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Google estende le unità aggregatori e fornitori alle ricerche di attività locali nello SEE
Il 18 settembre 2026 Google ha esteso alle ricerche di attività locali l'unità aggregatori e l'unità fornitori, i riquadri che nello Spazio economico europeo mostrano portali e directory da una parte e i siti delle attività dall'altra.
Team editoriale di SEO SRL
Pubblicata il 3 min di lettura

Il 18 settembre 2026 Google ha esteso alle ricerche di attività locali l'unità aggregatori e l'unità fornitori, due riquadri della pagina dei risultati che mostra agli utenti dello Spazio economico europeo (SEE). Prima valevano solo per hotel, voli, treni e autobus a lunga percorrenza e prodotti; l'aggiunta è segnata nel registro delle modifiche della documentazione.
Google indica come area lo SEE, di cui fa parte l'Italia, ma non elenca i paesi e non dice quanto spesso le unità compaiano nelle ricerche locali.
Cosa vede chi cerca un'attività locale
L'unità aggregatori raccoglie i risultati dei servizi di ricerca verticale, cioè portali che elencano molte attività, come directory e comparatori. Di base è aperto l'elenco del portale meglio classificato e l'utente può passare agli altri disponibili. Compare un solo riquadro alla volta e i clic portano al sito del portale.
Secondo la pagina di Google per i portali di ricerca locale, le ricerche locali sono, per esempio, quelle su ristorazione, servizi come i saloni di bellezza e cose da fare come le attrazioni. Per queste ricerche il riquadro «sostituisce le unità esistenti», senza dire quali.
L'unità fornitori è il riquadro di chi offre direttamente il servizio, come il titolare di un'attività con sede fisica o un idraulico. Compare solo se compare anche l'unità aggregatori. Per comparirci non serve inviare dati oltre a quelli che Google ricava scansionando il sito; un feed, cioè un flusso di dati inviato a Google, può arricchire i risultati.
Le pagine sulle due unità non nominano il Profilo dell'attività su Google, Maps o il local pack, il riquadro con mappa e tre attività.
Come si entra nel riquadro dei portali
Un portale deve essere approvato da Google come servizio di ricerca verticale, rispettare standard di qualità e inviare il Local Point of Interest Feed, con i dati delle attività che elenca. Google consiglia ai portali schede complete e aggiornate, con nome esatto, categoria precisa, foto, descrizione e valutazioni verificate. Le pagine non dicono quali portali siano già stati approvati.
Il possibile legame con il Digital Markets Act
Le pagine di Google non citano il Digital Markets Act (DMA), il regolamento europeo sui mercati digitali. Il 23 luglio 2026 la Commissione europea ha multato Google per 460 milioni di euro (890 in tutto, con la decisione su Google Play): nella ricerca dava più risalto ai propri risultati di shopping, hotel, trasporti e sport che a servizi simili di terzi. Le ha dato 60 giorni per adeguarsi. Search Engine Journal presenta le nuove unità come la risposta di Google a quell'obbligo.
Su un altro fronte, come riporta Radiocor (Il Sole 24 Ore), il 29 settembre 2026 Google ha annunciato un ricorso alla giustizia europea contro due decisioni DMA di luglio. Riguardano la condivisione dei dati di ricerca con i concorrenti e l'apertura di Android agli assistenti AI rivali. In una dichiarazione all'agenzia AFP sostiene che quelle decisioni la obbligherebbero a divulgare la cronologia di ricerca privata degli utenti.
Il punto di SEO SRL
Cosa fare se hai un'attività locale
Secondo noi, dove compaiono i due riquadri, parte della visibilità locale passa ai portali su cui sei presente. Il consiglio è procedere in quest'ordine.
- Controlla le tue ricerche. Da un dispositivo in Italia cerca le frasi con cui i clienti ti trovano, come «pizzeria» o «estetista» più la città, e annota se compaiono i riquadri e con quali portali.
- Cura le schede sui portali che vedi. Nome, indirizzo, telefono, categoria e foto devono essere completi e uguali a quelli del sito, perché sono i dati che quei portali mandano a Google. Rispondi anche alle recensioni lasciate lì.
- Rendi chiaro il sito. Per il riquadro fornitori Google non chiede dati oltre a quelli delle pagine: servizi, zona servita, indirizzo e contatti vanno scritti nel testo, non solo nelle immagini.
- Non trascurare il Profilo dell'attività. Le pagine sulle unità non ne parlano: non c'è motivo di abbandonarlo, continua a curare scheda e recensioni Google.
- Segui Search Console. Se sulle ricerche locali i clic calano a parità di impressioni, ripeti il controllo del punto 1.
Una strategia di local SEO dovrebbe già prevedere questi controlli, ma dove compaiono i riquadri i portali contano di più. Se gestisci una directory di attività locali, valuta la candidatura come servizio di ricerca verticale.
Domande frequenti
Per comparire nel riquadro dei fornitori devo inviare dati a Google?
No. Secondo la pagina di Google sull'unità fornitori non serve inviare dati oltre a quelli che Google ricava scansionando il sito, che deve servire utenti dello Spazio economico europeo. Un feed di dati è facoltativo e può arricchire i risultati.
Il riquadro dei portali si vede già nelle ricerche locali in Italia?
Le fonti non lo dicono. Google indica come area lo Spazio economico europeo, di cui fa parte l'Italia, ma non elenca i paesi e non dice quanto spesso le unità compaiano. Il modo più diretto per saperlo è controllare le ricerche che contano per la tua attività.
Fonti
- Google Search Central, “Aggregator unit in Google Search”, 18 settembre 2026.
- Google Search Central, “Supplier unit in Google Search”, 18 settembre 2026.
- Google Search Central, “Latest documentation updates”, 18 settembre 2026.
- Google Actions Center, “Local Vertical Search Service: Overview”, 9 settembre 2026.
- Commissione europea, “Commission fines Google €890 million for breaches of the Digital Markets Act”, 23 luglio 2026.
- Search Engine Journal, “Google Adds Local Businesses To EEA Search Result Units”, 18 settembre 2026.
- Il Sole 24 Ore Radiocor, “Google: ricorre contro sentenze Ue su condivisione dati e apertura Android”, 29 settembre 2026.
- Commissione europea, “Commission provides guidance to Google for AI interoperability on Android and sharing of Google Search data under the Digital Markets Act”, 16 luglio 2026.



