Aggiornamenti di Google dal 2000 ad oggi

aggiornamenti di Google

Negli ultimi anni gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google hanno rappresentato la chiave della continua crescita dell’azienda. Il motore di ricerca più famoso al mondo sfrutta da sempre i cambiamenti di algoritmo per soddisfare le esigenze degli utenti e al contempo difendersi dai malintenzionati che popolano il web.

I professionisti SEO dovrebbero essere sempre attenti agli aggiornamenti continui dell’algoritmo di ricerca di Google per far sì che il proprio sito internet non venga colpito da penalità algoritmiche.

Vediamo quindi quali sono i core update più importanti dal 2000 ad oggi.

2000: toolbar di Google

Nel 2000 Google lanciò la toolbar, cioè la barra degli strumenti. Ad oggi questo strumento è utilizzato solo dal browser Internet Explorer ma fino al 2011 se ne serviva anche Mozilla Firefox.

Esso sfrutta Google PageRank per individuare i siti più autorevoli presenti sulla pagina dei risultati del motore. Il sistema premia infatti la qualità dei contenuti pubblicati aumentando la visibilità di un sito.

2003-2010: i primi aggiornamenti di Google

Nel 2003 il gigante delle ricerche rilascia il primo update chiamato Boston. Dietro ad esso c’era l’idea di una cadenza mensile dell’aggiornamento dell’algoritmo attraverso piccole modifiche del codice.

Ci furono due update chiamati Florida e Cassandra che combattevano lo spam e i link nascosti. Con l’aumento degli aggiornamenti a ritmo giornaliero, Google accantonò poi Boston.

Il 2005 porta con sé diversi cambiamenti tra cui:

  • Nofollow, che permette di eliminare i link considerati spam
  • Bourbon che, secondo Matt Cutts di Google, va a lavorare sui duplicati e gli URL non canonici
  • Big Daddy, antenato del più recente Caffeine, modificò l’architettura dell’algoritmo
  • Ricerca personalizzata, grazie alla quale Google visiona la cronologia dell’utente per fornirgli le indicazioni più adeguate

A partire dal 2007 il leader dei motori di ricerca sviluppa anche la ricerca universale che permette di avere notizie, video e quant’altro in merito alla nostra query.

Nel 2008 arriva Google Suggest che per l’appunto suggerisce all’utente delle possibili ricerche mentre sta ancora digitando la query e che nel 2010 verrà integrato con Google Instant che offre i risultati di ricerca in anteprima.

Sempre durante il 2010 Google sviluppa Caffeine che porta ad un aumento della velocità e delle capacità di scansione ed indicizzazione. Infine, il primo maggio avviene una modifica per un importante parametro dei fattori di ranking: le parole chiave a coda lunga. Questo porterà molti webmaster a perdere parte del loro traffico.

Panda update: nuovo aggiornamento Google sulla qualità dei risultati di ricerca

gli aggiornamenti di Google contro le Black Hat SEO: Panda e Penguin

Panda e Penguin, gli aggiornamenti di Google contro le Black Hat SEO

Google Panda ha portato degli ulteriori miglioramenti nella creazione di contenuti di alta qualità. Questo algoritmo penalizza infatti le pagine web che abusano di keyword unicamente per ottimizzare il posizionamento del proprio sito (keyword stuffing).

In generale procede a una verifica del corretto uso delle linee guida di Google. Chi usa tecniche Black Hat SEO, cioè non consentite, va in contro a conseguenze negative.

Altri parametri possono essere l’elevato presenza di annunci pubblicitari rispetto al contenuto effettivo. Panda si occupa quindi di garantire un’ottima navigazione all’utente e chiede perciò agli specialisti SEO ottimi contenuti.

Penguin, il numero uno fra gli aggiornamenti di Google sui link

Nel 2012 Google lancia Penguin. Questo aggiornamento è in prima linea per combattere il webspam. In particolare si concentra sui link che potrebbero reindirizzare l’utente verso siti non pertinenti.  A volte i siti a cui rimandano sono persino dannosi oltre che non tematici.

Un altro controllo che effettua è quello di verificare l’originalità dei contenuti. Penguin punisce chi estrapola pezzi di testo da altre pagine e li usa per i suoi articoli.

Google Pigeon

Pigeon, lanciato nel 2014, sfrutta la geolocalizzazione per aiutare l’utente in particolari momenti come la ricerca di un negozio vicino all’abitazione o simili.

Google Hummingbird: Core Update per eccellenza

 

Google Hummingbird, l'algoritmo di Google

Google Hummingbird, l’algoritmo di Google

L’algoritmo centrale (core) di Google inizia ad avere un nome ufficiale solo nel 2013: Google Hummingbird. Questo software prende il suo nome dal colibrì perché ne richiama la velocità e precisione nell’esecuzione.

Hummingbird rappresenta un punto di svolta nel mondo della semantica. Da qui in poi Google analizzerà le richieste dell’utente contestualizzandole e sviscerando il concetto dietro alla query senza fermarsi alle keyword.

Il suo funzionamento sfrutta la knowledge graph ed è particolarmente vantaggioso per dispositivi mobili.

Alcune informazioni su Rankbrain

Rankbrain è un algoritmo che utilizza il machine learning. In poche parole fornisce a se stesso le istruzioni per apprendere qualcosa senza che vi sia un controllo umano o un programma prestabilito alle spalle.

Il suo funzionamento è basato sull’intelligenza artificiale ed il suo scopo è quello di ordinare le pagine nel web in base alla loro autorevolezza interpretando al meglio le query.

Gli aggiornamenti di Google contro le fake news: nasce Fred

Le fake news hanno avuto un forte impatto sul mondo della tecnologia negli anni recenti. Per scongiurare problemi legati ad esse, Big G ha creato un piccolo aggiornamento: Google Fred.

Per individuare i promotori di notizie false, l’algoritmo del leader dei motori di ricerca vigilerà su pagine con alcune caratteristiche. Tra queste sicuramente ci sono gli amanti dei banner pubblicitari che non creano un buon compromesso tra annunci e contenuto.

Altri sono coloro che tentano di ottimizzare il proprio sito con stratagemmi discutibili dimenticandosi che gli articoli si scrivono per gli utenti e non per l’algoritmo.

Anche coloro che presentano un sito con un basso tempo di permanenza (dwell time) e un alta frequenza di rimbalzo (bounce rate) finiranno nel mirino di Fred.

Gli aggiornamenti di Google nel 2018

Il 2018 è stato un anno ricco di importanti aggiornamenti. Tra questi abbiamo:

Brackets, così Glenn Gabe ha chiamato l’update che a marzo ha portato un improvviso incremento della volatilità. Google non ha però rilasciato informazioni più approfondite in merito.

Indice mobile-first, l’indice di Google dedicato ai dispositivi mobili: Google ha consigliato ai creator di modificare gradualmente i propri siti in versione mobile e di controllare su Google Search Console i progressi raggiunti.

Aggiornamento sulla velocità dei dispositivi mobili: questo update va ad influenzare il posizionamento dei siti sulla pagine mobile.

Snippet length drop: inizialmente portata a 300, la lunghezza massima degli snippet ha poi subito una nuova modifica che l’ha riportata a 150-160 caratteri.

Google Chrome e la sicurezza: dopo diverse segnalazioni, Chrome ha definitivamente dichiarato non sicuri tutti i siti non https.

Medic Update: l’ultimo aggiornamento di Google dell’anno condiziona principalmente i siti che trattano temi di salute e benessere.

2019: presentazione degli aggiornamenti BERT e non solo

funzionamento per reti neurali di Google BERT

funzionamento per reti neurali di Google BERT

La rivoluzione principale che il 2019 porta con sé è certamente BERT update.

Questo algoritmo è in grado di soffermarsi su ogni singola parola della query mettendola in relazione con le altre per interpretare a fondo la richiesta dell’utente.

BERT sta per Bidirectional Encoder Representations of Transformers e ha un funzionamento simile a quello delle reti neurali degli esseri umani. Esso lavora seguendo il Natural Language Processing (NLP).

Verso la fine dell’anno BERT update ha subito un’elaborazione che lo ha portato ad essere codificato in più di 70 lingue. Google non ha però chiarito la data del lancio.

Oltre a questo tipo di aggiornamento ce ne sono stati altri:

  • bug di deindicizzazione, che ha portato a far sparire alcune pagine dalla SERP causando un calo del 4% negli URL stabili
  • bug di indicizzazione, che non ha consentito di indicizzare bene le pagine
  • core update del 12 marzo e del 3 giugno
  • aggiornamento sulla diversificazione dei siti in cui vengono premiati quei siti con più di due elenchi organici

Indice di Google nel 2020-2021 e i bug

Durante il 2020 ci sono stati tre core update: uno il 13 gennaio, uno il 4 maggio ed un altro il 3 dicembre.

A questi si sommano alcuni problemi di indicizzazione rappresentati in prima istanza da Google Glitch.

A metà agosto infatti molti professionisti SEO si sono lamentati di un drastico ed improvviso cambiamento nel ranking. Google ha poi confermato che si trattava di una falla nel sistema che è stato repentinamente ripristinato. Gli inconvenienti tecnici non sono tuttavia cessati, portando ad ulteriori bug di indicizzazione il 29 settembre e il 12 ottobre.

Infine nel 2021 Google ha implementato la cosiddetta “indicizzazione dei passaggi” per le query inglesi e statunitensi. Google ha dichiarato che questa misura avrebbe influenzato il 7% delle query totali

Conclusioni in ottica SEO

Aldilà dell’identità e del peso degli aggiornamenti di Google spiegati sin qui, chi si occupa di SEO si starà chiedendo quali strategie adottare per continuare a cavalcare l’onda.

Tutto ciò che si può consigliare a chi fa questo lavoro è curare il proprio sito web consapevoli che la valutazione della qualità passa dai contenuti.

Non bisogna quindi soffermarsi troppo sulle keyword e su come ottimizzare per l’algoritmo, bensì assicurare alle persone una buona user experience e un’alta qualità.

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