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Marketing digitale

CRM: cos'è, a cosa serve e come sceglierlo

Capitolo 12 di 14 della guida Digital marketing e misurazione

Cosa contiene, quando basta Excel, quali campi passare dal modulo del sito, come legare UTM e gclid a Google Ads e come scegliere.

Eugenio Tommasi

Fondatore di SEO SRL

Pubblicato il 11 min di lettura

Una scheda contatto con l'icona di una persona, collegata da linee tratteggiate a tre schede più piccole con un quadrato colorato ciascuna

Un CRM (Customer Relationship Management) è il programma in cui tieni contatti, aziende, trattative e storico dei rapporti con i clienti, per seguire ogni persona dalla prima richiesta alla vendita.

Indice dei contenuti (14 sezioni)

CRM sta per Customer Relationship Management, in italiano gestione delle relazioni con i clienti. È il programma, o il metodo, con cui tieni in un posto solo le persone e le aziende con cui parli, le trattative aperte e tutto quello che vi siete detti. Se hai un sito, è anche il posto dove deve finire ogni richiesta che arriva da un modulo. È uno degli strumenti che chiudono il giro della guida al digital marketing: il marketing porta il contatto, il CRM lo conserva e lo segue fino alla vendita.

CRM: cosa vuol dire e come ne parlo qui

La ricerca principale è "crm", con circa 27.100 ricerche al mese in Italia (Google Keyword Planner, media degli ultimi 12 mesi a ottobre 2026). "crm cos è" ne ha circa 2.900 e "azienda crm" circa 480. Le altre varianti sono più piccole e chiedono quasi sempre la stessa cosa: che cosa fa e come scelgo.

Chi spiega cos'è un CRM è spesso chi ne vende uno. Io no. Scrivo dal lato di chi collega il sito al CRM: come ci arriva un contatto, con quali dati, e cosa serve perché il marketing capisca da dove è partito. Non ti dico quale prodotto comprare: ti do le domande per scegliere e i dati da far passare dal modulo. Per studi e piccole imprese, come il sito lavora nei diversi settori è nella pagina su SEO e marketing per PMI e studi professionali.

Cosa contiene un CRM

Sotto le diverse interfacce, quasi ogni CRM ha cinque elementi.

  • Contatti. Le persone: nome, email, telefono, ruolo, da dove sono arrivate.
  • Aziende. L'organizzazione a cui un contatto appartiene. Più persone possono stare sulla stessa azienda, e vedi la storia di tutte insieme.
  • Trattative. Un'opportunità di vendita concreta, con un valore stimato e uno stato. Gli stati in sequenza formano la pipeline: per esempio nuova richiesta, qualificata, preventivo inviato, vinta o persa.
  • Attività. Cosa deve succedere: una telefonata da fare, un preventivo da mandare, una scadenza.
  • Storico. Le email, le note e i passaggi di stato, in ordine di data. È ciò che permette a una seconda persona di riprendere il lavoro senza chiedere "a che punto siamo?".

Il valore sta nell'insieme: un contatto senza storico è una rubrica.

Le funzioni che contano per scegliere

Molti testi dividono i CRM in operativi, analitici e collaborativi. Per scegliere ti serve di più sapere cosa devi fare. Le funzioni, nell'ordine in cui di solito servono, sono queste.

  1. Registrare i contatti senza duplicati, con i campi che ti servono davvero.
  2. Seguire le trattative con una pipeline che rispecchia il tuo modo di vendere, non quello del fornitore.
  3. Ricordare le azioni e automatizzare le ripetizioni (come si progetta un flusso automatico è nella pagina sulla marketing automation): scadenze, promemoria, un'attività creata quando una trattativa cambia stato.
  4. Leggere i numeri: quante richieste, da quale canale, quante diventano clienti.
  5. Lavorare in più persone, con permessi diversi.

CRM ed Excel: quando un foglio basta e quando no

Un foglio di calcolo, Excel o Google Sheets, può essere un buon inizio. Basta se:

  • i contatti sono poche decine e li gestisce una persona sola;
  • la trattativa ha pochi passaggi e la ricordi a memoria;
  • le richieste arrivano da un solo canale.

Smette di bastare quando compare uno di questi segni:

  • due persone lavorano sullo stesso elenco e una sovrascrive i dati dell'altra;
  • lo stesso contatto compare due volte con email diverse;
  • le richieste del sito si copiano a mano, con ritardi e errori;
  • vuoi sapere quali campagne portano clienti e non solo richieste, e il foglio non ha la fonte.

Due esempi di uso

Sono casi ipotetici, costruiti per mostrare il meccanismo. Non descrivono clienti reali.

Esempio 1: un'azienda di servizi B2B ipotetica. Una società di consulenza riceve richieste dal modulo del sito. Ogni richiesta crea nel CRM un contatto, la sua azienda e una trattativa nello stato "nuova richiesta". Chi risponde la sposta in "qualificata" dopo la prima telefonata, oppure in "persa" con un motivo. A fine mese il CRM mostra quante richieste sono state qualificate e da quale canale. Può emergere che un canale porta molte richieste e quasi nessuna qualificata: senza la fonte salvata col contatto, non lo vedresti.

Esempio 2: un e-commerce ipotetico. Un negozio online di articoli per la casa ha già gli ordini nella sua piattaforma. Nel CRM tiene in più il cliente: cosa ha comprato, quando, se ha scritto all'assistenza, se ha accettato di ricevere comunicazioni. Con questi dati prepara l'elenco dei clienti che non ordinano da sei mesi e scrive loro con l'email marketing. Il CRM qui non cerca clienti nuovi: aiuta a non perdere quelli che ci sono.

Dal sito al CRM: i campi da passare dal modulo

Una richiesta arriva dal sito e deve finire nel CRM con tutto ciò che serve per seguirla e per capire da dove viene. Questa è la tabella dei campi minimi che controllo quando collego un modulo a un CRM. Adattala al tuo caso.

CampoDa dove arrivaA cosa serve
Nome e cognomeCampo del moduloRiconoscere la persona e rivolgersi a lei per nome
EmailCampo del moduloRispondere, e riconoscere un contatto già presente per evitare i duplicati
TelefonoCampo del modulo, meglio se facoltativoRichiamare chi lo preferisce
AziendaCampo del moduloCollegare il contatto a un record azienda
MessaggioCampo del moduloSapere cosa ha chiesto prima di rispondere
Pagina di invioIndirizzo della pagina in cui era il moduloCapire quale pagina ha generato la richiesta
Fonte, mezzo e campagnaParametri utm_source, utm_medium, utm_campaign dell'indirizzo, salvati in campi nascosti del moduloSapere da quale canale e campagna è arrivata la richiesta
Identificativo del clic di Google AdsParametro gclid dell'indirizzo, salvato in un campo nascostoRimandare a Google Ads cosa è successo dopo il clic
Data e ora della richiestaIl server, al momento dell'invioMisurare i tempi di risposta
Informativa e consensoCasella del modulo, con data e versione del testoPoter dire cosa ha letto e accettato la persona

Fonte della richiesta: UTM e gclid

I parametri UTM sono etichette che aggiungi all'indirizzo di un link per dire a Google Analytics da dove arriva la visita. La guida di Google Analytics consiglia di usare sempre utm_source, utm_medium e utm_campaign, e avverte che i valori distinguono le maiuscole: google e Google sono due fonti diverse. Se mancano, nei report compare "(not set)". Scegli una scrittura sola e tienila.

Il gclid è un'altra cosa. Quando in Google Ads è attiva l'auto-tagging, Google aggiunge all'indirizzo di arrivo un parametro che identifica il clic, per esempio ?gclid=123xyz. La stessa guida dice che serve anche a importare in Google Ads eventi che vengono da altre fonti, come un CRM.

C'è un punto pratico. La persona atterra con un indirizzo che contiene UTM e gclid, poi spesso naviga su altre pagine prima di compilare il modulo. Il modulo deve quindi leggere quei parametri alla prima visita e conservarli, per poi scriverli nei campi nascosti all'invio.

Dal CRM a Google Ads: le conversioni offline

Una richiesta inviata non è un cliente. Dopo l'invio la storia continua nel CRM, e Google Ads non la vede se non glielo dici. La funzione che lo permette si chiama importazione delle conversioni offline: salvi il gclid insieme ai dati della richiesta e, quando nel CRM succede qualcosa di importante, rimandi a Google Ads quell'evento associato al clic originale. Così nei report di Google Ads vedi quali campagne portano contatti che diventano qualificati, e non solo quali portano moduli.

A chi non ha ancora adottato l'importazione offline, la pagina di Google consiglia di partire dalle conversioni avanzate per i lead, che usano anche dati forniti dall'utente come l'email insieme al gclid. Indica anche che dal 15 giugno 2026 gli invii dell'importazione offline passano alla Data Manager API e sono bloccati nell'API di Google Ads: chi ha un collegamento costruito prima di quella data deve controllare che sia stato aggiornato.

Il collegamento con il funnel è diretto. Il funnel di marketing finisce al lead qualificato, e il lead qualificato è uno stato che vive nel CRM, non in Analytics. Come si misura la parte del percorso che sta nel sito è nella pagina su Google Analytics 4; come si porta una persona a lasciare il contatto è nella pagina sulla lead generation.

Come si collega un modulo al CRM: i controlli che faccio

Un modulo può arrivare al CRM con un collegamento nativo, un servizio di automazione o una chiamata diretta all'API. Cambia lo strumento, non i controlli. Li faccio in quest'ordine.

  1. Elenco dei campi. Scrivo per ogni campo del modulo il campo corrispondente nel CRM. Un campo senza destinazione si perde.
  2. Regola per i duplicati. Decido cosa succede se l'email esiste già: aggiorno il contatto e aggiungo la nuova richiesta, non ne creo un secondo.
  3. Parametri di fonte. Provo il modulo da un indirizzo con UTM e gclid di prova, navigo su una seconda pagina, invio, e controllo che arrivino nel CRM.
  4. Cosa succede se il collegamento fallisce. Se il CRM non risponde, la richiesta non deve sparire: deve restare da qualche parte e generare un avviso.
  5. Informativa. Controllo che l'informativa del modulo nomini il CRM tra i destinatari dei dati.

Se il collegamento richiede una chiamata diretta, entra nel lavoro di integrazione API e automazioni tra sito e altri strumenti.

Come scegliere un CRM: la tabella dei criteri

Non esiste il miglior CRM in assoluto: esiste quello che regge il tuo modo di vendere. Prima dei prodotti, rispondi a queste domande. Il costo viene per ultimo di proposito.

DomandaPerché contaCosa controllare
Quante persone lo useranno, e con quali permessi?Il prezzo di molti CRM cresce con gli utenti, e chi deve solo leggere non deve poter cancellareNumero di utenti previsto tra uno e due anni; permessi per ruolo
La pipeline è modificabile?Se gli stati non rispecchiano il tuo processo, la gente smette di aggiornarliStati personalizzabili, più pipeline, campi personalizzati sulle trattative
Si collega al sito e agli altri strumenti?Un CRM isolato obbliga a copiare i dati a manoAPI documentata, moduli del sito nativi, collegamenti con la posta e il calendario, importazione delle conversioni offline
Posso esportare tutti i miei dati?Se un giorno cambi, i dati devono venire con teEsportazione completa in formato aperto (CSV), compresi storico e note, non solo l'elenco dei contatti
Dove stanno i dati, e chi li tratta?Sono dati personali: il fornitore di solito è un responsabile del trattamentoPaese dei server, contratto sul trattamento dei dati, elenco dei sub-fornitori
Quanto costa per utente, e cosa è escluso?Le funzioni che servono sono spesso nei piani più altiPrezzo per utente al mese, fatturazione mensile o annuale, IVA, limiti della versione gratuita

CRM gratuiti e costi

Alcuni fornitori offrono una versione gratuita. Il 15 ottobre 2026 la pagina dei prezzi di Zoho CRM indica un'edizione gratuita per 3 utenti, e HubSpot descrive sul suo sito un CRM gratuito. Zoho precisa che le imposte locali, come l'IVA, si aggiungono ai prezzi indicati.

Non riporto cifre dei piani a pagamento: cambiano e dipendono da valuta e paese, e vanno lette sulla pagina del fornitore il giorno in cui decidi. Di una versione gratuita guarda i limiti: utenti, contatti, funzioni escluse, esportazione dei dati. Sono quelli che decidono, un anno dopo, se resti o devi migrare.

Privacy: i dati nel CRM sono dati personali

Un CRM contiene nomi, email, telefoni e note su persone. Si applica quindi il Regolamento (UE) 2016/679, il GDPR. Qui tocco solo tre punti, quelli che servono a impostare lo strumento. Per il tuo caso rivolgiti a chi si occupa di privacy per la tua azienda.

  • Base giuridica. L'articolo 6 elenca le condizioni per cui un trattamento è lecito. Quelle che compaiono più spesso in un CRM sono il consenso della persona (lettera a), l'esecuzione di un contratto o di misure precontrattuali richieste dalla persona (lettera b) e il legittimo interesse del titolare, se non prevalgono i diritti dell'interessato (lettera f). Quale si applica dipende dal trattamento: rispondere a una richiesta e inviare una newsletter non hanno la stessa base.
  • Conservazione. Secondo l'articolo 5, paragrafo 1, lettera e), i dati devono essere conservati in una forma che identifica la persona per un tempo non superiore a quello necessario alle finalità. Il regolamento non fissa un numero di mesi: lo decidi tu, per ogni tipo di dato, lo scrivi e fai in modo che il CRM cancelli o anonimizzi.
  • Fornitore esterno. Quando il CRM è un servizio online, il fornitore tratta i dati per tuo conto. L'articolo 28 dice che in questo caso il titolare ricorre solo a responsabili che presentano garanzie sufficienti, e che il trattamento è disciplinato da un contratto o da un altro atto giuridico. Verifica che il fornitore ti metta a disposizione quel contratto.

I parametri di fonte e il gclid, una volta salvati nel CRM accanto ai dati di una persona, fanno parte dei dati che la riguardano. Conviene che l'informativa del modulo li menzioni.

Domande frequenti

Posso collegare il sito al CRM senza un'integrazione?

Sì, ma a mano. Quasi tutti i CRM importano un file CSV, e il modulo del sito può inviare le richieste per email a chi le inserisce. Va bene con poche richieste al mese. Perde i parametri di fonte se nessuno li copia, e dopo un certo volume gli errori di copia costano più di un collegamento fatto bene.

Serve un CRM se ho già un e-commerce?

La piattaforma di vendita conserva già clienti e ordini. Un CRM serve quando vuoi tenere anche ciò che sta fuori dall'ordine: richieste di assistenza, trattative con clienti aziendali, note, comunicazioni inviate. Se vendi solo prodotti a catalogo e l'elenco dei clienti ti basta, puoi rimandare.

Quanto è visibile il tuo sito?

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