Google PageRank: cos'è, come si calcola e quanto conta oggi
Capitolo 2 di 9 della guida Come funziona Google
La formula con un esempio su tre pagine, il codice per calcolarlo, cosa è cambiato dal 1998 e quanto pesano i link oggi. Leggi la guida.
Fondatore di SEO SRL
Pubblicato il Aggiornato il 12 min di lettura

Il PageRank è l'algoritmo di Google, ideato da Larry Page e Sergey Brin nel 1998, che assegna a ogni pagina web un punteggio di importanza in base alla quantità e alla qualità dei link che riceve.
Indice dei contenuti (11 sezioni)
Il PageRank è l'algoritmo con cui Google stima l'importanza di una pagina in base ai link che riceve: conta quanti sono e da quali pagine arrivano, perché un link da una pagina importante vale più di uno da una pagina che nessuno linka. L'hanno descritto Larry Page e Sergey Brin nel 1998 e Google lo usa ancora come uno dei suoi sistemi di ranking principali.
Il punteggio pubblico da 0 a 10 non esiste più dal 2016, ma il principio lavora ancora. Qui trovi la formula con un esempio numerico calcolato passo per passo, il codice per rifarlo, cosa è cambiato dal 1998 e cosa vuol dire oggi, anche per le risposte di AI Overview e AI Mode.
PageRank in breve
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Cos'è | Un punteggio di importanza calcolato dai link tra le pagine |
| Chi l'ha inventato | Larry Page e Sergey Brin, all'Università di Stanford; il nome richiama il cognome di Page |
| Quando | Descritto nel 1998 nell'articolo «The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine» |
| Cosa misura | L'importanza della pagina, non la pertinenza rispetto alla ricerca |
| Punteggio pubblico | Eliminato: Google ha confermato la rimozione dalla toolbar nel marzo 2016 |
| Stato oggi | Uno dei sistemi di ranking principali di Google, molto evoluto rispetto all'originale |
Da dove nasce: il navigatore casuale

Alla fine degli anni Novanta i motori di ricerca ordinavano i risultati soprattutto guardando il testo delle pagine, ed era facile ingannarli ripetendo parole. Page e Brin aggiunsero un'idea presa dalle citazioni accademiche: una pagina linkata da molte pagine importanti è probabilmente importante.
Per spiegarlo usavano il modello del navigatore casuale: una persona che apre una pagina a caso e continua a cliccare link a caso, finché si annoia e ricomincia da un'altra pagina qualsiasi. Il PageRank di una pagina è la probabilità che quella persona ci si trovi in un dato momento. Più strade portano a una pagina, e più quelle strade partono da pagine frequentate, più alto è il valore.
Il PageRank non sa niente della tua ricerca: guarda solo il grafo dei link. Per questo Google lo combina con i sistemi che valutano la pertinenza, la qualità e molto altro.
La formula
Nella versione pubblicata da Brin e Page nel 1998 la formula è:
PR(A) = (1 - d) + d × ( PR(T1)/C(T1) + … + PR(Tn)/C(Tn) )
- PR(A): il PageRank della pagina A.
- T1 … Tn: le pagine che hanno un link verso A.
- C(T): il numero di link in uscita dalla pagina T.
- d: il fattore di smorzamento, tra 0 e 1, che gli autori di solito fissavano a 0,85. È la probabilità che il navigatore continui a cliccare invece di ricominciare da capo.
Tradotto: ogni pagina divide il proprio PageRank in parti uguali tra i link che contiene e lo passa alle pagine linkate, con una piccola perdita dovuta a d. È quello che nel gergo SEO si chiama link juice. Una pagina con un solo link passa tutto il valore trasmissibile a quella destinazione; una pagina con 100 link ne passa un centesimo a ciascuna.
Un esempio con tre pagine
La formula si capisce davvero solo facendo i conti. Prendiamo un sito di tre pagine con questi link:
| Pagina | Link in uscita verso | Link in entrata da |
|---|---|---|
| A | B, C | C |
| B | C | A |
| C | A | A, B |
Con d = 0,85 le tre equazioni sono:
PR(A) = 0,15 + 0,85 × PR(C) / 1
PR(B) = 0,15 + 0,85 × PR(A) / 2
PR(C) = 0,15 + 0,85 × ( PR(A) / 2 + PR(B) / 1 )
Ogni valore dipende dagli altri, quindi si parte da un valore uguale per tutti (1) e si ripete il calcolo finché i numeri smettono di cambiare. Ecco i primi passaggi e il risultato finale:
| Iterazione | PR(A) | PR(B) | PR(C) |
|---|---|---|---|
| Partenza | 1,000 | 1,000 | 1,000 |
| 1 | 1,000 | 0,575 | 1,425 |
| 2 | 1,361 | 0,575 | 1,064 |
| 3 | 1,054 | 0,729 | 1,217 |
| 10 | 1,167 | 0,643 | 1,190 |
| Valore stabile | 1,163 | 0,644 | 1,192 |
Cosa ci dice:
- C vince perché riceve due link, da A e da B.
- A è quasi alla pari con C pur ricevendo un solo link: quel link arriva dalla pagina più forte, che non linka nient'altro e le passa tutto il suo valore.
- B è ultima: riceve un solo link, da A, che però divide il suo valore tra due destinazioni.
La lezione per un sito vero: conta da dove arriva il link e quanti altri link ci sono sulla stessa pagina, non solo il numero di link. È un modello semplificato, quello del 1998: il calcolo che Google usa oggi non è pubblico.
Calcolarlo con poche righe di codice
Se vuoi provarlo sul tuo sito, puoi rifare lo stesso calcolo con Python. Basta l'elenco dei link interni, che si esporta da qualsiasi crawler come Screaming Frog:
links = {"A": ["B", "C"], "B": ["C"], "C": ["A"]}
d = 0.85
pr = {p: 1.0 for p in links}
for _ in range(50):
pr = {
p: (1 - d) + d * sum(pr[q] / len(links[q]) for q in links if p in links[q])
for p in links
}
print({p: round(v, 3) for p, v in pr.items()})
# {'A': 1.163, 'B': 0.644, 'C': 1.192}
Su un sito reale il risultato non è il PageRank di Google, perché mancano i link esterni e tutte le correzioni che Google applica. Ma è un ottimo modo per scoprire pagine importanti che ricevono pochissimi link interni, o pagine inutili che ne ricevono troppi.
Come è cambiato dal 1998 a oggi
| Anno | Cosa è successo |
|---|---|
| 1998 | Brin e Page pubblicano la formula a Stanford |
| 2005 | Google introduce rel="nofollow" contro lo spam nei commenti: quei link non danno credito nel ranking |
| 2009 | Matt Cutts spiega che mettere nofollow su alcuni link non concentra più il valore sugli altri: il PageRank sculpting smette di funzionare (il cambiamento risaliva a circa un anno prima) |
| 2010 | Google ottiene il brevetto del «reasonable surfer»: non tutti i link di una pagina hanno la stessa probabilità di essere cliccati |
| 2016 | Google conferma di aver eliminato il PageRank pubblico dalla toolbar |
| 2019 | Nofollow, sponsored e ugc diventano suggerimenti e non più ordini |
Il brevetto del reasonable surfer merita due righe. Depositato nel 2004 e concesso nel 2010, descrive un modello in cui il peso di un link dipende da quanto è probabile che venga cliccato: posizione nella pagina, dimensione del testo, attinenza tra le due pagine, tipo di link. Un link nel corpo del testo, in alto, varrebbe più di uno nel footer o in un banner. Attenzione però: un brevetto dimostra un'idea, non che Google la usi oggi così com'è scritta.
E il brevetto originale? È US6285999B1, intestato in origine alla Stanford University e concesso nel 2001; Google ne aveva la licenza esclusiva fino al 2011. Secondo Google Patents (verifica del 9 ottobre 2026) è scaduto per fine durata: la scadenza prevista era il 9 gennaio 2018, vent’anni dopo il deposito. Vuol dire che il metodo non è più protetto, non che Google l’abbia abbandonato: il PageRank resta tra i suoi sistemi di ranking principali. Date, rivendicazioni e famiglia sono nella scheda del brevetto del PageRank; per gli altri brevetti che contano per la SEO c’è la guida ai brevetti Google.
Il PageRank oggi
Tre fatti verificati, che rispondono alla domanda «conta ancora?».
- Google lo usa ancora. La Guida ai sistemi di ranking, aggiornata a dicembre 2025, scrive che i sistemi di analisi dei link capiscono di cosa parlano le pagine e quali sono più utili, e che il PageRank è uno dei sistemi di ranking principali, usato sin dal lancio di Google e molto evoluto da allora.
- Non è più il re dei fattori. A settembre 2023 Gary Illyes di Google ha detto che i link non sono tra i primi tre fattori di ranking «da un po' di tempo» e che si può posizionare una pagina anche senza link. Importanti sì, ma meno di quanto si pensi.
- Pesa anche sulle risposte AI, in modo indiretto. Secondo Google, AI Overview e AI Mode si basano sui sistemi di ranking e di qualità della Ricerca per scegliere le pagine da cui attingere. È ragionevole dedurre che, se i link aiutano una pagina a posizionarsi, la aiutino anche a essere recuperata come fonte; ma resta una deduzione. Google non dice quanto pesi il PageRank in quella scelta, e nella sua guida alle funzionalità di AI generativa sconsiglia di cercare menzioni non autentiche sul web.
Una nota sulle metriche che vedi negli strumenti SEO: domain authority, URL rating e simili non sono dati di Google. Sono stime di terze parti, utili per confrontare siti, non il PageRank.
Link interni: come distribuire il valore nel tuo sito

I link interni sono l'unica parte del PageRank che controlli al 100%. Una checklist pratica, basata sulle best practice di Google per i link:
- Usa link veri. Google in genere segue solo i link con l'elemento
<a>e l'attributohref. Pulsanti con solo JavaScript ohref="javascript:…"non sono affidabili. - Nessuna pagina importante orfana. Ogni pagina che conta deve ricevere almeno un link da un'altra pagina del sito.
- Linka dall'alto le pagine che ti fanno guadagnare. Già nel 2009 Matt Cutts diceva che scegliere cosa linkare dalla home page è il modo più efficace di indirizzare il PageRank. Servizi e prodotti principali devono stare a pochi clic dalla home.
- Anchor text descrittivi. «Servizio di link building» dice a Google e al lettore dove porta il link; «clicca qui» no. Senza forzare la keyword: secondo Google può violare le norme sullo spam.
- Non disperdere il valore. Non esiste un numero ideale di link, ma secondo Google troppi link sulla stessa pagina sono un segnale di problema. E ogni link in più divide il valore.
- Non usare nofollow sui link interni per «scolpire». Dal 2009 non concentra il valore sugli altri link: lo disperde.
- Correggi i link rotti e le catene di redirect. Un link verso una pagina che non esiste è valore buttato.
Lo script qui sopra, lanciato sull'elenco dei link interni, ti dice in dieci minuti se la pagina che ti porta clienti è tra le più linkate o è sepolta in fondo.
Link esterni: cosa fare e cosa evitare
La mia prima penalizzazione è arrivata per puro spam. Da allora i test di spam li faccio sui miei progetti, mai su quelli dei clienti: se fai soltanto white, non capisci mai dove sta il limite. Il limite, sui link, Google l'ha scritto nero su bianco nelle norme sullo spam.
| Pratica | Cosa dice Google |
|---|---|
| Comprare o vendere link che passano credito | Link spam. I link a pagamento vanno segnalati con rel="sponsored" o nofollow |
| Guest post o comunicati con anchor text ottimizzati | Link spam se servono ad aumentare il credito di ranking |
| Scambi di link eccessivi («ti linko se mi linki») | Link spam |
| Link inseriti dagli utenti in commenti e forum | Google consiglia di segnalarli con rel="ugc" (va bene anche nofollow) |
| Contenuti che gli altri citano spontaneamente | È il caso ideale: un buon segno se siti importanti rimandano ai tuoi contenuti |
| Rifiutare i link con il disavow | Serve solo se hai molti link di spam che hanno causato, o probabilmente causeranno, un'azione manuale |
Se Google trova link artificiali può ignorarli o, nei casi gravi, applicare un'azione manuale: è la storia di Penguin. Se ti è già successo, il punto di partenza è il servizio di uscita dalle penalizzazioni Google.
Il modo pulito per far crescere il valore dei link è avere qualcosa che merita di essere citato: dati originali, guide che rispondono meglio delle altre, strumenti utili. Poi farlo sapere a chi scrive del tuo settore. Su cos'è un link e come funziona c'è una guida di base.
Vuoi link che portano valore senza rischiare penalizzazioni? Guarda il servizio di link building, oppure parti dall'audit SEO gratuito: controllo a mano anche i link interni e il profilo dei backlink e ti mando le 5 cose da sistemare per prime, entro 2 giorni lavorativi.
Il PageRank è solo uno dei sistemi di Google: il quadro completo è nella guida su come funziona Google.
Domande frequenti
Google usa ancora il PageRank?
Sì. Nella Guida ai sistemi di ranking, aggiornata a dicembre 2025, Google lo descrive come uno dei suoi principali sistemi di ranking, usato sin dal lancio e molto evoluto da allora, all'interno dei sistemi di analisi dei link. Pesa però meno di quanto si pensi: nel 2023 Gary Illyes ha detto che i link non sono tra i primi tre fattori di ranking da tempo.
Si può ancora vedere il PageRank di un sito?
No. Il punteggio pubblico da 0 a 10 della barra degli strumenti di Google non veniva aggiornato da anni e nel marzo 2016 Google ha confermato di averlo eliminato. Domain authority, URL rating e metriche simili sono stime di strumenti SEO di terze parti, non dati di Google.
Come si calcola il PageRank?
Nella formula pubblicata da Brin e Page nel 1998, PR(A) = (1-d) + d (PR(T1)/C(T1) + … + PR(Tn)/C(Tn)): T1…Tn sono le pagine che linkano A, C(T) è il numero di link in uscita da ciascuna e d è il fattore di smorzamento, di solito 0,85. Si parte da un valore uguale per tutte le pagine e si ripete il calcolo finché i numeri si stabilizzano. Il calcolo che Google usa oggi non è pubblico.
I link nofollow passano PageRank?
Di norma no, ma non è più una regola assoluta. Dal 10 settembre 2019 Google tratta nofollow, sponsored e ugc come suggerimenti: in genere non considera quei link per il ranking, ma può usarli come informazione. Per i link a pagamento l'attributo sponsored o nofollow resta necessario, perché le norme di Google li considerano link spam.
Come si aumenta il PageRank di una pagina?
Con link interni dalle pagine più forti del sito, a partire dalla home, con anchor text descrittivi e senza pagine importanti orfane; e con link esterni spontanei da siti affini, che arrivano se pubblichi contenuti che meritano di essere citati. Comprare link o usare guest post con anchor ottimizzati per il ranking viola le norme di Google sullo spam.
Il PageRank conta anche per AI Overview e AI Mode?
In modo indiretto. Secondo Google, AI Overview e AI Mode si basano sui sistemi di ranking e di qualità della Ricerca per recuperare le pagine da citare, e il PageRank è uno di questi sistemi. Google però non dice quanto pesi nella scelta delle fonti, e sconsiglia di cercare menzioni non autentiche per comparire nelle risposte AI.
Fonti
- Sergey Brin e Lawrence Page, “The Anatomy of a Large-Scale Hypertextual Web Search Engine”, Stanford University, 1998 (sezioni 2.1.1 e 2.1.2). infolab.stanford.edu/~backrub/google.html
- Google Search Central, “Guida ai sistemi di ranking della Ricerca Google”, sezione sistemi di analisi dei link e PageRank, aggiornata il 18 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ranking-systems-guide?hl=it
- Google Official Blog, Matt Cutts e Jason Shellen, “Preventing comment spam”, 18 gennaio 2005. googleblog.blogspot.com/2005/01/preventing-comment-spam.html
- Matt Cutts, “PageRank sculpting”, 15 giugno 2009. mattcutts.com/blog/pagerank-sculpting/
- Google Patents, US7716225B1, “Ranking documents based on user behavior and/or feature data” (reasonable surfer), depositato il 17 giugno 2004, concesso l'11 maggio 2010. patents.google.com/patent/US7716225B1/en
- Search Engine Watch, Christopher Ratcliff, “Google is killing off PageRank from its Toolbar”, 9 marzo 2016. searchenginewatch.com/2016/03/09/google-is-killing-off-pagerank-from-its-toolbar/
- Google Search Central Blog, Danny Sullivan e Gary Illyes, “Evolving “nofollow” – new ways to identify the nature of links”, 10 settembre 2019. developers.google.com/search/blog/2019/09/evolving-nofollow-new-ways-to-identify
- Search Engine Land, Danny Goodwin, “Links are not a top 3 Google Search ranking factor, says Gary Illyes”, 25 settembre 2023. searchengineland.com/links-google-search-ranking-factor-gary-illyes-432422
- Google Search Central, “Google's Guide to Optimizing for Generative AI Features on Google Search”, aggiornata il 10 luglio 2026. developers.google.com/search/docs/fundamentals/ai-optimization-guide
- Google Search Central, “Best practice di Google per i link”, aggiornata il 31 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/crawling-indexing/links-crawlable?hl=it
- Google Search Central, “Norme relative allo spam per la Ricerca Google”, sezione link spam, aggiornata il 2 settembre 2026. developers.google.com/search/docs/essentials/spam-policies?hl=it
- Guida di Search Console, “Escludi i link che rimandano al tuo sito”. support.google.com/webmasters/answer/2648487?hl=it
- Google, Come funziona la Ricerca, “Generazione e ranking automatici dei risultati”. google.com/intl/it/search/howsearchworks/how-search-works/ranking-results/
- Google Patents, US6285999B1, “Method for node ranking in a linked database”, depositato il 9 gennaio 1998, concesso il 4 settembre 2001. patents.google.com/patent/US6285999B1/en
- Google Inc., prospetto finale dell’IPO (modulo 424B4), 19 agosto 2004. sec.gov/Archives/edgar/data/1288776/000119312504143377/d424b4.htm
- PATOffice, “Patent status monitoring - What are the possible statuses and how to check them”. patoffice.de/en/blog/patent-status-monitoring-what-are-the-possible-statuses
Tutte le pagine sono state aperte e verificate l’8 ottobre 2026.



