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Posizionamento SEO

Link building senza PBN: cosa funziona e cosa rischia una penalizzazione

Capitolo 6 di 6 della guida Posizionamento SEO e strategia

Cosa è link spam per Google, rel sponsored, azioni manuali, disavow e otto tecniche pulite in tabella con sforzo e rischio.

Eugenio Tommasi

Fondatore di SEO SRL

Pubblicato il 15 min di lettura

Due anelli di catena, blu e arancio, accanto a uno scudo blu con una spunta bianca, su sfondo a puntini

La link building senza PBN ottiene link da risorse che altri scelgono di citare, senza link comprati, scambi o reti di siti, e dichiara con rel sponsored ogni link pagato.

Indice dei contenuti (13 sezioni)

Per fare link building senza rischi non servono reti di siti né link comprati: servono risorse che altri hanno un motivo di citare, relazioni con chi pubblica e profili reali dell'azienda. Per Google è link spam creare link verso un sito, o da un sito, principalmente per manipolare le classifiche. Tutto ciò che nasce da un pagamento non dichiarato, da uno scambio o da una rete di siti rientra lì.

Questa guida mette in fila tre cose. Prima le regole di Google, con le pratiche che oggi sono considerate spam e le conseguenze. Poi le tecniche che funzionano senza rischi, in una tabella con lo sforzo richiesto e il punto in cui ognuna diventa spam. Infine un esempio di metodo: i vincoli e le categorie di opportunità del piano link di seo.srl di ottobre 2026. È un piano di lavoro, non un elenco di link già ottenuti.

Per decidere su un singolo link esiste già la scheda con nove criteri per valutare un backlink: qui non la ripeto. Qui il ragionamento è a monte, cioè quali strade percorrere e quali evitare. Il quadro generale sta nella pagina sulla strategia SEO: i link sono una leva, non la strategia.

La definizione e gli esempi sono nella sezione sul link spam delle norme antispam per la ricerca web. Tra gli esempi elencati dalla pagina ci sono questi:

  • comprare o vendere link a scopo di ranking, cioè scambiare denaro, beni o servizi con un link o con un articolo che lo contiene, compreso l'invio di un prodotto in cambio di un testo con link;
  • scambi eccessivi di link del tipo "linka me e io linko te", e pagine di partner create solo per il cross-linking;
  • programmi o servizi automatizzati che creano link verso il tuo sito;
  • l'obbligo di inserire un link in condizioni di servizio o contratti, senza lasciare a chi pubblica la scelta di come qualificarlo;
  • pubblicità e contenuti nativi pagati (articoli, guest post, comunicati stampa distribuiti su altri siti) con link che trasmettono ranking o con ancore ottimizzate per parola chiave;
  • directory e siti di segnalibri di bassa qualità;
  • widget distribuiti su più siti con link ricchi di parole chiave, nascosti o di bassa qualità;
  • link ripetuti nei footer o nei template di molti siti;
  • commenti nei forum con link ottimizzati nel testo o nella firma;
  • contenuti di scarso valore creati soprattutto per manipolare i segnali di link.

Il termine PBN, rete di blog privati, nelle norme non compare. Lo classifico io: una rete di siti nata per passare link a un altro sito è un insieme di contenuti di scarso valore creati per manipolare il ranking, e i link che ne escono sono link inseriti senza una ragione editoriale. Per questo, nel metodo che descrivo, una PBN non è una tecnica più rischiosa delle altre: è fuori dal perimetro.

La stessa pagina chiarisce un punto spesso frainteso: comprare e vendere link è una parte normale della pubblicità e delle sponsorizzazioni sul web, e non è una violazione se i link sono qualificati con rel="nofollow" o rel="sponsored". Il problema è il link pagato e non dichiarato, che si presenta come una citazione spontanea.

La documentazione su come qualificare i link in uscita descrive tre valori dell'attributo rel:

ValoreQuando si usa
rel="sponsored"Link pubblicitari o a pagamento. Per Google nofollow era raccomandato in passato ed è ancora accettabile, ma sponsored è il valore preferito.
rel="ugc"Contenuti generati dagli utenti, come commenti e messaggi nei forum. Chi vuole premiare i collaboratori affidabili può togliere l'attributo dai loro link.
rel="nofollow"Quando nessuno degli altri due si applica e non vuoi che Google associ il tuo sito alla pagina collegata.

I valori si possono combinare, per esempio rel="ugc nofollow". Google indica che i link con questi attributi in genere non vengono seguiti. Un link che non ha bisogno di qualifica non ha bisogno di rel.

Ne ricavo una regola sulle collaborazioni a pagamento: se c'è una sponsorizzazione, il link deve dirlo. Un link qualificato porta visite e visibilità, ma non si presenta come un voto di ranking.

Algoritmo e azioni manuali: i due modi in cui scatta la sanzione

Secondo le norme antispam, Google individua le violazioni con sistemi automatici e, quando serve, con una revisione umana che può portare a un'azione manuale. I siti che violano le norme possono comparire più in basso nei risultati o non comparire affatto.

La parte automatica è descritta nella pagina sugli aggiornamenti antispam. Il sistema di prevenzione dello spam di Google è basato sull'intelligenza artificiale e si chiama SpamBrain. Il rilevamento gira di continuo, e ogni tanto Google lo migliora in modo notevole: ognuno di questi miglioramenti è un aggiornamento antispam. Per i siti che vedono variazioni dopo un aggiornamento, la pagina rimanda alle norme antispam. Sul recupero dice che i cambiamenti possono aiutare se i sistemi automatici "imparano nel corso di mesi" che il sito rispetta le norme.

Per gli aggiornamenti contro il link spam la pagina è più netta: se Google neutralizza gli effetti di link spam, il vantaggio di ranking che quei link davano al sito va perso e non può essere riconquistato. Il costo di un link comprato o di rete, quindi, può non rendere nulla.

La parte manuale passa dal rapporto Azioni manuali di Search Console, descritto nella pagina di aiuto dedicata. Un'azione manuale vuol dire che un revisore ha trovato pagine non conformi alle norme antispam. Il rapporto mostra il numero di azioni a carico del sito, la descrizione di ciascuna e le pagine interessate, che possono essere una parte del sito o tutto. Per i link ci sono due tipi: link innaturali verso il tuo sito e link innaturali dal tuo sito. Con un'azione in corso, una parte o tutto il sito può non comparire nei risultati.

Il rapporto fa parte dell'ambiente di lavoro descritto nella pagina su Google Search Console. Se un'azione manuale per link ti riguarda, il percorso di uscita ha un ordine preciso:

  1. apri il rapporto Azioni manuali ed espandi la descrizione dell'azione, per capire quali pagine e quali link sono coinvolti;
  2. esporta i link verso il sito da Search Console e controllali, a partire dai siti che linkano di più e dai link più recenti;
  3. chiedi ai proprietari dei siti di rimuovere i link o di renderli nofollow;
  4. per i link che non riesci a far rimuovere, prepara l'elenco per lo strumento di rifiuto dei link;
  5. quando il problema è risolto su tutte le pagine interessate, invia la richiesta di riconsiderazione con "Richiedi revisione", spiegando il problema, le correzioni fatte e il risultato, e documentando i link rimossi.

Google avverte che correggere solo alcune pagine non dà un ritorno parziale e che le revisioni possono richiedere giorni o settimane. Avverte anche che inserire alla cieca tutti i backlink nel file di rifiuto non è considerato uno sforzo in buona fede, e che rifiutare tutto senza aver tentato le rimozioni può portare al rifiuto della richiesta. Il servizio di recupero è descritto nella pagina sulle penalizzazioni di Google.

Il disavow e quando non serve

La pagina di aiuto sullo strumento di rifiuto dei link lo definisce una funzione avanzata, da usare con cautela, perché un uso scorretto può danneggiare le prestazioni del sito nella ricerca. Va considerato se ricorrono due condizioni insieme: hai un numero considerevole di link spam, artificiali o di bassa qualità, e quei link hanno causato o è probabile che causino un'azione manuale. Prima di usarlo, la pagina raccomanda di provare a far rimuovere i link dagli altri siti.

Il passaggio decisivo è questo: la maggior parte dei siti non ha bisogno dello strumento, perché Google di solito riesce a decidere da sé di quali link fidarsi. Il disavow non è manutenzione ordinaria.

Qualche dettaglio utile sul file, tutto dalla stessa pagina: un URL o un dominio per riga, con il prefisso domain: per un dominio intero; non si può escludere un percorso come example.com/en/; il formato è testo semplice. Dopo il caricamento possono servire alcune settimane.

Il contesto storico degli algoritmi sui link è nella pagina su Google Penguin; le tecniche che questa guida lascia fuori sono descritte in quella sul black hat SEO.

Le tecniche che funzionano senza rischi

Il principio che le tiene insieme è semplice, e lo trovi anche nella guida introduttiva alla SEO di Google: i link da altri siti sono qualcosa che avviene in modo naturale nel tempo, e promuovere il proprio sito è utile ma si può esagerare, finendo per danneggiarlo se alcune pratiche sembrano manipolazione dei risultati. Un link è sicuro quando esisterebbe anche se i motori di ricerca non esistessero: una persona lo ha messo perché una risorsa le sembrava utile ai suoi lettori.

La tabella confronta le tecniche. Lo sforzo è una valutazione mia, in tre livelli, e il tipo di link dice cosa aspettarsi di solito: non è una promessa, perché il valore di rel lo decide chi pubblica.

TecnicaSforzoTipo di linkCosa la rende legittimaDove diventa spam
Asset citabili: dati e studi propri, strumenti gratuitiAlto, una tantumEditoriale, spesso nel testoIl dato o lo strumento esiste solo da te, e chi lo cita rimanda alla fonteQuando lo "studio" è un pretesto con numeri inventati o l'embed di un widget porta link nascosti o ricchi di parole chiave
Digital PR e citazioni da esperto per giornalistiMedio, continuoEditoriale, nel testo o nella nota sull'autoreRispondi a una richiesta vera con una competenza vera, gratisQuando si paga per essere citati senza dichiararlo, o si chiede la modifica di un link già pubblicato in cambio di un favore
Menzioni del brand senza linkBassoNessun link: citazione del nomeCostruiscono notorietà e ricerche del brand; un link, se arriva, è una scelta di chi scriveQuando si insiste per trasformarle in link, magari con un'ancora imposta
Link rottiMedioEditoriale, nel testoSegnali al gestore di un sito pertinente un suo link che non funziona e, se la tua pagina è davvero il sostituto pertinente, la proponiQuando la segnalazione è un pretesto per piazzare la tua pagina anche se non c'entra, in massa e con testi automatici
Profili e directory realiBassoSpesso nofollow, profilo aziendaleL'azienda esiste e il profilo ha dati veri e uguali ovunqueDirectory di bassa qualità, iscrizioni in massa, schede create da programmi
Associazioni di categoriaBasso, con quota annualeElenco dei sociSi paga una quota di appartenenza, non un link, e l'associazione esiste per il settoreAssociazioni nate solo per vendere un posto nell'elenco
Contributi editoriali non pagatiAltoEditoriale, nel testo o nella firmaIl testo è scritto per i lettori della testata, gratis, e la redazione decideGuest post su larga scala con ancore ottimizzate, articoli a pagamento senza rel sponsored
Partner e fornitoriBassoPagina clienti, crediti, testimonianzaIl rapporto di lavoro esiste davvero e il link ne è la conseguenza naturalePagine di partner create solo per il cross-linking, link nel footer di molti siti, scambi reciproci

Asset citabili: il lavoro che rende possibili gli altri

Dati e strumenti propri sono la base su cui poggiano la digital PR e i contributi editoriali. Un giornalista cita una pagina perché contiene un numero, una tabella o uno strumento che non trova altrove, non perché è ben ottimizzata. Il lavoro comincia dal chiedersi che cosa può dire il tuo sito che nessun altro dice. Un catalogo, una raccolta di dati con metodo dichiarato, un calcolatore gratuito sono formati che reggono nel tempo.

Un dato senza metodo non si cita; con campione, data e limiti dichiarati sì.

Digital PR e citazioni da esperto

La digital PR, qui, è proporre un contenuto utile a una redazione o rispondere alle richieste di chi cerca fonti. Non c'è compenso: si scambia competenza contro attribuzione. Prima di rispondere a una richiesta mi chiedo se ho un dato o un'esperienza specifici da dare in poche righe. Se no, non rispondo.

Il confine con lo spam è il pagamento non dichiarato. Se il compenso c'è e il link non è qualificato, il contributo diventa ciò che le norme descrivono come articoli a pagamento con link che trasmettono ranking.

Una menzione senza link è il nome del brand citato in un articolo, in un forum di settore, in un elenco. Non è una tecnica a sé: è un risultato del lavoro sugli asset e sulla PR, e un indicatore, perché se nessuno ti nomina nessuno ti linkerà. Puoi chiedere con garbo, una volta, se chi ti ha citato vuole aggiungere un riferimento, senza dettare l'ancora.

I link rotti sono una cortesia che può diventare un link. Trovi in un sito pertinente un collegamento che non funziona più, lo segnali al gestore e, solo se hai una pagina che sostituisce davvero la risorsa scomparsa, la proponi.

I profili e le directory reali servono soprattutto a rendere l'azienda riconoscibile: stessi dati ovunque, stessa descrizione, un sito collegato. Non è un canale di ranking. Spesso i link sono nofollow e va bene così. Le associazioni di categoria funzionano allo stesso modo: la quota è il costo dell'appartenenza e l'elenco dei soci è una conseguenza.

I rapporti con partner e fornitori producono link naturali: una pagina clienti, una testimonianza, i crediti di un sito realizzato. Funzionano quando il rapporto di lavoro è reale e il link non è la condizione dello scambio. Quando un fornitore chiede un link ovunque come patto, torniamo agli esempi delle norme: obbligare a inserire un link senza lasciare a chi pubblica la scelta di come qualificarlo.

Le basi su cosa sia un link e come viene letto dai motori sono nella pagina cos'è un link e a cosa serve.

Come materiale di lavoro dichiarato uso il piano link che seo.srl ha scritto il 15 ottobre 2026. È un piano: elenca vincoli, risorse da far citare e categorie di opportunità, ma non descrive link già ottenuti. Non nomino piattaforme, testate, eventi o aziende, e nemmeno clienti: l'interesse è il metodo, non l'elenco.

I vincoli, scritti prima delle opportunità

Il piano parte da tre divieti:

  • niente PBN;
  • niente link incrociati tra siti dello stesso proprietario;
  • niente acquisto di link né articoli sponsorizzati.

Scriverli prima di guardare le opportunità evita di rimetterli in discussione ogni volta che una proposta sembra comoda. Restano profili reali, recensioni di clienti veri, contributi editoriali e citazioni di dati propri.

Gli asset da far linkare

Il piano comincia dalle pagine del sito che meritano di essere citate: un catalogo con dati e link a fonti ufficiali, guide che spiegano un tema in modo citabile, una pagina autore che dia un riferimento a chi cita una persona, una pagina di casi come prova per chi valuta un profilo aziendale. Accanto, una lista di asset che mancano e sono solo proposti, non creati: uno studio su un campione ampio di siti italiani, un mini studio più rapido da usare come primo contatto con le redazioni, uno strumento pubblico, un glossario, un osservatorio periodico. Sono tutti formati che rientrano nella riga degli asset citabili.

Le categorie di opportunità

Le opportunità del piano si raggruppano in poche categorie, ognuna corrispondente a una riga della tabella sopra:

  • profili aziendali su mappe e piattaforme di valutazione, con la stessa scheda ovunque;
  • directory italiane e di settore gratuite o con piano base, rifiutando i pacchetti a pagamento;
  • associazioni di categoria, dove la quota è appartenenza e non acquisto di link;
  • piattaforme dove i giornalisti cercano fonti, con risposte brevi solo sulle richieste in tema;
  • contributi editoriali a testate e blog, gratuiti e proposti come editoriali;
  • eventi e palchi, con una proposta di intervento;
  • clienti e partner, dove il link nasce da un lavoro realmente svolto e va qualificato.

Per ogni opportunità il piano prevede una priorità e un controllo: se un link è dofollow o nofollow si verifica dopo la pubblicazione, perché le piattaforme non lo dichiarano, e il valore atteso dei profili è l'identità, non il ranking. Gli obiettivi a sei mesi sono volutamente modesti e ogni link va annotato con data, fonte e pagina di destinazione.

Le categorie scartate

Il piano scarta alcune categorie e scrive il motivo accanto a ognuna:

Categoria scartataPerché
Visibilità a pagamento in piattaforme di agenzieIl posto nella graduatoria si compra: il link non è una citazione, è un annuncio
Classifiche "migliori agenzie" con inserimento a pagamentoStesso meccanismo, con il rischio aggiuntivo che chi legge creda a una selezione indipendente
Directory con abbonamentoSi paga per comparire, e le directory di bassa qualità sono tra gli esempi di link spam
Siti dello stesso proprietarioLink messi tra siti propri per passare valore, non per chi legge, finiscono vicino agli scambi e alle pagine di cross-linking che le norme citano come esempi

Se il pagamento è dichiarato e il link porta rel="sponsored", è pubblicità: può avere senso, ma si valuta come tale e non entra nel piano di link building.

Come passare dal metodo alla pratica

Un modo ordinato di procedere, valido per un sito qualsiasi:

  1. scrivi i vincoli: reti, scambi, acquisti, siti dello stesso proprietario. Se una proposta li tocca, la scarti senza analizzarla;
  2. elenca gli asset che hai già e quelli che puoi produrre. Se non ne hai nessuno, il primo lavoro non è cercare link;
  3. scegli due o tre categorie di opportunità della tabella, quelle in cui puoi dare qualcosa a chi pubblica;
  4. apri le pagine dei siti prima di contattarli e applica la scheda di valutazione ai candidati;
  5. contatta in modo individuale, in poche righe, dichiarando che il contributo è gratuito ed editoriale;
  6. annota ogni link ottenuto con data, fonte, pagina di destinazione e valore di rel;
  7. dopo alcuni mesi abbandona le strade che non producono né link né visite.

Domande frequenti

Un link nofollow o sponsored è inutile?

Non vale come voto di ranking, ma può portare visite e far conoscere il brand. Google indica che i link con questi attributi in genere non vengono seguiti, e che per i link pagati sponsored è il valore preferito.

Devo rifiutare i link di bassa qualità che ricevo da soli?

Di solito no. Secondo la pagina di aiuto di Google la maggior parte dei siti non ha bisogno dello strumento, perché Google decide da sé di quali link fidarsi. Va considerato solo con un'azione manuale per link innaturali, o quando è probabile che arrivi.

Posso inviare più richieste di riconsiderazione per accelerare?

No. Google chiede di non inviare una nuova richiesta mentre la precedente è in corso, e di correggere il problema su tutte le pagine interessate prima di inviarla: una correzione parziale non dà un ritorno parziale.

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