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Algoritmi Google

Google Penguin: cos'è e come agisce sui link

Capitolo 4 di 9 della guida Come funziona Google

Google Penguin colpisce i link artificiali dal 2012: versioni, Penguin 4.0, norme sul link spam e disavow. Scopri come capire se hai un problema di link.

Eugenio Tommasi

Fondatore di SEO SRL

Pubblicato il Aggiornato l'11 min di lettura

Pinguino, anelli di catena spezzati e scudo: i link artificiali

Google Penguin è l'aggiornamento dell'algoritmo di Google, lanciato nel 2012, che contrasta i link artificiali e il webspam; dal 2016 fa parte dell'algoritmo principale e svaluta i link di spam in tempo reale.

Indice dei contenuti (12 sezioni)

Google Penguin è l’aggiornamento dell’algoritmo di Google, lanciato il 24 aprile 2012, che abbassa il posizionamento dei siti che cercano di manipolare il ranking con link artificiali e altre tecniche di webspam. Dal 2016 fa parte dell’algoritmo principale, lavora in tempo reale e, invece di colpire tutto il sito, toglie valore ai link di spam.

In questa guida trovi cosa colpiva, le versioni, cosa è cambiato con Penguin 4.0, come Google tratta oggi i link artificiali e la procedura per capire se hai un problema di link e come uscirne.

Google Penguin in breve

DomandaRisposta
Quando è nato24 aprile 2012, in tutte le lingue insieme. Nel post di annuncio Google non lo chiamava ancora Penguin, ma “un’importante modifica dell’algoritmo mirata al webspam”.
Cosa colpisceLink comprati o scambiati, reti di siti create per linkare, anchor text sovraottimizzati, keyword stuffing.
Quanto ha pesatoCirca il 3,1% delle ricerche in inglese e il 3% in tedesco, cinese e arabo; il 5% in polacco, una lingua con più spam.
Come agisce oggiDal 23 settembre 2016 in tempo reale e in modo granulare: svaluta lo spam invece di abbassare tutto il sito.
Esiste ancora?Non come aggiornamento separato. Google lo elenca tra i sistemi ritirati e lo descrive come “un sistema progettato per contrastare i link di spam”.

Perché è nato

Un anno prima Google aveva lanciato Panda contro i contenuti di bassa qualità. Restava aperto l’altro fronte: i link. Dal PageRank in poi i link erano il segnale che separava un sito autorevole da uno sconosciuto, e quindi il segnale più manipolato. Bastava comprarne abbastanza, con il testo giusto, per salire.

Nell’annuncio Matt Cutts scriveva che i siti colpiti facevano “molto più che SEO white hat”: usavano tattiche di webspam per manipolare il ranking. Penguin era la risposta automatica a quella Black Hat SEO.

Cosa colpiva Penguin

  • Schemi di link. Link comprati, scambi di link a tappeto, reti di siti creati solo per linkare, link inseriti in massa con programmi automatici.
  • Anchor text sovraottimizzati. Centinaia di link con lo stesso testo commerciale, una cosa che nessun sito ottiene in modo spontaneo.
  • Keyword stuffing. Pagine piene di parole chiave ripetute: era uno degli esempi mostrati da Google nell’annuncio.
  • Testi riscritti in automatico. L’altro esempio dell’annuncio: un testo “spinnato” fino a renderlo illeggibile, con link in uscita senza alcun rapporto con l’argomento.

Cloaking, pagine doorway e contenuti copiati sono anch’essi spam, ma vengono gestiti da altri sistemi e da altre norme. Penguin è passato alla storia per i link.

Le versioni di Penguin

DataVersioneRicerche interessate
24 aprile 2012Penguin 1.0Circa 3,1% in inglese
Maggio 2012Penguin 1.1Meno dello 0,1% in inglese
5 ottobre 2012Penguin 1.2Circa 0,3%
22 maggio 2013Penguin 2.02,3%
4 ottobre 2013Penguin 2.1Circa 1%
17 ottobre 2014Penguin 3.0Meno dell’1% in inglese
23 settembre 2016Penguin 4.0Entra nell’algoritmo principale, in tempo reale

Fino al 2016 Penguin funzionava a “ondate”: l’elenco dei siti colpiti veniva ricalcolato solo a ogni aggiornamento. Chi ripuliva i link poteva aspettare mesi, a volte più di un anno, prima della versione successiva. Era il problema più odiato da chi lavorava nella SEO. Già nell’aprile 2012, dopo il lancio, Google aveva aperto un modulo per chi riteneva di essere stato colpito per errore.

Penguin 4.0: tempo reale e granulare

Il 23 settembre 2016 Gary Illyes ha annunciato le due novità che aspettavano tutti:

  • Tempo reale. I dati di Penguin si aggiornano di continuo: gli effetti di una pulizia si vedono di solito poco dopo che Google ha scansionato e indicizzato di nuovo le pagine. Google ha anche detto che non avrebbe più commentato i futuri aggiornamenti.
  • Granulare. Penguin “svaluta lo spam regolando il ranking in base ai segnali di spam, invece di influire sul ranking dell’intero sito”.

In pratica, da allora un link artificiale tende a valere zero invece di affondare il sito. Il rischio non è sparito, si è spostato: se gli schemi di link sono evidenti e su larga scala, oggi può arrivare un’azione manuale.

Penguin è nei sistemi ritirati, ma il suo lavoro continua con tre strumenti:

  1. Le norme sullo spam di Google. La sezione sui link di spam elenca, tra l’altro: comprare o vendere link per il ranking (con soldi, prodotti o servizi), scambi di link eccessivi, programmi automatici per creare link, articoli sponsorizzati e guest post con link che passano valore, anchor ottimizzati nei comunicati stampa, directory e social bookmarking di bassa qualità, link nascosti nei widget, link nei footer di più siti, commenti nei forum con link ottimizzati. Un link pagato non è una violazione se ha rel="sponsored" o rel="nofollow".
  2. SpamBrain. Con l’aggiornamento sui link di spam di dicembre 2022 Google ha esteso il suo sistema di intelligenza artificiale contro lo spam ai link: individua sia i siti che comprano link sia quelli usati per venderli, e annulla il valore dei link innaturali.
  3. Le azioni manuali. In Search Console esistono due azioni manuali specifiche: “Link non naturali che rimandano al tuo sito” e “Link non naturali dal tuo sito”, per chi i link li vende.

Anche la documentazione interna trapelata nel 2024 conferma che il tema è vivo: tra gli attributi ci sono controlli sui picchi di anchor text di spam e un declassamento per gli anchor che non corrispondono alla pagina di destinazione. Ne parlo nell’articolo sul Google Leak.

SegnaleProfilo naturaleProfilo artificiale
Anchor textVari: nome del brand, URL, “qui”, frasi diverseSempre la stessa parola chiave commerciale
Siti di provenienzaPertinenti al tema, con lettori veriSiti di ogni argomento, senza traffico, creati per ospitare link
RitmoCrescita irregolare, legata a contenuti o notiziePicchi improvvisi, decine di link in pochi giorni
Posizione nella paginaDentro il testo, dove servono a chi leggeFooter, sidebar, widget, firme dei forum
Pagine linkateGuide, risorse, home pageSempre le stesse pagine commerciali
ContestoIl link si capisce anche senza conoscere la SEOIl link c’è solo perché qualcuno ha pagato o scambiato

Un esempio sugli anchor text

Facciamo un esempio: immagina un sito di calcio che vuole posizionarsi per “partite di campionato”. Se cento siti diversi lo linkano tutti con il testo esatto “partite di campionato”, il profilo non sembra spontaneo: un giornalista avrebbe scritto “secondo il sito X”, un tifoso in un forum “guarda qui”, un blog avrebbe citato il nome della testata. Un profilo vero è vario perché nasce da persone diverse. Un profilo costruito si riconosce dalla ripetizione.

  1. Controlla le azioni manuali. In Search Console, Sicurezza e azioni manuali → Azioni manuali. Se c’è un’azione per link non naturali, la causa è chiara.
  2. Esporta i link. Report Link di Search Console, siti che rimandano più spesso al tuo. Uno strumento di backlink esterno aggiunge dati, ma parti da quelli di Google.
  3. Guarda gli anchor. Se i testi dei link più frequenti sono parole chiave commerciali e non il tuo nome, è un campanello d’allarme.
  4. Cerca gli schemi. Directory in serie, siti di comunicati stampa, blog che parlano di tutto, domini con lo stesso modello grafico, link nel footer di molti siti.
  5. Ricostruisci la storia. Chi ha lavorato al sito prima di te? Una vecchia campagna di link comprati spiega più di cento ipotesi.
  6. Escludi le altre cause. Un calo durante un core update non è per forza un problema di link: può essere qualità dei contenuti, tecnica o un cambio della SERP.

Una precisazione: i link scadenti che arrivano da soli (siti di scraping, aggregatori automatici) li riceve chiunque e di solito Google li ignora. Il problema sono gli schemi che hai costruito tu, o qualcuno per te.

Come recuperare, passo passo

Se hai un’azione manuale

  1. Scarica l’elenco dei link da Search Console e dai priorità ai domini con molti link o con link recenti.
  2. Chiedi ai proprietari dei siti di rimuovere i link o di aggiungere rel="nofollow" o rel="sponsored". Tieni traccia di chi hai contattato e quando.
  3. Per i link che non riesci a far togliere usa lo strumento per rifiutare i link. Google chiede di non rifiutare tutti i backlink senza aver prima provato a rimuoverli.
  4. Invia la richiesta di riesame dal report Azioni manuali, con la documentazione dei link rimossi e la spiegazione per quelli rimasti.

Se non hai un’azione manuale

Smetti di costruire link artificiali e fai rimuovere quelli che controlli tu (scambi, siti tuoi, articoli pagati senza attributo). Il disavow di solito non serve: secondo Google va usato solo se ci sono molti link di spam, artificiali o di bassa qualità e hanno causato, o potrebbero causare, un’azione manuale. Negli altri casi Google capisce da solo quali link ignorare.

Il file disavow, se serve davvero

È un file di testo (.txt, codifica UTF-8 o ASCII a 7 bit), con un URL o un dominio per riga. Le righe che cominciano con # sono commenti.

# Rete di blog contattata il 3 e il 17 marzo, nessuna risposta
domain:esempio-rete-blog.com
domain:altro-esempio-directory.net

# Singola pagina con link a pagamento senza attributo
https://www.esempio-sito.it/articolo-sponsorizzato.html

Le regole da sapere:

  • Ogni caricamento sostituisce il file precedente: carica sempre l’elenco completo.
  • Limiti: 100.000 righe e 2 MB.
  • Lo strumento non è disponibile per le proprietà Dominio di Search Console: serve una proprietà con prefisso URL, e http e https hanno elenchi separati.
  • Gli effetti richiedono settimane, perché Google deve scansionare di nuovo le pagine.
  • Rifiutare link buoni per errore fa più danni che lasciare quelli scadenti. Nel dubbio, non rifiutare.

Dopo la pulizia

Il recupero non riporta il sito dove era “prima”: quei link gonfiavano posizioni che non meritava. Il passo successivo è guadagnare link veri con contenuti che altri hanno motivo di citare. È il lavoro che facciamo nel servizio di link building.

Cosa ho imparato dallo spam

La mia prima penalizzazione è arrivata per puro spam. È stata una lezione utile: mi ha mostrato da vicino dove passa il confine. Da allora faccio test di spam sui miei progetti, mai su quelli dei clienti. Se fai soltanto white non lo capisci mai: non sai cosa Google riconosce, in quanto tempo, e cosa invece lascia passare per un po’ prima di chiudere la porta.

Quello che mi porto dietro da quei test è semplice. Le scorciatoie sui link funzionano finché non smettono di funzionare, e quando smettono non avvisano. Su un sito che deve vivere anni, con un’azienda dietro, quel rischio non ha senso. Per questo con i clienti lavoro solo su link che resisterebbero a un controllo manuale.

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Domande frequenti

Cos'è Google Penguin?

È l'aggiornamento dell'algoritmo di Google lanciato il 24 aprile 2012 contro il webspam, in particolare contro i link artificiali: link comprati o scambiati, reti di siti create per linkare, anchor text sovraottimizzati. Oggi Google lo descrive come un sistema progettato per contrastare i link di spam.

Google Penguin esiste ancora?

Non come aggiornamento separato. Dal 2016 fa parte dell'algoritmo principale e la Guida ai sistemi di ranking di Google lo elenca tra i sistemi ritirati. I link a pagamento o artificiali restano però una violazione delle norme sullo spam, contrastata da SpamBrain e dalle azioni manuali.

Cosa è cambiato con Penguin 4.0?

Il 23 settembre 2016 Penguin è entrato nell'algoritmo principale con due novità: lavora in tempo reale, quindi gli effetti di una pulizia si vedono poco dopo la nuova scansione delle pagine, ed è granulare, perché svaluta lo spam invece di abbassare il ranking dell'intero sito.

Come si esce da una penalizzazione per link artificiali?

Se in Search Console c'è un'azione manuale per link non naturali, si fanno rimuovere i link dove possibile, si rifiutano con il file disavow quelli rimasti e si invia una richiesta di riesame con la documentazione. Senza azione manuale basta smettere di costruire link artificiali e togliere quelli che controlli: Google ignora da solo gran parte dei link non attendibili.

Serve ancora il disavow?

Raramente. Secondo Google lo strumento per rifiutare i link va usato solo se ci sono molti link di spam, artificiali o di bassa qualità verso il sito e hanno causato, o probabilmente causeranno, un'azione manuale. Ogni caricamento sostituisce il precedente e gli effetti richiedono settimane.

Che differenza c'è tra Penguin e Panda?

Penguin (2012) riguarda i link artificiali che il sito riceve; Panda (2011) la qualità dei contenuti del sito. Panda è entrato nei sistemi principali nel 2015, Penguin nel 2016.

Fonti

  1. Google Search Central Blog, Matt Cutts, “Another step to reward high-quality sites”, 24 aprile 2012. developers.google.com/search/blog/2012/04/another-step-to-reward-high-quality
  2. Google Search Central Blog, Gary Illyes, “Penguin is now part of our core algorithm”, 23 settembre 2016. developers.google.com/search/blog/2016/09/penguin-is-now-part-of-our-core
  3. Google Search Central, “Guida ai sistemi di ranking della Ricerca Google”, sezione sistemi ritirati, aggiornata il 18 dicembre 2025. developers.google.com/search/docs/appearance/ranking-systems-guide?hl=it
  4. Google Search Central, “Norme relative allo spam per la Ricerca Google” (link di spam), aggiornata il 2 settembre 2026. developers.google.com/search/docs/essentials/spam-policies?hl=it
  5. Guida di Search Console, “Escludi i link che rimandano al tuo sito”. support.google.com/webmasters/answer/2648487?hl=it
  6. Guida di Search Console, “Report Azioni manuali”. support.google.com/webmasters/answer/9044175?hl=it
  7. Search Engine Journal (Matt G. Southern), “Google December 2022 Link Spam Update”, 14 dicembre 2022. searchenginejournal.com/google-december-2022-link-spam-update/474233/
  8. Wikipedia, “Google Penguin” (versioni 2012-2016 e quota di ricerche interessate). en.wikipedia.org/wiki/Google_Penguin
  9. iPullRank (Mike King), “Secrets from the Algorithm: Google Search’s Internal Engineering Documentation Has Leaked”, 27 maggio 2024. ipullrank.com/google-algo-leak
  10. Search Engine Land, Danny Sullivan, “Penguin Update Peck Your Site By Mistake? Google’s Got A Form For That”, aprile 2012. searchengineland.com/penguin-update-peck-your-site-by-mistake-googles-got-a-form-for-that-119698

Tutte le pagine sono state aperte e verificate l’8 ottobre 2026.

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