufficiali, cosa rivendica, di chi è e perché è scaduto. Formula e calcolo sono nella nostra guida al PageRank.
La scheda del brevetto US6285999B1
| Voce | Dato |
|---|---|
| Titolo ufficiale | Method for node ranking in a linked database (metodo per classificare i nodi di un database collegato) |
| Numero | US6285999B1 |
| Titolare originale | Leland Stanford Junior University |
| Titolari attuali | Google LLC e Leland Stanford Junior University |
| Inventore | Lawrence Page |
| Data di priorità | 10 gennaio 1997 (domanda provvisoria) |
| Deposito | 9 gennaio 1998 |
| Concessione | 4 settembre 2001 |
| Rivendicazioni | 29, di cui 6 indipendenti |
| Stato secondo Google Patents | Expired - Lifetime (scaduto per fine durata), verificato il 9 ottobre 2026 |
| Scadenza indicata | 9 gennaio 2018 (prevista) |
| Fonte dei dati | Google Patents, pagina ufficiale |
La domanda provvisoria si intitolava “Improved Text Searching in Hypertext Systems”: l’ha ritrovata e raccontata Bill Slawski (SEO by the Sea).
Cosa descrive il brevetto, in parole semplici
Il brevetto parte da un problema: le ricerche restituivano centinaia di documenti inutili. La proposta è misurare l’importanza di una pagina dai link che riceve, non solo dal suo testo (Google Patents).
Cerchi un idraulico in una città nuova. Il consiglio di un amministratore di condominio stimato vale più di dieci consigli di sconosciuti. E vale di più se ne consiglia uno solo, non venti. Il brevetto applica questa logica ai link: conta chi ti linka e quanti altri link mette accanto al tuo.
Così, nota la descrizione, una pagina con un solo link autorevole può superarne una con molti link deboli.
Come funziona secondo il brevetto: rivendicazioni e navigatore casuale
La prima rivendicazione, passo per passo
Le rivendicazioni (claim) definiscono cosa è protetto. La prima descrive un metodo in tre passi (Google Patents):
- prendi un insieme di documenti che contengono link, li ricevono o fanno entrambe le cose;
- dai a ogni documento linkato un punteggio basato sui punteggi dei documenti che lo linkano;
- usa quei punteggi per trattare i documenti, per esempio ordinarli.
La rivendicazione 28 precisa che il punteggio è “substantially independent of user-query content”: in sostanza, non dipende dalla ricerca.
Il navigatore casuale nella descrizione
Il testo spiega il calcolo con un navigatore casuale (random surfer). Segue link a caso e ogni tanto salta su una pagina qualsiasi. L’importanza di una pagina è la probabilità di trovarlo lì dopo moltissimi clic. Il calcolo, scrive il brevetto, fa circolare la probabilità come l’energia in un circuito e la accumula nei punti importanti.
Il salto casuale ha una probabilità “typically around 15%” (altrove circa 0,1). È il complemento dello 0,85 della nostra guida al PageRank. Su milioni di pagine servono circa 100 iterazioni (Google Patents).
Le idee del 1998 che sembrano di oggi
La descrizione propone già varianti oggi familiari a chi fa SEO (Google Patents):
- pesare meno i link dallo stesso dominio o server, premiare quelli da istituzioni e autori diversi;
- dare più peso ai link visibili, in alto o in caratteri grandi;
- far saltare il navigatore solo verso poche pagine importanti, per frenare lo spam;
- usare l’anchor text, il testo cliccabile del link, per capire l’argomento della pagina.
Stimare il valore dei link, scrive, serve anche per “business arrangements with the backlinkers”: accordi d’affari con chi linka.
Di chi è il brevetto: la Stanford e la licenza a Google
Lawrence Page, unico inventore, ha ceduto i diritti alla Stanford con un atto dell’8 maggio 1998 (Google Patents).
La Stanford racconta di aver offerto prima la licenza alle aziende esistenti. “The rejection was universal”: il rifiuto fu generale (Stanford OTL). La licenza esclusiva andò alla startup dei due studenti: Google.
Alcuni termini sono nel prospetto di quotazione in Borsa di Google, depositato il 19 agosto 2004 (SEC). La Stanford possiede il brevetto, Google ne ha una licenza perpetua. Nell’ottobre 2003 l’esclusiva è stata estesa fino al 2011, poi la licenza diventa non esclusiva.
In cambio la Stanford ricevette 1,8 milioni di azioni Google. Dalla vendita incassò 336 milioni di dollari (AP sul Los Angeles Times, dicembre 2005). Per la Stanford il PageRank è tra le prime cinque invenzioni per ricavi in 50 anni (Stanford OTL).
Nel nostro catalogo dei brevetti Google è uno dei soli 2 documenti con titolare originale diverso da Google (nostra analisi su 109 brevetti e domande di brevetto di Google legati alla ricerca; stato indicato da Google Patents all’8 ottobre 2026).
Il brevetto del PageRank è scaduto? Quando e cosa vuol dire
Sì. Secondo Google Patents, verificato il 9 ottobre 2026, lo stato è Expired - Lifetime: fine della durata (Google Patents; PATOffice). La scadenza prevista è il 9 gennaio 2018.
Negli Stati Uniti un brevetto in genere dura 20 anni dal deposito, se si pagano le tasse di mantenimento (USPTO). Il deposito è del 9 gennaio 1998: vent’anni esatti.
Google Patents avverte che lo stato è un’ipotesi, non una conclusione legale. Lo USPTO non calcola le scadenze: sono stime.
In pratica, quando un brevetto scade la tecnologia non è più protetta (PATOffice). Ma scaduto non vuol dire che Google abbia smesso di usare i link. E il brevetto dice poco del ranking di oggi. Già nel 2004 Google scriveva che gran parte della sua tecnologia di ranking era “protected as trade-secret”: segreto industriale (SEC).
Google usa ancora il PageRank? Fatti e interpretazioni
Cosa dichiara Google
Nella Guida ai sistemi di ranking, aggiornata il 18 dicembre 2025, Google rimanda a questo brevetto. E scrive che il PageRank “continua ancora a far parte dei nostri sistemi di ranking principali” (Google Search Central).
Cosa emerge dal processo antitrust
Il 2 settembre 2025 il giudice Amit P. Mehta ha emesso la sentenza sui rimedi nella causa Stati Uniti contro Google. Il PageRank vi è definito “a key quality signal”, un segnale chiave di qualità (FindLaw). Una prova citata lo lega alla “distance from a known good source”: la distanza da una fonte affidabile nota.
Come lo leggono gli SEO
Nel 2019 Slawski ha riportato la frase di un ex ingegnere di Google, Jonathan Tang. Secondo Tang, nel 2006 la versione di Stanford fu sostituita da un algoritmo più veloce, dai risultati simili (SEO by the Sea). È una testimonianza, non una conferma di Google.
La nostra lettura: la “distanza da una fonte affidabile” ricorda il brevetto di Google sulle pagine seme. Ma un brevetto non prova che il metodo sia in uso, come spieghiamo nell’articolo sui brevetti Google.
La famiglia del brevetto e i brevetti collegati
Dallo stesso deposito sono nati altri brevetti della Stanford, tutti inventati da Lawrence Page. Con l’originale sono 10, tutti scaduti o decaduti (Google Patents):
| Numeri | Titolo | Stato secondo Google Patents (9 ottobre 2026) |
|---|---|---|
| US6285999B1, US7058628B1 | Method for node ranking in a linked database | Expired - Lifetime |
| US6799176B1 | Method for scoring documents in a linked database | Expired - Lifetime |
| US8126884B1, US8195651B1, US8521730B1, US8725726B1 | Scoring documents in a linked database | Expired - Fee Related |
| US8131715B1, US8131717B1 | Scoring documents in a database | Expired - Fee Related |
| US7908277B1 | Annotating links in a document based on the ranks of documents pointed to by the links | Expired - Fee Related |
Expired - Fee Related indica un brevetto decaduto per tasse non pagate (PATOffice). L’ultima scadenza del gruppo è quella di US7058628B1: 23 settembre 2019 (Google Patents).
I brevetti collegati: pagine seme e reasonable surfer
US9953049B1 di Google, concesso nel 2018, classifica le pagine per distanza da pagine seme scelte a mano. Gli SEO lo chiamano “PageRank aggiornato”: è un’etichetta, perché titolo e abstract parlano solo di distanze. La descrizione però parte dal PageRank, debole contro le link farm: reti di pagine che si scambiano link. Come semi cita Google Directory e il New York Times.
Google Patents, verificato il 9 ottobre 2026, ne indica la scadenza al 12 ottobre 2026. Il brevetto da cui deriva, US9165040B1, risulta attivo: scadenza indicata al 7 luglio 2027 (Google Patents). Slawski lo presentò come un aggiornamento del PageRank (SEO by the Sea).
US7716225B1 di Google, concesso nel 2010, descrive il reasonable surfer. È un navigatore “ragionevole”, che non clicca tutti i link allo stesso modo. Cita esplicitamente US6285999 e dà un peso a ogni link: termini di servizio e banner valgono poco. Secondo Google Patents, alla stessa data, è scaduto: scadenza indicata il 16 marzo 2025.
Cosa cambia per il tuo sito
Quattro indicazioni che discendono dal brevetto:
- Conta chi ti linka, non solo quanti. Un link da una pagina autorevole può valere più di molti link da pagine ignorate. È il principio del nostro link building.
- Cerca link da autori e siti diversi. Già nel 1998 il brevetto proponeva di pesare meno i link dallo stesso dominio o server.
- Metti i link importanti dove si vedono. Nel testo, in alto, con un anchor chiaro. Per i link interni c’è la checklist della guida al PageRank.
- Avvicinati alle fonti di riferimento. Nostra lettura: se conta la distanza da fonti affidabili, cerca citazioni da testate e associazioni del tuo settore. Pesano più di tanti link anonimi.
Conclusione
Il brevetto del PageRank è scaduto, ma resta il documento da cui parte Google. Spiega perché i link contano ancora, e quali. Non serve a copiare una formula: quella di oggi non è pubblica. Punta su citazioni vere e link interni chiari; il quadro completo è in come funziona davvero Google.
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Domande frequenti
Il brevetto del PageRank è scaduto?
Sì. Secondo Google Patents, verificato il 9 ottobre 2026, il brevetto US6285999B1 è Expired - Lifetime, cioè scaduto per fine della durata, con scadenza prevista il 9 gennaio 2018: vent'anni dal deposito del 9 gennaio 1998. Anche gli altri brevetti della famiglia Stanford risultano scaduti o decaduti; l'ultima scadenza indicata è il 23 settembre 2019. Google Patents precisa che lo stato è un'ipotesi, non una conclusione legale.
Di chi è il brevetto del PageRank?
Il titolare originale è la Leland Stanford Junior University: l'inventore Lawrence Page le ha ceduto i diritti nel 1998. Google ne aveva una licenza perpetua, esclusiva fino al 2011 e poi non esclusiva, secondo il prospetto dell'IPO del 2004. In cambio la Stanford ricevette 1,8 milioni di azioni Google, vendute per 336 milioni di dollari. Oggi Google Patents indica come titolari attuali Google LLC e la Stanford.
Google usa ancora il PageRank?
Secondo Google sì. La Guida ai sistemi di ranking, aggiornata il 18 dicembre 2025, dice che il PageRank si è evoluto molto ma continua a far parte dei sistemi di ranking principali. Nella sentenza antitrust del 2 settembre 2025 il giudice Mehta lo definisce un segnale chiave di qualità. Il calcolo usato oggi però non è pubblico e non coincide per forza con quello descritto nel brevetto.
Cosa rivendica esattamente il brevetto del PageRank?
Il brevetto ha 29 rivendicazioni. La prima protegge un metodo in tre passi: prendere un insieme di documenti collegati da link, dare a ogni documento linkato un punteggio basato sui punteggi dei documenti che lo linkano, usare quei punteggi per trattarli, per esempio ordinarli. Altre rivendicazioni aggiungono il percorso casuale tra i link, i pesi legati alla visibilità dei link e l'uso dell'anchor text.
Chi ha inventato il PageRank e quando è stato brevettato?
Il brevetto indica un solo inventore: Lawrence Page, cioè Larry Page. Sergey Brin compare tra le persone ringraziate nella descrizione, mentre la Stanford presenta entrambi come studenti inventori dell'algoritmo. La domanda provvisoria è del 10 gennaio 1997, il deposito del 9 gennaio 1998, la concessione del 4 settembre 2001. Online circolano anche date sbagliate, come settembre 1998: fa fede la pagina ufficiale su Google Patents.
Fonti
Tutte le pagine sono state aperte e verificate il 9 ottobre 2026.
- Google Patents (Stanford University), “Method for node ranking in a linked database”, US6285999B1, 4 settembre 2001. patents.google.com/patent/US6285999B1/en
- Google Patents (Stanford University), “Method for node ranking in a linked database”, US7058628B1, 6 giugno 2006. patents.google.com/patent/US7058628B1/en
- Google Patents (Google LLC), “Producing a ranking for pages using distances in a web-link graph”, US9953049B1, 24 aprile 2018. patents.google.com/patent/US9953049B1/en
- Google Patents (Google LLC), “Producing a ranking for pages using distances in a web-link graph”, US9165040B1, 20 ottobre 2015. patents.google.com/patent/US9165040B1/en
- Google Patents (Google LLC), “Ranking documents based on user behavior and/or feature data”, US7716225B1, 11 maggio 2010. patents.google.com/patent/US7716225B1/en
- Google Search Central, “Guida ai sistemi di ranking della Ricerca Google”, aggiornata il 18 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ranking-systems-guide?hl=it
- Google Inc., prospetto finale dell’IPO (modulo 424B4), 19 agosto 2004. sec.gov/Archives/edgar/data/1288776/000119312504143377/d424b4.htm
- Stanford University (Office of Technology Licensing), “A half century of pioneering innovation”, 2020. otl.stanford.edu/sites/g/files/sbiybj16766/files/media/file/stanford_otl_50th_anniversary_annual_report_fy2020.pdf
- Los Angeles Times (Associated Press), “Stanford Reaps Windfall From Google Stock Sale”, 2 dicembre 2005. latimes.com/archives/la-xpm-2005-dec-02-fi-calbriefs2.3-story.html
- FindLaw (giudice Amit P. Mehta), “United States v. Google LLC”, sentenza sui rimedi, 2 settembre 2025. caselaw.findlaw.com/court/us-dis-crt-dis-col/117668348.html
- USPTO, “Maintain your patent”. uspto.gov/patents/maintain
- PATOffice, “Patent status monitoring - What are the possible statuses and how to check them”. patoffice.de/en/blog/patent-status-monitoring-what-are-the-possible-statuses
- SEO by the Sea (Bill Slawski), “10 Most Important SEO Patents: Part 1 – The Original PageRank Patent Application”, 9 dicembre 2011. seobythesea.com/2011/12/10-most-important-seo-patents-part-1-the-original-pagerank-patent-application/
- SEO by the Sea (Bill Slawski), “PageRank Update”, 24 aprile 2018, aggiornato nel 2019. seobythesea.com/2018/04/pagerank-updated/

